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Elezioni, in Trentino si guarda solo ai nomi. E tu chi vuoi che entri nella "casa"?

La campagna elettorale, al momento, pare giocarsi sul territorio solo su un valzer di volti stranoti e tutto sembra sia finalizzato solo a portare in Parlamento qualcuno piuttosto che qualcosa (un'idea o un progetto). E mentre Biancofiore candida Bottamedi con Forza Italia, la Lega si arrovella sull'amletico "Fugatti o Divina" e i 5 Stelle si chiudono nei meetup il centrosinistra si impallina come in un reality 

Di Luca Pianesi - 15 gennaio 2018 - 06:01

TRENTO. Mentre a livello nazionale continua la corsa a chi la spara più grossa (da Renzi che propone di abolire il canone Rai a Grasso che se ne inventa una migliore dicendo di voler togliere le tasse universitarie, da Berlusconi che vorrebbe eliminare il bollo auto e Iva sul cibo per i cani a Di Maio che alle imprese promette di togliere lo spesometro e gli studi di settore, già aboliti per legge) in Trentino pare di assistere al più classico dei giochi della sedia. La musica è sostituita da un interminabile toto-nomi che a momenti alterni si interrompe, giusto il tempo di sfilare una sedia per poi via, riprendere con il balletto. Tutto è incentrato sui nomi dei possibili candidati che sgomitano per assicurarsi un posto in lista senza che nessuno accenni a uno straccio di programma, a un proposito, rivendichi qualcosa di buono che ha fatto in passato. Pare un reality, una sorta di Grande Fratello, con i nominati, la frase "chi vuoi salvare" e poi via di televoto. Come se davvero il cittadino dovesse scegliere più a chi garantire il Parlamento (chi far entrare nella "casa") che un partito o una proposta di futuro determinante per la sua stessa vita.

 

Insomma questa campagna elettorale, anche a livello locale, sta toccando il fondo più fondo. In questi giorni si è assistito alla capriola carpiata di Manuela Bottamedi che da eletta 5 Stelle, è passata al Patt, è entrata nel gruppo misto, ha sostenuto "Energie per l'Italia" di Parisi (che sta ancora decidendo se andare da solo o meno ma che è già stato abbandonato in Trentino dalla sua referente territoriale) e ora si candida con Forza Italia. La coalizione di centrosinistra autonomista passa il tempo a farsi le scarpe internamente sapendo che dall'altra parte, grazie alle intuizioni politiche di Michaela Biancofiore (stratega di lunga data, capace come poche di perdere le elezioni), di pericoli ne arrivano ben pochi. Ci sarebbero i 5 Stelle che però a livello provinciale rischiano di avvitarsi sempre più sulle loro regole interne e di chiudersi nella logica del meetup "dimenticandosi" quella società civile che in altre parti d'Italia si sente indubbiamente più coinvolta nel loro dibattito (che qui si concentra spesso su battaglie residuali e poco efficaci).

 

Per non parlare del nuvolo di visti e rivisti nei vari partitini di sinistra (ricordarsi i nomi è già adesso cosa impossibile) e lo storico scarso appeal che sul territorio hanno i partitini di destra. Se aggiungiamo che per la Lega i nomi forti restano quelli dei due storici "separati in casa" Fugatti e Divina il quadro è fatto. Insomma i più attivi, anche perché sono quelli che porteranno in parlamento più persone, restano quelli del centrosinistra autonomista che, proprio per questo, ora stanno giocando a impallinarsi l'uno con l'altro. I nomi sono sempre gli stessi (triti e ritriti tra politiche e provinciali) e pare che, in pratica, negli ultimi 5 anni nulla sia cambiato: Panizza e Nicoletti, Dellai e Mellarini, Olivi e Filippi. I partiti, in tutti questi anni, oltre a sgonfiarsi e a far scappare iscritti, non sono riusciti ad esprimere un nome nuovo che sia uno. 

 

Donatella Conzatti (in veste di rappresentante del Forum parità di genere), intanto, ricorda che non ci sono inciuci che tengano (in questi giorni si è parlato di aggirare le soglie delle "quote rosa" facendo i conti sulla coalizione e non sui partiti) perché "i partiti iscritti all'Albo nazionale sono assoggettati a verifiche sul rispetto dei requisiti di democraticità e trasparenza interna per permettergli di beneficiare, di agevolazioni, tra le quali quella del 2 per mille. Tra i principi da rispettare c'è quello dalla 'parità nell'accesso alle cariche elettive'. La soglia prevista, per ogni partito è almeno del 40%. Il mancato rispetto del principio può comportare addirittura la decadenza dall'Albo nazionale. Una norma che riguarda i partiti iscritti e che è certamente più stringente di quella elettorale in vigore. Quest'ultima, per gli uninominali, sembra infatti permettere 'compensazioni coalizionali' mentre la norma sui partiti iscritti prevede che ciascun partito concorra al riequilibrio di genere. Tale maggior severità trova una sua ragionevolezza proprio perché si rivolge a quei partiti iscritti all'Albo nazionale e che beneficiano delle devoluzioni (2 per mille) di tutti i cittadini italiani. Ci si attende un comportamento conforme da parte dei partiti iscritti".

 

E cinquanta iscritti al Pd fanno un appello affinché Elisa Filippi non venga "sacrificata", proprio, per fare spazio ai suoi colleghi uomini. Sabato, infatti, un gruppo di circa 50 sostenitori del Pd fra cui molti amministratori, segretari di circolo ed iscritti provenienti da diverse parti del Trentino (di area renziana) si sono riuniti per analizzate la situazione delle candidature alle prossime elezioni politiche. "Ribadendo la necessità già espressa di far esprimere gli iscritti dei circoli del Pd del Trentino sulla scelta per le candidature - hanno comunicato -; richiamandosi al progetto politico del segretario nazionale del PD che ha permesso la tenuta di uno dei migliori governi degli ultimi 20 anni a cui va il merito, certificato dai dati macroeconomici, di continuare e di capitalizzare sulle riforme lanciate dal governo di Matteo Renzi; sottolineando la natura della prossima competizione elettorale che determinerà la rappresentanza del territorio in chiave nazionale e europea, che richiede competenze ed esperienze specifiche, e che non può essere sottomessa ad interessi locali e/o di carriere individuali; I partecipanti alla riunione, chiedono con forza alle istanze locali e nazionali del Pd di tener conto di quanto sopra evidenziato e di concretizzare detta esperienza con la candidatura di Elisa Filippi, che permetterebbe di valorizzare un percorso collettivo e le competenze umane, personali e politiche di Elisa che troverebbero nel collegio uninominale di Trento-Val di Sole-Val di Non-Rotaliana, una coerente collocazione". 

 

Insomma, la musica continua e il televoto è ancora aperto. Tu chi vuoi che entri nella casa?
 

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