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In agricoltura semplificare le procedure per l'assegnazione delle risorse e garantire la veloce liquidazione degli indennizzi assicurativi
È prioritario adoperarsi per una concreta e reale semplificazione delle procedure, prendendo atto che quelle adottate a livello nazionale risultano di complessa applicazione e pertanto incapaci di dare positive prospettive al sistema.
Dal blog di Franco Panizza - 18 agosto 2017 - 15:48

Da molti mesi le organizzazioni professionali agricole lamentano i ritardi e le inefficienze nella gestione dei finanziamenti alle aziende dei PSR (Piani di Sviluppo Rurale) e della PAC. La procedura è difficile e impegnativa, a causa dei malfunzionamenti del sistema amministrativo e informatico. In particolare non sono state valutate appieno le prevedibili complessità legate alla transizione al modello di domanda grafica, in un Paese come l'Italia che già presenta numerose specificità territoriali e produttive e che genera circa 900.000 domande uniche di aiuto e oltre 200.000 domande di PSR.

 

Con il modello di domanda grafica la mole di informazioni richiesta, infatti, aumenta, rallentando ulteriormente l'iter burocratico. Solo un impegno straordinario dei tecnici delle organizzazioni professionali, infatti, ha reso possibile il raggiungimento dell'obiettivo del 75% di superficie agricola gestita in modalità grafica.

 

Solo grazie al loro impegno si è potuto evitare che gli agricoltori italiani, ed in particolare quelli di montagna, non vedessero riconosciuti i propri diritti. A questo va aggiunto che l’apparato AGEA, che ha gestito l'anno 2017, potrebbe non essere lo stesso che gestirà la fase di verifica e le istruttorie che presiedono ai pagamenti e potrebbe verificarsi, come già successo, il disconoscimento di impegni e di accordi tecnici presi nelle riunioni per gestire le criticità emergenti.

 

Ai territori di montagna, in particolare, preoccupa la proposta ministeriale (fino ad ora tamponata) di dettagliare il dato grafico alla varietà, condizione che potrebbe trovare logica applicazione nei seminativi e nelle colture erbacee, ma che non risulta assolutamente applicabile nelle coltivazioni arboree. Si provi ad immaginare la definizione dei poligoni grafici in una particella di una valle alpina che rappresenti le singole varietà, quasi sempre mescolate per favorire l’allegagione. Il tutto poi deve tornare con le superfici catastali, con le rese per le denominazioni di origine, con i dati di conferimento alle strutture cooperative e con le rese del PAI (Piano Assicurativo Individuale). Non a caso le zone di montagna risultano le ultime in Italia nella definizione della superficie grafica.

 

Per questo occorre adottare urgentemente adeguate iniziative al fine di garantire agli agricoltori italiani la presentazione di domande uniche e di domande PSR (Piani di Sviluppo Rurale) in un sistema amministrativo e informativo in grado di rispondere agli obiettivi da raggiungere.

 

È allora prioritario adoperarsi per una concreta e reale semplificazione delle procedure, prendendo atto che quelle adottate a livello nazionale risultano di complessa applicazione e pertanto incapaci di dare positive prospettive al sistema.

 

Con l’interrogazione presentata al Senato chiedo al Ministro Martina quali iniziative intenda adottare al fine di garantire la presentazione di domande uniche e di domande PSR (Piani di Sviluppo Rurale) e se in questo contesto, in questo contesto non ritenga prioritario adoperarsi per una concreta e reale semplificazione delle procedure, preso atto che quelle adottate a livello nazionale risultano di complessa applicazione e pertanto incapaci di dare positive prospettive al sistema.

 

Chiedo inoltre quali azioni intende adottare il Ministro al fine di garantire la corretta, completa e rapida liquidazione degli aiuti spettanti agli agricoltori che hanno aderito al sistema delle polizze agevolate per le annualità 2015 e 2016 e che a tutt’oggi, per questi problemi, indipendenti dalla loro volontà, non riescono a presentare il proprio PAI e la rispettiva domanda di sostegno/pagamento. 

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