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La soluzione trovata alla Camera copre solo una parte il vuoto dei voucher
Gli strumenti approvati alla Camera vanno incontro ad alcune esigenze ma purtroppo non risolvono totalmente il problema delle nostre aziende, soprattutto di quelle turistiche: infatti il limite massimo di 5.000 euro complessivi per azienda e il limite massimo di cinque dipendenti sono troppo stringenti
Dal blog di Franco Panizza - 29 maggio 2017 - 18:26

La soluzione approvata dalla Commissione alla Camera copre purtroppo solo in parte il vuoto che si era venuto a creare con l’abolizione dei voucher.

In queste settimane un’azienda su cinque ha rinunciato a far ricorso al lavoro occasionale. I voucher erano un buon strumento per forme di lavoro saltuario e di integrazione del reddito, ma anche per un primo contatto con il mondo del lavoro per i più giovani. Uno strumento che ha permesso anche l’emersione di una quota non trascurabile di lavoro sommerso, in particolare quella legata ai lavori domestici.

 

Con i nuovi strumenti approvati in Commissione alla Camera viene ridato, alle famiglie e alle piccole imprese, uno strumento semplice, con quel giusto grado di flessibilità necessaria per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Una misura che va incontro alle preoccupazioni e alle proteste di queste settimane e di cui, come autonomisti trentini, ci siamo fatti portavoce.

 

Purtroppo, però, la soluzione approvata alla Camera non risolve totalmente il problema delle nostre aziende, soprattutto di quelle turistiche: infatti il limite massimo di 5.000 euro complessivi per azienda e il limite massimo di cinque dipendenti sono troppo stringenti e non consentono di risolvere seriamente le esigenze delle imprese. Faremo ogni tentativo per integrare la norma approvata alla Camera, nella speranza che anche le altre forze politiche si convincano che si tratta di una misura necessaria per venire incontro alle esigenze del mondo produttivo e dei lavoratori occasionali e non certo per eludere i diritti dei lavoratori

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