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Ha 9 anni, è costato 2 milioni di euro ma il Teatro della Valle dei Laghi chiude. I gestori (Aida): "Se vogliono fare da soli, facciano. Svilupperemo altrove le nostre idee"

Ad altre latitudini la cosa avrebbe fatto scandalo: una struttura gioiello con 515 posti a sedere che negli anni ha ospitato il meglio degli spettacoli nazionali chiude per "manutenzioni e messe a norma". A spiegarlo il presidente della Comunità di Valle. L'ex presidente Sommadossi: "Ma perché non si era già predisposto la gara per la nuova gestione?"

Di Luca Pianesi - 10 settembre 2017 - 07:56

VEZZANO. "Se vogliono fare da soli facciano pure. Noi gestiamo teatri in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. Svilupperemo altrove le nostre idee e i nostri progetti". A parlare è Roberto Terribile il presidente della Fondazione Aida l'associazione che da nove anni gestisce il teatro della Valle dei Laghi. Lo ha gestito fino ad oggi, meglio, a ieri, quando il presidente della Comunità di Valle Attilio Comai ha comunicato con un testo che "con profondo rammarico devo portare a conoscenza di tutta la Comunità che rappresento che a settembre il Teatro Valle dei Laghi con sede a Vezzano non potrà aprire le porte". La ragione? "La struttura necessita di manutenzioni e, soprattutto di inderogabili interventi di adeguamento alla vigente normativa sulla sicurezza e antincendio".

 

Un colpo di scena, che se fosse successo ad altre latitudini avrebbe fatto gridare allo scandalo. Possibile? Una struttura gioiello, consegnata alla comunità "solo nove anni fa" - scrive il presidente della Comunità di Valle anche se il vero via alle attività è stato dato il 31 ottobre del 2009 quindi meno di 8 anni fa - costata più di 2 milioni di euro, alla quale dopo meno di un anno era stato necessario aggiungere altri parcheggi visto che quanto era stato predisposto inizialmente si era da subito rivelato inadeguato. La struttura, infatti, ha funzionato eccome. Con i suoi 515 posti a sedere (408 in platea e 107 in una galleria laterale che può essere utilizzata separatamente dalla platea con un sistema di chiusura tramite tende rendendola ideale per ospitare mostre, piccole conferenze, rinfreschi e buffet) solo per stare allo scorso anno, ha visto passare Giuliana Sgrena, Dacia Maraini, Gian Antonio Stella, Simona Atzori. Ci sono state le proiezioni cinematografiche, gli spettacoli musicali, le kermesse teatrali e l'interessante progetto degli "Chef a Teatro". Insomma, roba da grandi piazze.

 

E oggi si chiude? "Sembra impossibile - scrive Comai - che dopo così pochi anni si debba intervenire spendendo altri soldi, ma anche le normative cambiano e l’adeguamento di strutture di questo tipo, per le quali i dispositivi rivolti alla sicurezza delle persone sono prioritari, diventa necessario". "All'interno c'è il legno - spiega Terribile - e quindi la manutenzione serve. Ma secondo noi si tratta di interventi di natura quasi ordinaria. Va detto che da un anno a questa parte tutto è diventato impossibile. Con il precedente presidente della Comunità di Valle si progettava, si affrontavano i problemi, c'era una visione. Adesso invece ci pare di cogliere una netta chiusura. Secondo noi per risolvere questi famigerati problemi basterebbe chiudere per una mesata ma qui mi pare che l'intenzione sia molto diversa". E infatti il presidente della Comunità di Valle conclude dicendo che "la speranza è di poter riaprire al più presto, ma al momento non si possono fare previsioni sulla tempistica".

 

Ma come si è arrivati a questo punto? "Francamente sembra davvero incredibile - commenta l'ex presidente della Comunità di Valle, Luca Sommadossi - perché la struttura è sempre stata a norma. Negli anni venivano accantonate risorse per la manutenzione e la progettazione e quella del teatro è stata davvero un'opera importante anche sul piano simbolico. Era stata voluta da sei Comuni e dal Comprensorio C 5, c'era l'aiuto della Cassa Rurale, poi è passata alla Comunità di Valle. Insomma era stato davvero un progetto di territorio e d'insieme. E negli anni è diventato un punto di riferimento culturale e artistico. La gestione è sempre stata fatta dall'associazione Aida. Nel 2016, poi, è andato in scadenza l'appalto. Si è detto che serviva tempo per crearne uno nuovo (vero, bisognava cominciare a progettare almeno a gennaio quello nuovo, per esperienza) e quindi si è andati in deroga fino a luglio 2017. Però da quel che risulta nulla è stato predisposto in questo lasso di tempo. Non è stata fatta la gara per riaffidare la struttura. Inoltre la comunicazione ai cittadini del presidente Comai è davvero troppo vaga. Non si capisce che tipo di lavori si dovrebbero fare, che tipo di normative non sarebbero rispettate, che costi si dovrebbe andare a sostenere e con che tempi. Insomma, non c'è nulla se non la decisione di chiudere a data da destinarsi". 

 

 

La lettera del presidente Comai, infatti, prosegue così: "Alcuni interventi richiedono cospicue risorse economiche che al momento non sono nella disponibilità della Comunità di Valle, proprietaria dell’immobile, né tantomeno dei Comuni che lo gestiscono in forma associata. In prima persona mi sto impegnando per verificare la disponibilità da parte di altri enti pubblici e privati al fine di reperire nel più breve tempo possibile le necessarie risorse economiche. La decisione non è stata semplice, ma dopo aver analizzato la situazione in modo approfondito con il supporto di esperti nel campo della sicurezza che hanno redatto apposito verbale, la Conferenza dei Sindaci ha condiviso la necessità assoluta di chiudere il Teatro per poter avviare i primi interventi e nel frattempo reperire i fondi per quelli che richiedono impegni economici più sostanziosi". 

 

Un'altra cosa, infine, inquieta l'ex presidente della Comunità Valle dei Laghi. "Esiste un Fondo Strategico Territoriale in cui si prevedono una serie di interventi per la valle - aggiunge Sommadossi - ma dentro c'è di tutto tranne che il Teatro. Ci sono interventi per i sentieri, le falesie eccetera ma il Teatro io non l'ho trovato. Se i problemi esistono sicuramente non saranno nati ieri. Se c'era da investire perché non lo si è previsto?". Quindi adesso che succede? "Intanto quel che accadrà nell'immediato è che i sei ragazzi disabili che abbiamo formato in questi anni e che lavoravano benissimo con noi anche, grazie al sostegno di associazioni del territorio, rimarranno senza lavoro - conclude Terribile -. Per noi è un grosso dispiacere perdere la gestione di questa struttura che ci piaceva, era in un posto bellissimo e a sua volta era bellissima. Ma poco male. Gestiamo altri sette teatri e proseguiremo con i nostri progetti dove è possibile farlo. Se la Comunità di Valle vuole fare da sola faccia pure. Noi andiamo dove si può lavorare e progettare".

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