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Pantani e Dumoulin: due imprese a confronto. Sul traguardo di Oropa l'uno in 18'33'', l'altro in 19'17''
Il confronto tra la vittoria del primo nel 1999 e del secondo in questa edizione del Giro si può fare visto che la salita arrivò per l'uno alla quindicesima tappa dopo 150 chilometri e per l'altro alla quattordicesima dopo 120 chilometri. Ecco il risultato
Dal blog di Livio Zerbini - 22 maggio 2017 - 21:16

Il Giro d’Italia, giunto all’edizione numero 100, sta divertendo molto gli appassionati di ciclismo. Siamo ormai all’inizio dell’ultima settimana di gara e un olandese (Tom Dumoulin) comanda la classifica in maniera inequivocabile. Fino ad ora è stato il più forte su quasi tutti i terreni. Dopo aver dominato la prima cronometro del Giro dove ha conquistato anche la maglia rosa, simbolo del primato, Dumoulin è riuscito a vincere anche in salita nella tappa con arrivo allo spettacolare santuario di Oropa. Oropa è un nome che ricorda agli appassionati di ciclismo una delle imprese più belle di Marco Pantani.

 

Nel 1999 Pantani era in maglia rosa ed ebbe un problema meccanico alla base della salita che gli fece perdere circa 40 secondi rispetto ai suoi diretti avversari. Una volta risolto velocemente il problema, con una rimonta spettacolare superando 35 corridori, riuscì a vincere la tappa. Ma è possibile confrontare le due prestazioni a distanza di 18 anni? Ci sono molte variabili che possono influenzare le prestazioni in salita (fatica, tappe precedenti, tempo atmosferico, vento), ma considerando che la salita di Oropa arrivava per Dumoulin alla quattordicesima tappa e dopo 120 km e per Pantani alla quindicesima tappa dopo 150 km e, in entrambe le giornate, il tempo atmosferico era bello, il confronto si può fare con una migliore approssimazione.

 

Se si considera tutta la salita (10,2 km al 6,5% di pendenza media) i tempi tra i due sono incredibilmente vicini: 24’10” per Pantani e 24’15” per Dumoulin. Bisogna però considerare che Pantani ebbe proprio l’incidente meccanico ai piedi della salita, diventa quindi interessante analizzare i dati degli ultimi 7,5 km della salita, quando Pantani dopo essere stato tirato dai suoi gregari in coda al gruppo, iniziò la sua incredibile rimonta solitaria. Gli ultimi 7,5 km della salita del santuario di Oropa hanno una pendenza media del 7,7%, Pantani impiegò 18’33” con una velocità lineare media di 24,5 km/ora, una velocità ascensionale media di 1882 metri dislivello verticale/ora con una potenza media di 378 watt espressi. Dumoulin ha impiegato 44” in più (tempo di 19’17”) rispetto a Pantani con una velocità media di 23,5 km/ora, una velocità ascensionale media di 1800 metri dislivello verticale/ ora e una potenza media di 450 watt.

 

Considerando il minor peso di Pantani (53 kg) rispetto a Dumoulin (69 kg) la prova di Dumoulin si conferma una prestazione di altissimo livello. Dividendo i watt totali espressi per i chilogrammi di peso si possono confrontare le due prestazioni: Pantani espresse quasi 7 watt per chilogrammo di massa corporea, mentre Dumoulin 6,5 watt per chilogrammo di massa corporea. Dumoulin si conferma atleta di altissimo livello, capace di sviluppare su salite di media durata potenze paragonabili alle massime espresse nella storia del ciclismo (Pantani detiene i record di potenza espressa per chilogrammo di peso corporeo,meglio di Contador, Froome e Armstrong). Dopo Pantani, il tempo di Dumoulin è il secondo migliore di sempre nella scalata al santuario di Oropa.

 

Da queste analisi il Giro sembrerebbe già vinto dall’olandese, ma fortunatamente il ciclismo non è fatto solo di watt e potenze, ma anche di strategie, fatica, resistenza, imprevisiti, tattica..certo probabilmente l’unica strategia per mettere in crisi l’olandese sarà quella di spostare il campo della battaglia dall’aspetto di pura potenza all’aspetto della resistenza, provando ad attaccarlo molto lontano dal traguardo senza aspettare l’ultima salita.

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