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Il Pd risponde a Rossi: "Vuole i nostri voti per portare a Roma il Patt senza un accordo? Come lo spieghiamo ai nostri elettori?"

I democratici arrabbiati dopo le esternazioni di Rossi alla malga Brigolina che ipotizzavano uno sganciamento dal Pd a livello nazionale.  Anche gli assessori dell'Upt si sono risentiti: "Parla dei risultati della giunta senza di noi"

Di Donatello Baldo - 02 settembre 2017 - 18:56

TRENTO. Tutti contro Ugo Rossi. Le sue dichiarazioni alla malga Brigolina, in occasione della conferenza stampa del Patt, hanno fatto arrabbiare tutto il resto della coalizione. 

 

Gli assessori di Pd e Upt, che con lui governano il Trentino, si sono risentiti. 'Ma come – hanno detto – convoca una conferenza stampa per lodare quanto è stato fatto fino ad ora e la fa col suo partito? Non sarebbe stato meglio fare su questo un incontro di coalizione?'

 

E su questo nemmeno Gilmozzi ci va giù tanto leggero: “Non solo gli assessori avrebbe dovuto avere al suo fianco ma tutti i segretari dei partiti della maggioranza. Se sono stati raggiunti questi traguardi non è solo grazie al Patt ma grazie a una coalizione che ha saputo lavorare assieme”.

 

Ma quello che più di tutto mette in subbuglio il Partito democratico è questa ventilata e minacciata 'politica dei due forni in salsa trentina' che prevede un doppio binario. In Trentino con il centrosinistra (allargato ai civici di Valduga e a Progetto Trentino) e a livello nazionale si vedrà. Questo in sintesi, perché Rossi non è stato esplicito ma piuttosto vago.

 

Ma questo è quello che tutti hanno capito assistendo alle sue dichiarazioni: 'Gli accordi li faremo dopo le elezioni”. Una frase che mette quindi in discussione ogni ipotesi di accordo come quello stipulato con il Pd quattro anni fa, quello del sostegno al centrosinistra nazionale a prescindere se questo avesse vinto o perso alle elezioni del 2013.

 

Che siano vere intenzioni o soltanto una minaccia per alzare la posta e far pesare la sua leadership, questo non si sa per certo. Potrebbe anche essere vero quello che alcuni ipotizzano: 'Tira un po' la corda per poter avere assicurata la sua riconferma alle prossime elezioni provinciali'.

 

Insomma così dovrebbe funzionare: il Patt fa la voce grossa, alza un poco l'asticella del sostegno al centrosinistra nazionale e in cambio, dopo una cena magari ancora alla Brigolina, si esce con la pacca sulle spalle che assicura al Pd l'appoggio alle politiche e a Rossi un altro giro alla guida della giunta provinciale.

 

Ma queste sono ipotesi. Speculazioni politiche e chiacchiere che girano in un turbinio di supposizioni. Sta di fatto che in molti, dopo il discorso della Brigolina, si sono allarmati. E arrabbiati. Il senatore Tonini, intervistato da Luisa Patruno su l'Adige, dice questo: “Sarà difficile dire agli elettori del Pd di votare un candidato del Patt e poi quello vedrà cosa fare in parlamento una volta eletto”.

 

Perché questo è il succo. La coalizione di centrosinistra autonomista si presenterebbe unita nei collegi trentini (Trento-Roverto-Valsugana), tutti pronti a sostenere anche i candidati delle Stelle Alpine (Panizza, probabilmente).

 

Candidati che poi, stando a quello che dice Rossi, potrebbe anche non garantire un sostegno 'a prescindere' al Partito democratico. Eletti però dai democratici. Un controsenso che sarà difficile spiegare agli elettori del Pd.

 

Giorgio Tonini, sempre su l'Adige, chiede a Panizza e Rossi “un supplemento di riflessione” e ricorda che un ritorno alla politica del blockfrei, quella delle mani libere, è già stata sperimentata dagli autonomisti, e finì male.

 

Nel 2008, quando come oggi era difficile scommettere su una o sull'altra delle coalizioni in campo, il Patt si accodò all'Svp e decise di correre autonomamente. Risultato? Il centrodestra fece quasi cappotto riuscendo a portare a Roma anche Cristiano de Eccher dell'allora Alleanza Nazionale.

 

Ieri, in fretta e furia, è stato convocato il coordinamento del Partito democratico, e questo la dice lunga sul peso delle parole di Rossi alla Brigolina. Elisabetta Bozzarelli in un tweet scrive questo: “Quando non si condivide lo stesso campo valoriale non si può camminare insieme. Si gira pagina,si ricomincia!”. E l'hastag è #Patt e il tag è al @PddelTrentino.

 

 

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