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Melinda-La Trentina: accordo storico. Entro fine anno una filiale commerciale condivisa

Il sistema produttivo e industriale resterà separato ma quello commerciale e promozionale crescerà sempre di più in sinergia. Primo obiettivo evitare di farsi concorrenza crescendo, invece, in maniera coordinata. Odorizzi: "Sappiamo che a livello mondiale si sono piantate parecchie piante di melo. La concorrenza è alle porte. Questo è solo un primo passo per affrontare decisi il mercato"

Pubblicato il - 28 agosto 2017 - 20:48

TRENTO. Ora è ufficiale: il Consorzio Melinda e l'Op La Trentina avvieranno entro dicembre una nuova filiale. L'obiettivo? Creare una sinergia tra le due grandi aziende per commercializzare in maniera più ficcante e con maggiore forza i marchi sui mercati di riferimento.

 

Cosa vuol dire? Che i due gruppi (400.000 tonnellate di mele prodotte per Melinda, 57.000 per La Trentina) eviteranno di farsi concorrenza creando invece una forte sinergia che dovrà portare, in prospettiva, a strutturare una comune commercializzazione dei prodotti. Resteranno separate le filiere di produzione mentre si cercherà di creare una entità che gestisca, per entrambe, le Op la fase commerciale.

 

A siglare, ieri, l'accordo nella sede della Federazione della cooperazione trentina sono stati Michele Odorizzi, presidente di Melinda, e Rodolfo Brocchetti, presidente de La Trentina. "Siamo forti sul mercato italiano - hanno affermato - e con questo accordo cerchiamo di fare sinergia e di non farci concorrenza".

 

Intanto nei prossimi mesi Melinda commercializzerà tutta la produzione a marchio La Trentina, acquistandola con un prezzo che sarà stabilito da quello di vendita sul mercato. La nuova filiale invece avrà una struttura societaria dove le due Op risulteranno soci mantenendo ognuna il proprio brand.

 

Il presidente della Cooperazione Trentina Mauro Fezzi ha parlato di "momento storico per la frutticoltura provinciale. Il movimento cooperativo rappresenta uno strumento in mano ai produttori, che deve essere utilizzato dalle persone. La  cooperazione nasce con l’esigenza di integrare i piccoli, per fare in modo che diventino più grandi. È il mercato che richiede soggetti sempre più grandi. Un domani potrebbero aprirsi le porte anche ad altri operatori trentini".

 

Per Michele Odorizzi, presidente del Consorzio Melinda, "già da diversi anni si ravvisava l'esigenza di trovare sinergie. Abbiamo trovato il momento, che non è legato all'annata particolare. Ci rendiamo conto - ha proseguito - che a livello mondiale si sono piantate parecchie piante di melo. La concorrenza è alle porte, le nubi all'orizzonte sono tante. Con questo primo passo dobbiamo coordinarci e dare risposte al territorio. La collaborazione non riguarderà solo aspetti commerciali ma anche l’organizzazione della produzione. E sarà solo un primo passo per affrontare decisi il mercato. La strada è segnata, e in futuro c’è spazio anche per altri produttori e altre realtà con le giuste sinergie".

 

Il presidente de La Trentina Rodolfo Brochetti è entrato nel dettaglio dell’accordo, che si divide in una parte transitoria (valida per il 2017), ed una definitiva che riguarda il futuro. "L’obiettivo finale è quello di costituire una entità che gestisca per entrambe le Op tutta la fase commerciale. In capo ai produttori rimane la parte industriale. Per la parte commerciale, si aprono grandi opportunità per valorizzare le produzioni vocate dei territori. Non dimentichiamo che produciamo anche le susine di Dro, i kiwi. L’accordo permette di presentarci sul mercato dove i nostri clienti si stanno attivando in maniera importante. Altra colonna è l'assortimento varietale. In collaborazione con Apot - ha aggiunto Brochetti - si sta ragionando per proporre un diverso assortimento, con una diminuzione delle golden nelle zone meno vocate sostituendole con nuove varietà. Auspichiamo che questa aggregazione faccia da catalizzatore ad un processo di riorganizzazione a livello provinciale". 

 

Soddisfazione anche da parte di Ennio Magnani (Apot): "Il tavolo di Apot ha sempre lavorato per far parlare i soggetti. Sotto l'aspetto istituzionale già collaboravano, mancava quello commerciale. L'aggregazione è il futuro della frutticoltura trentina, non ci sono alternative se vogliamo stare sul mercato e dare soddisfazione ai produttori". Per l’assessore Michele Dallapiccola questo accordo consente di superare la debolezza finora rappresentata dalla frammentazione dei nostri consorzi. "Accolgo con grande positività questo primo passo, che va portato avanti con stile e approccio come delineato oggi. Umiltà è consapevolezza che c'è molto da fare".

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