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Export, Trentino ottimo, Alto Adige da record

Nel secondo trimestre il Trentino raggiunge il valore di 943 milioni di euro per un +8,1%, l'Alto Adige invece schizza a 1,223 miliardi di euro per +10,1%. Germania e Stati Uniti i punti di riferimento

Di Luca Andreazza - 13 settembre 2017 - 18:05

TRENTO. Il valore delle esportazioni della provincia di Trento ha raggiunto nel secondo trimestre i 943 milioni di euro per un +8,1% rispetto allo stesso periodo del 2016. Un risultato migliore rispetto al dato medio nazionale e della macro-area Nord Est che si fermano rispettivamente a +6,3% e +3,3%, Un aumento dell'export determinato soprattutto dalla crescita delle vendite verso l'area dell'Unione europea (+10%) e verso gli Stati Uniti (+4,2%).

 

Dopo un rallentamento nella seconda metà del 2016, quest'anno mostra per il momento indici positivi. Il primo trimestre si era infatti concluso a 915,8 milioni di euro e +11,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

"I dati sui flussi di import/export – commenta Giovanni Bort, presidente della Camera di Commercio – testimoniano un tessuto produttivo trentino che, in questa fase di lenta ripartenza dell’economia italiana, aumenta la propria capacità di confrontarsi con successo sui mercati internazionali e ottiene risultati superiori all’area Nord-Est e al Paese nel suo complesso. Non ci facciamo però illusioni e non abbassiamo la guardia: esistono ancora molti ostacoli che impediscono alle imprese di sprigionare completamente il loro potenziale produttivo: i dati di oggi ci spingono a lavorare con rinnovata fiducia per migliorare le condizioni di contesto in cui operano le nostre aziende".

Nello stesso periodo il valore delle importazioni delle merci trentine ha raggiunto i 597 milioni di euro, registrando un incremento del 9% rispetto al secondo trimestre del 2016. Il saldo della bilancia commerciale si è portato, così, su un valore di 346 milioni di euro, in aumento di circa 6,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

 

Nei primi sei medi dell'anno (gennaio-giugno) le esportazioni della Provincia si attestano a +9,9% e confermano da un lato una solida ripartenza delle vendite all'estero delle imprese trentine e dall'altro un dinamismo superiore alla maggior parte dell'Italia. Le importazioni mostrano, invece, un aumento complessivo dell’8,3%, segnale di una buona vivacità della domanda interna.

 

Le esportazioni sono costituite principalmente da prodotti dell’attività manifatturiera (95% del valore complessivo). La quota maggiore è da attribuire ai 'macchinari e apparecchi' (20,1%), seguono i 'prodotti alimentari, bevande e tabacco' (16,5%), i 'mezzi di trasporto' (13,8%), le 'sostanze e i prodotti chimici' (9,1%) e il 'legno, prodotti in legno, carta e stampa' (8,2%). Complessivamente questi cinque settori rappresentano oltre il 67% delle esportazioni provinciali.

Per quanto riguarda l’import, al primo posto si collocano i 'mezzi di trasporto' con il 21%, seguiti da 'legno, prodotti in legno, carta e stampa' con il 14,4%, dai 'prodotti alimentari e bevande' e dalle 'sostanze e prodotti chimici', entrambi al 12,6%.

 

Per quanto riguarda le aree geografiche di destinazione delle merci trentine, l’Unione europea ha assorbito nel secondo trimestre quasi il 68% delle esportazioni; dalla medesima zona è derivato l’82% delle importazioni. L’Europa rappresenta quindi la principale direttrice per l’interscambio di merci con l’estero e si evidenzia un aumento rispetto al secondo trimestre del 2016 sia nelle esportazioni (+10%) che nelle importazioni (+6,4%).

 

Al primo posto della graduatoria dei principali Paesi per valore di export rimane sempre la Germania che rappresenta per il territorio provinciale il principale partner commerciale verso il quale si sono dirette merci per un valore che sfiora i 155 milioni di euro, pari al 16,5% delle vendite effettuate sui mercati internazionali.

 

A grande distanza seguono gli Stati Uniti con circa 97 milioni di euro (pari al 10,3% delle esportazioni complessive), la Francia con 96 milioni di euro e il Regno unito con 83 milioni di euro: nonostante la Brexit le esportazioni oltremanica sono cresciute del 17,8% rispetto al secondo trimestre 2016.

Benissimo l'Alto Adige. L'Istituto provinciale di statistica rileva infatti che nel secondo trimestre del 2017 sono state esportate merci per un valore di 1,223 miliardi di euro. Si tratta di un nuovo record per l'economia altoatesina, che fa registrare un aumento del 10,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Le esportazioni verso gli stati dell'Unione europea denotano nel complesso un aumento dell'11,9%, mentre quelle dirette verso i paesi europei non Ue crescono del 5,8%. Si registra un incremento molto rilevante delle esportazioni nel settore dei mezzi di trasporto (+28,7%), mentre si segnala un calo per il settore legno e prodotti in legno, carta e stampa (-9,3%).

A livello assoluto, gli aumenti più significativi si registrano per le merci dirette verso Germania (+43,8 milioni di euro), Austria (+17,3 milioni di euro), Francia (+9,9 milioni euro), mentre le diminuzioni più evidenti sono nei confronti del Regno unito (-3,4 mln euro).

La maggiore quota di esportazione riguarda i 'Prodotti alimentari, bevande e tabacco' (17,2%), seguiti da 'Macchinari e apparecchi non classificati altrove' (15,8%), 'Prodotti dell’agricoltura e della silvicoltura' (15,2%), e 'Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti' (13,5%). 

 

I cinque settori più rilevanti crescono nel secondo trimestre. Gli incrementi più evidenti si registrano per 'Mezzi di trasporto' (+28,7%) e 'Macchinari e apparecchi' (+19,7%), più contenuti gli aumenti per 'Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti' (+6,4%), 'Prodotti dell’agricoltura e della silvicoltura' (+5,2%) e 'Prodotti alimentari, bevande e tabacco' (+3,2%). Complessivamente questi cinque settori incidono quasi per i tre quarti delle esportazioni totali. 

 

Tra gli altri settori che figurano nei primi dieci posti, si segnalano grossi aumenti per 'Prodotti delle altre attività manifatturiere' (+46,5%) e 'Apparecchi elettrici' (+10,3%), mentre 'Legno e prodotti in legno, carta e stampa' è l’unico settore che registra una diminuzione (-9,3%).

 

In termini assoluti, gli aumenti più consistenti sono quelli di 'Mezzi di trasporto' (+35,2 milioni di euro), 'Macchinari ed apparecchi' (+31,7 milioni di euro) 'Prodotti delle altre attività manifatturiere' (+19,9 milioni di euro), 'Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti' (+10 milioni di euro) e 'Prodotti dell’agricoltura e della silvicoltura' (+9,2 milioni di euro).

 

Le diminuzioni più consistenti riguardano invece i comparti 'Legno e prodotti in legno, carta e stampa' (-4,4 milioni di euro) e 'Computer, apparecchi elettronici e ottici' (-3,5 milioni di euro). 

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