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Serve un rilancio delle politiche sulla casa, non delle politiche di Casapound
Walter Alotti, segretario generale della Uil, interviene dopo l'azione dei militanti di estrema destra che nei giorni scorsi hanno affisso degli striscioni in varie parti della città con scritto "Case ai finti profughi? Itea prima ai trentini".
Dal blog di Walter Alotti - 29 agosto 2017 - 19:16

La Provincia non subisca con passività o indifferenza le provocazioni dell’estrema destra, ma indicizzi l’ICEF per gli accessi e i canoni ITEA, incrementi le risorse per l’integrazione del canone e crei nuovi alloggi per giovani e famiglie in difficoltà.

 

Le reiterate azioni di certi gruppi politici di stampo neofascista (a quelle dello scorso 31 luglio, un po’ in tutto il Trentino, si aggiungono quelle della scorsa domenica notte) si autogiustificano con letture strumentali e sbagliate dei dati dell’edilizia pubblica e sociale finalizzate a contrastare le politiche d’integrazione sociale nella nostra Provincia.

 

Troppo facile in questo momento fomentare una guerra fra poveri, senza tenere conto della complessità del fenomeno, rincorrendo il consenso con facili slogan e poche proposte concrete e attuabili.

 

Ciò non toglie che la Provincia Autonoma di Trento non può accontentarsi di presentare un Bilancio di ITEA spa in “avanzo”, di affermare di aver riattivato la messa a disposizione delle famiglie richiedenti dei tanti “alloggi di risulta” - andata a rilento per troppi anni - o cambiare le modalità di concessione dell’integrazione canone senza aumentare gli stanziamenti e dare maggiori risposte ai richiedenti aiuto per l’affitto, fuori dal “mondo ITEA”.

 

Urge un rilancio della politica provinciale dell’edilizia pubblica: a quando l’indicizzazione dell’ICEF per accesso e calcolo della permanenza e dei canoni sociali ITEA? Perché non è stato ancora previsto, in assestamento di bilancio o nel DEPF, il ventilato aumento degli stanziamenti per l’integrazione canone dei trentini e di tutti gli aventi diritto che non riescono ad avere assegnato un alloggio pubblico?

 

Gli stessi che devono confrontarsi con un mercato dell’affitto privato e privo di scrupoli, che ha subito un incremento di quasi il 7% in un anno. Perché? Che fine ha fatto, poi, dal 2015, il Fondo di Garanzia affitti ed il previsto milione di euro all’anno messo a bilancio e mai utilizzato? O l’attivazione, in analogia con Bolzano, del modello Bausparen, in sincronia con Laborfonds e la previdenza complementare?

 

Per non dire dell’imbarazzante assenza di bandi di costruzione di alloggi nuovi o di ristrutturazione del patrimonio pubblico per far fronte alla domanda sempre consistente della famiglie trentine, con gravi ripercussioni anche sul comparto economico edilizio, in crisi da tempo anche per il rallentamento degli investimenti pubblici in infrastrutture e, per l’appunto, in edilizia sociale.

 

Non sorprendiamoci quindi se campagne discriminatorie e populistiche come quelle a cui stiamo assistendo cresceranno di numero e di intensità. Sono ineludibili risposte definitive alle questioni succitate, fatte proprie dalla UIL e dalle altre organizzazioni sindacali, nonché degli inquilini, ormai da troppo tempo.

 

Ci auguriamo di non dovere attendere la prossima tornata elettorale.

 

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