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Innovazione, formazione e politiche attive: "In Provincia serve un cambio di passo"
Se si analizza la relazione della Banca d'Italia sull’economia della Provincia di Trento si conferma la necessità, nella manovra di assestamento, di una discontinuità nelle politiche di bilancio del territorio, troppo sbilanciate a favore delle imprese
Dal blog di Walter Alotti - 15 giugno 2017 - 17:26

Salta all'occhio dai dati e dalla ricerca economica della Banca d’Italia di Trento il consolidamento della crescita della redditività (i margini di utile) delle imprese trentine, passata dal 2015 al 2016 dal 77 all’80%.

 

Ma invece di una maggiore propensione all'investimento e all'innovazione, che dovrebbe portare anche ad un incremento dell’occupazione, sostanzialmente stabile sul territorio, gli imprenditori trentini - la maggior parte di essi visto che per fortuna qualche esempio virtuoso è presente anche in Trentino – mettono 'sotto il materasso' quei quattrini che hanno ripreso a realizzare nell’ultimo biennio.

 

Se infatti i depositi sui conti correnti delle imprese erano incrementati nel 2015 del 19% sul 2014, nel 2016 si sono incrementati del 25% sul 2015. Ricordiamo inoltre che grazie alle politiche fiscali, agevolazioni e incentivi della Provincia – secondo i dati della CNA nazionale – l’impatto fiscale in Trentino per le PMI resta il  minore rispetto al resto d’Italia e perfino in confronto a Bolzano.

 

La Uil del Trentino chiede quindi, nell'imminenza dell’assestamento di bilancio 2016/2019 del luglio prossimo, un’inversione di marcia, segnali di forti discontinuità nelle politiche ed agevolazioni fiscali della Provincia autonoma a favore delle imprese, politiche di cui gli imprenditori hanno beneficiato senza spesso reinvestire nelle loro stesse aziende e continuando piuttosto a far rappresentare alle loro associazioni di categoria uno stucchevole 'pianto greco'.

 

Ancora, visto l’allarme lanciato anche dalla Banca d’Italia riguardo all’invecchiamento delle maestranze e alla riduzione drammatica anche in Trentino (10 punti percentuali in un anno) del tasso di occupazione dei giovani e delle donne, la Uil chiede e propone misure di assestamento di bilancio che esplorino nuove 'piste' di lavoro e investimento di maggiori risorse pubbliche nelle politiche attive del lavoro, negli investimenti pubblici in innovazione tecnologica, nella formazione e riqualificazione dei lavoratori e delle lavoratrici e nello stanziamento di risorse per infrastrutture ed edilizia pubblica sociale.

 

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