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Biblioteca di Rovereto, 12 dipendenti saranno lasciati a casa. Appello alla mobilitazione: "Io sto con i precari"

La società che si è aggiudicata la gestione del servizio, la Euro&Promos, al posto dei lavoratori roveretani utilizzerà i suoi dipendenti già in servizio alla Biblioteca comunale di Trento e a quella dell'Ateneo del capoluogo. Gli intellettuali in prima linea, Patrizia Belli: "Importante compiere un gesto significativo"

Di Donatello Baldo - 24 agosto 2017 - 18:08

ROVERETO. Fabio Bertolissi, delegato sindacale Cisl, risponde al telefono mentre sta volantinando. “Stiamo facendo un minimo di presidio, siamo in stato di agitazione, le notizie sono pessime e non nascondo che siamo tutti un po' pessimisti sul futuro”.

 

Il futuro di cui parla è quello della Biblioteca civica di Rovereto che si affaccia sulla piazza Umberto Savoia, nella cornice del Mart, quello degli operatori front e back office che dopo anni e anni di lavoro al servizio della cultura e dell'utenza saranno lasciati a casa. “Su 19 lavoratori se ne salvano solo 7, in 12 rischiano di perdere il posto”.

 

La società che si è aggiudicata la gestione del servizio, la Euro&Promos, al posto dei lavoratori roveretani utilizzerà i suoi dipendenti già in servizio alla Biblioteca comunale di Trento e a quella dell'Ateneo del capoluogo. I dipendenti della Civica di Rovereto sono un costo, meglio farne a meno e aumentare le ore a quelli già assunti.

 

Perché funziona così, una ditta vince la gara d'appalto, si tiene il servizio e licenzia il personale. Non lo assume, non passa automaticamente da una gestione all'altra. “E così ci perde anche la stessa città di Rovereto, la stessa biblioteca che subirà un turn-over fortissimo, disperdendo la sua funzione culturale e sociale, perdendo il riferimento che da decenni era garantito dalle figure professionali che ora saranno lasciate a spasso”.

 

I sindacati sono preoccupatissimi, i dipendenti spaventati e sconvolti. Sindaco e vicesindaca, quest'ultima con la delega alla biblioteca, assicurano il massimo impegno. “Hanno assicurato che non firmeranno il contratto – spiega Bertolissi – ma questi hanno comunque vinto la gara, la vedo dura”.

 

Nel senso che il Comune ha un obbligo, non è così semplice la retromarcia. “Il nodo centrale è l'articolo 8 del capitolato – spiega il sindacalista – quello che si riferisce alla clausola sociale”. Che in sostanza dice questo: in via prioritaria viene assunto il personale in essere, quello che lì ci lavora già.

 

Loro però lo interpretano diversamente questo articolo – afferma Bertolissi – assumono prioritariamente quelli che già ci lavorano dopo aver aumentato il monte ore dei propri dipendenti. Con i resti – spiega – con i ritagli, c'è posto solo per sette, gli altri a casa”. Una lotta tra poveri: “proprio così, a Trento passano dal part-time al full-time e a Rovereto perdono il posto”.

“Noi tutti, e anche l'Amministrazione roveretana – osserva Bertolissi – eravamo certi che questo articolo potesse garantirci a sufficienza. Ma non abbiamo fatto i conti con il fatto che questa azienda è interessata solo al business. Era una cooperativa, ma da maggio è diventata una spa: quindi non si guarda più - ammesso che l'abbia mai fatto - al valore del lavoro, l'importante è il profitto".

 

Sulla pelle dei lavoratori, perché gli affari sono affari. "Bibliotheken sind Brutstätten des Geistes", scrive sulla sua pagina Facebook l'avvocato Nicola Canestrini, "le biblioteche sono incubatrici dello spirito, diceva qualcuno". “E senza personale qualificato – aggiunge - rimangono cattedrali nel deserto. Cose che succedono quando la prima domanda è quanto costa".

 

Ma ancor più della garanzia dell'articolo sulla clausola sociale – torna a dire Bertolissi – è incomprensibile come possano tagliare sul servizio in questo modo, considerato che rimane lo stesso e che anzi si amplia”. Perché, appunto, gli affari sono affari, e una società che si occupa di cultura e allo stesso tempo aderisce a Confindustria, lo sa bene.

 

“Lo ripeto – afferma il sindacalista – così non si garantisce nemmeno la continuità di servizio. Abbiamo bibliotecarie certificate dall'Associazione bibliotecaria italiana, persone che sono state formate. Per anni gli utenti hanno trovato loro come punto di riferimento. Il bibliotecario non è un numero, per fare il bibliotecario bisogna conoscere il patrimonio d'archivio, la storia locale. Si rischia di perdere un valore aggiunto che impoverisce l'intera città”.

 

Che fare allora? “Non possiamo nemmeno fare sciopero – confida il sindacalista – sembra che anche in Trentino il comparto cultura sia ritenuto essenziale e debba sottostare a normative sullo sciopero più restrittive. Siamo in agitazione, volantiniamo, presidiamo”. Ma la solidarietà sta montando: “In tanti ci chiedono cosa stia succedendo, c'è molto interesse”.

 

Da sempre vicini alla sorte dei dipendenti della biblioteca gli storici e gli intellettuali roveretani, Fabrizio Rasera, Diego Leoni, Patrizia Belli. Anche quest'ultima usa Facebook per lanciare il suo messaggio di solidarietà:

Ma le idee di mobilitazione si stiano allargando, qualcuno ha lanciato la proposta di una specie di sciopero al contrario: al lavoro i dipendenti e fuori tutti gli utenti. Gli stessi utenti che chiedono che i lavoratori non siano lasciati a casa, studenti e lettori, studiosi, intellettuali, famiglie che portano i figli allo spazio ragazzi. Sarebbe una bellissima idea.

 

“I luoghi di cultura, formazione ed aggregazione gratuiti sono un patrimonio da difendere anche e soprattutto sul piano sociale – scrive Patrizia Belli - per questo è importante compiere un gesto significativo di sostegno a difesa del valore professionale dei bibliotecari e di conseguenza della nostra Biblioteca".

 

"Consapevoli - conclude - che sono loro che ogni giorno impiegano conoscenze e energie per mantenere alto il valore di quel luogo, un 'granaio del sapere' e un raro spazio di socialità”.

 

Domani alle ore 12, informa il Comune di Rovereto, "è stata convocata una seduta straordinaria della Giunta Comunale per un esame urgente degli ultimi sviluppi legati alla stipula del contratto di appalto con la società aggiudicatrice dei servizi di front e back office della Biblioteca Civica".

"L'intenzione della Giunta - prosegue il comunicato - è quella di garantire prioritariamente la salvaguardia dei livelli occupazionali in essere. In questa prospettiva l'Amministrazione comunale opererà puntuali approfondimenti tecnici ai fini di raggiungere tale obiettivo nel rispetto delle intese intercorse e degli atti di procedura di gara".

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