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Concorrenza: misure importanti per autonoleggiatori, professioni e piccole imprese
Promuovere la concorrenza significa favorire una corretta competitività, mettendo tutti sullo stesso piano, premiando la qualità e scongiurando la nascita di pericolose rendite o di monopoli da parte di chi ha un maggiore peso sul mercato
Dal blog di Franco Panizza - 02 agosto 2017 - 18:47

Come autonomisti crediamo nella concorrenza e nella competitività come leva per la ripresa economica.  Non dobbiamo accontentarci dell’approvazione di questa legge, ma dobbiamo impiegare gli ultimi mesi della legislatura per rafforzare e continuare lungo il sentiero che questo provvedimento ha tracciato.

 

Grazie a un mio emendamento, le aziende di trasporto persone mediante autobus, da oggi possono erogare il servizio anche noleggiando i mezzi da altre aziende. In questo modo si ottimizzeranno le risorse, favorendo un mercato più elastico e dinamico, così come ci è stato chiesto dagli operatori del settore.

 

Tra le altre misure quelle sollecitate dal mondo degli agrotecnici sul rafforzamento dello strumento societario per l’esercizio della professione, ma anche le norme sulla trasparenza per le compagnie telefoniche, quelle sulle smart-cities e sui servizi di booking, in un’ottica di tutela del consumatore ma anche delle strutture ricettive.

 

È poi positivo che si sia andati incontro anche alle richieste dei carrozzieri, scongiurando quella norma che avrebbe dato troppo potere alle compagnie assicuratrici sui tempi e i prezzi delle riparazioni delle auto incidentate.

 

Questa decisione, assieme alla norma sui servizi di booking, va a tutela delle piccole imprese. Promuovere la concorrenza significa favorire una corretta competitività, mettendo tutti sullo stesso piano, premiando la qualità e scongiurando la nascita di pericolose rendite o di monopoli da parte di chi ha un maggiore peso sul mercato. Il confine può rivelarsi molto sottile. Anche per questo il provvedimento ha avuto una gestazione così lunga e tormentata.

 

Bene poi l’accoglimento del mio ordine del giorno sulla problematica della vendita parallela dei farmaci. Troppo spesso in Italia, accade che farmaci del nostro Paese siano venduti all’estero per lucrare un prezzo maggiore, impedendo la loro reperibilità sul mercato nazionale il farmaco. Una pratica legale, con un fatturato di svariati milioni di euro l’anno, che però rischia di creare problemi di disponibilità di farmaci, soprattutto quelli di classe A.  Già in passato era intervenuto il Ministero della Salute, ma il problema non è ancora stato risolto. Il mio auspicio è che, anche sulla scorta dell’ordine del giorno, vengano messe in campo iniziative efficaci per risolvere la questione.

 

Tra le note dolenti la modifica apportata dalla Camera alla norma che circoscriveva i casi di silenzio-assenso per il rinnovo delle stipule assicurative. E anche il respingimento della mia proposta sull’IVA telematica. Vi sono poi una serie di norme che, per la durata dell’iter del provvedimento, hanno già bisogno d’essere revisionate. Occorre farlo quanto prima, a partire dalla Legge di Bilancio.

 

Tutto questo non muta il giudizio positivo sul provvedimento. C’è voluto davvero troppo tempo, molte questioni andranno riaffrontate, ma la quantità di questioni che vengono trattate è davvero articolata.

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