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Affare fatto, Melinda e La Trentina pronte per l'accordo commerciale

La firma tra i due Consorzi, diversi per fatturato, territorio e produzione arriva lunedì 28 agosto. Marchi separati, ma canali di vendita unificati per reggere l'urto del mercato in questo periodo di crisi dell'export

Di Luca Andreazza - 25 agosto 2017 - 12:17

TRENTO. Affare fatto. Lunedì 28 agosto i Consorzi Melinda e La Trentina firmeranno un'alleanza di natura commerciale. L'obiettivo è quello di creare nuove opportunità per entrambe le compagini sociali operanti su un territorio comune.

 

Le due realtà dovrebbero mantenere i propri marchi separati per far leva sui rispettivi punti di forza per restare competitivi sul mercato, soprattutto estero. Due consorzi diversi per volume, territori e produzione. 

 

Melinda può vantare 6.500 ettari e raccoglie sedici cooperative tra la Val di Non e la Bassa Val di Sole per circa quattromila soci. Il fiore all'occhiello è il marchio Golden.

 

La Trentina invece accoglie circa mille soci, divisi tra quattro cooperative: il Consorzio frutticoltori Alta Valsugana, la Cooperativa produttori agricoli Giudicariesi, la 5 Comuni a Mezzolombardo, la cooperativa dell'Alto Garda e Valle dei laghi

 

Anche il giro d'affari tra i due attori è molto diverso: Melinda supera i 250 milioni di euro e produce oltre 400 milioni di tonnellate di mele, mentre La Trentina si ferma a circa 30 milioni di fatturato e 65 mila tonnellate di materia prima conferita.

 

Un tavolo di confronto che prosegue da molto tempo, ma La Trentina sembra aver sciolto riserve e dubbi trovando il punto d'intesa per unificare i canali di vendita e aumentare la grande distribuzione in questo periodi di crisi dell'export.

 

“La concretizzazione di un accordo commerciale tra Melinda e La Trentina permetterà di rafforzare il prodotto trentino sui mercati nazionale ed internazionale, permettendo migliori remunerazioni ai frutticoltori soci e, si spera, prospettive più stabili anche per i lavoratori. Auspichiamo, dunque, che si arrivi alla firma di questo patto", questo il commento della Flai Cgil del Trentino che vede positivamente l'accordo che vede protagonisti i due consorzi.  

 

Il sindacato si spinge oltre, e nella consapevolezza delle forte competizione sul mercato internazionale, auspica che percorsi simili di aggregazione almeno commerciale siano seguiti anche da altre realtà dell'ortofrutta trentina, senza però perdere di vista la situazione dei 150 lavoratori de La Trentina.

 

“Siamo consapevoli che la novità sta creando un po' di preoccupazione tra le lavoratrici e i lavoratori – ammette la segretaria generale Manuela Faggioni -. Abbiamo avuto comunque rassicurazioni verbali che i livelli occupazionali non saranno intaccati da questo accordo. Sia le sale di lavorazione sia il magazzino restano dove sono adesso. Non escludiamo che la prossima stagione possa vedere meno ore di lavoro, ma non per l'accordo in questione, quanto per le conseguenze delle gelate della primavera scorsa e delle grandinate di agosto, che hanno danneggiato le produzioni. Seguiamo comunque la questione con la massima attenzione proprio per tutelare gli interessi di tutti i dipendenti delle due Op coinvolti”.

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