Contenuto sponsorizzato
Trasparenza dei compensi, limite dei mandati, un ruolo più centrale nel mondo cooperativo: ecco come cambia, con il nuovo statuto, la Federazione

Il consiglio di amministrazione della Federazione ha approvato ieri all'unanimità la proposta della speciale Commissione per la revisione dello statuto. Tra i compiti affidati alla Federazione anche quello di promuovere la valutazione del ritorno sociale dell'attività cooperativa

Pubblicato il - 09 settembre 2017 - 16:26

TRENTO. Governance, rappresentanza e nuovi rapporti tra cooperative ed enti di servizio. Questi i tre macrotemi toccati e "cambiati" dalla bozza del nuovo statuto sociale approvato all'unanimità dal cda della Federazione Trentina della Cooperazione. Una bozza varata lo scorso 5 settembre dalla  "Commissione per la revisione dello statuto  sociale" istituita dall'assemblea sociale del 14 ottobre scorso. La commissione - composta da Giuliano Beltrami, Pierluigi Fauri, Geremia Gios, Michele Odorizzi, Paolo Spagni, Sergio Vigliotti (votati dall'assemblea) e da Marina Castaldo, Alessandra Cascioli, Nadia Martinelli, Alessandro Merlini e Germano Preghenella (indicati dal consiglio di amministrazione) - ha lavorato in questi mesi per elaborare un testo di riforma tenendo conto delle direttive del documento programmatico, e nello stesso tempo cercando di attuare un rinnovamento della Federazione in cui si possano riconoscere le varie sensibilità presenti nel movimento, alla luce delle sfide di questi ultimi tempi, in primis la riforma del credito cooperativo.

 

Nel dettaglio è stato deciso di dare alla Federazione un ruolo sempre più centrale per il "rafforzamento e la coesione" del movimento cooperativo. A lei sarà affidato il compito di promuovere la valutazione del ritorno sociale dell'attività cooperativa inoltre, la Federazione, potrà anche attuare iniziative nell'ambito delle politiche del lavoro, in accordo con istituzioni pubbliche e private. Sul piano gestionale, al fine di favorire lo sviluppo democratico e la partecipazione alla gestione del sistema cooperativo, dovranno essere evitati cumuli di cariche in capo alla medesima persona, quando non siano giustificati da esigenze del sistema. 

 

La Federazione fungerà da centro di servizi, con priorità alle associate, ed assicurerà ogni forma di assistenza e supporto anche al sistema del credito cooperativo, estendendo anche fuori dal Trentino tutti i servizi erogati. Inoltre la Federazione "assiste ed accompagna le cooperative socie nella gestione della propria attività, attraverso strumenti di supporto strategico ed operativo, nonché controlli e verifiche di bilancio, anche a carattere certificativo". L'attività di vigilanza sulle cooperative, sulla base della normativa regionale in materia, sarà esercitata dalla Federazione "assicurando la non ingerenza delle proprie cariche elettive", nonché "l'indipendenza dei propri revisori rispetto all'ente oggetto di revisione". Infine la Federazione potrà gestire anche direttamente corsi per la qualificazione tecnica e l'aggiornamento professionale degli amministratori e dei lavoratori. Per rendere misurabile tale obiettivo è prevista l'introduzione di crediti formativi obbligatori e di sistemi di valutazione delle competenze.

 

Dal testo, inoltre, emerge una forte sottolineatura sulla intercooperazione. Fin dall'articolo 3 (scopo mutualistico) si afferma la "centralità della collaborazione tra i settori quale strumento per la valorizzazione e per il rafforzamento della cooperazione in Trentino". Concetto che poi viene ripreso più volte nel testo dello statuto, laddove, ad esempio, si   richiede alla Federazione di "favorire e coordinare le relazioni morali ed economiche tra le singole società, tra le stesse e gli organismi di secondo grado, nonché tra i vari settori della cooperazione, concorrendo alla creazione di un sistema integrato che si ispira ai principi della cooperazione".

 

 

Per quanto riguarda la governance il nuovo consiglio sarà composto dal presidente e da 22 consiglieri, individuati favorendo la presenza degli organismi di secondo grado, nonché la rappresentanza di genere e i giovani cooperatori. Saranno comunque riservati quattro rappresentanti ciascuno ai settori agricolo, credito e consumo; tre rappresentanti ciascuno ai settori della produzione lavoro e servizi e quello delle cooperative sociali e abitazione. I rappresentanti dei settori nominati da specifiche pre-assemblee (cinque al posto degli attuali quattro convegni di settore) vengono eletti dall'assemblea tra gli amministratori delle società federate appartenenti al rispettivo settore. I quattro consiglieri che non risultano espressione dei singoli settori vengono eletti tra i soci delle società federate.

 

Alle sedute del cda partecipano come invitati permanenti i presidenti dell'associazione giovani cooperatori e associazione donne in cooperazione. Alle due associazioni spettano anche di diritto due rappresentanti ciascuna nei comitati di settore.

Rimodulati i voti spettanti ai settori. Lo statuto prevede una parziale revisione delle soglie per definire il numero dei voti spettanti ad un'associata in sede di elezione degli amministratori e del presidente della Federazione, in funzione delle quote di capitale versate dall'associata che dipendono dal numero dei soci. Con la nuova formulazione cresce leggermente il "peso" delle cooperative agricole, pressoché invariato i settori del consumo e di lavoro, sociale, servizio e abitazione, cala in misura impercettibile la quota del credito.

 

Il cda elegge uno o più vicepresidenti, di cui uno vicario, favorendo una equilibrata rappresentanza dei settori. Il presidente e gli amministratori non possono rimanere in carica nel medesimo ruolo (presidente o consigliere) per più di tre mandati pieni consecutivi (massimo tre esercizi ognuno). Un mandato si intende "pieno" se supera del 50% la durata fissata in sede di elezione.

 

E poi ci sono i compensi. L'ammontare del compenso degli amministratori sarà deciso dall'assemblea. Qualora un consigliere assuma la carica di amministratore in società su nomina o designazione della Federazione, l'ammontare complessivo dei compensi percepiti per questi incarichi non può risultare superiore al limite massimo fissato dall'assemblea. I componenti del consiglio non possono mantenere più di tre incarichi remunerati in qualità di presidente o amministratore delegato di società federate. L'importo di tutti i compensi riconosciuti agli amministratori viene pubblicato sul sito della Federazione.

 

Il consiglio di amministrazione, infine, nomina, su proposta del presidente, un comitato esecutivo composto dal presidente, dal vice vicario e da quattro consiglieri (sei in totale, rispetto agli attuali nove). Non possono essere nominati i consiglieri che contemporaneamente sono presidenti di consorzi di secondo grado.

Video del giorno
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

25 settembre - 19:02

Ferie forzate per il wine maker della cantina sociale Mori Colli Zugna e per l'enologo della Cantina sociale di Ala. Entrambi – non per caso … - sono tra i promotori di un ‘manifesto’ che ripensa il modo di gestire il ‘vigneto Trentino’

25 settembre - 20:12

Esilarante siparietto su Facebook con i consiglieri Lombardo, Maschio e Moranduzzo che dimenticano che in consiglio era passato un provvedimento. Stanchina fa chiarezza e allora arrivano le scuse, che non bastano. Ma davvero via Perini diventerà a una corsia? La risposta a il Dolomiti di Italo Gilmozzi

25 settembre - 19:05

Dopo un incremento di presenze turistiche che ha sfiorato il 40% nel 2016, per il Nepal si prevede nel 2017 un aumento ancora più significativo, fino a circa 3 milioni di viaggiatori. Ecco i consigli di Viaggigiovani.it

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato