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La pattuglia autonomista in Parlamento: "Vogliamo l'uninominale altrimenti ce ne andiamo dalla maggioranza"

Sta per ripartire la discussione della Legge elettorale. Sul tavolo l'emendamento Fraccaro-Biancofiore che ha tolto al Trentino Alto-Adige i collegi uninominali. Patt e Svp: "Impossibile ripartire da qui"

Di Donatello Baldo - 09 settembre 2017 - 19:56

TRENTO. Ricomincia (forse) la discussione sulla legge elettorale. A Roma tutti dicono che se si modifica la legge si deve essere d'accordo tutti, ma già si sa che il clima di condivisione Pd-Lega-M5S-FI della scorsa volta non c'è più.

 

I grillini vogliono prima l'abolizione dei vitalizi, la legge elettorale “non è una priorità per il Paese”. Il Pd, come al solito, bisticcia al suo interno: ch'è che vuole il premio di lista, chi di coalizione. La Lega pensa al Mattarellum e Berlusconi (e la Sinistra) spera nel Tedescum.

 

Riparte quindi la telenovela (se riparte): perché i democratici hanno chiesto di aspettare per la calendarizzazione in Aula, quindi chissà quando si andrà poi in discussione, forse dopo il bilancio a cui il Governo Gentiloni sta lavorando alacremente. E forse ha ragione a mettere prima questa scadenza, il rischio è che la maggioranza venga meno proprio sulla legge elettorale.

 

A mettersi di traverso, minacciando di uscire dalla strana coalizione che tiene su per i capelli Gentiloni, sono gli autonomisti trentini e altoatesini, l'Svp, e il Patt di conseguenza. “Se si torna in Aula con la legge elettorale – tuona la pattuglia autonomista – l'emendamento Fraccaro-Biancofiore deve scomparire”.

 

Si riferiscono all'incidente d'Aula che stava quasi per far saltare tutto sottosopra, quello che voleva 'normalizzare' il Trentino e i Sudtirolo all'Italia intera con l'introduzione anche da noi del proporzionale, l'eliminazione dei collegi uninominali, la fine della 'coalizione pigliatutto' che porta in Parlamento tutto lei lasciando agli altri solo briciole.

 

Se anche la stragrande maggioranza dei partiti fosse d'accordo e decidesse di riprendere la discussione da quel punto, dandolo per assodato, scoppierebbe un caso non da poco. I pochi autonomisti possono mettere in difficoltà il Governo intero: al Senato sono determinanti e l'hanno già annunciato: “Se rimane l'emendamento Fraccaro-Biancofiore noi ci tiriamo fuori, niente fiducia, niente bilancio”.

 

Lo facciamo per difendere l'Autonomia”, dicono loro, e la pensano così anche Rossi, anche Kompatscher. Tesi che non convince la Lega, non convince i 5 Stelle: “L'Autonomia si difende con la democrazia, dando a tutti i cittadini la possibilità di eleggere i propri rappresentanti anche se non sono in coalizione con l'Svp o con il Pd”.

 

Anche questa volta, sembra di capire, non si andrà da nessuna parte. “Meglio stare fermi – spiegano gli strateghi di questo e di quel partito – meglio non modificare niente, si andrà a votare con l'Italicum per la Camera e con il Consultellum al Senato”. Un guazzabuglio, due leggi diverse per i due rami del Parlamento, il rischi di instabilità è ormai un fatto.

 

Ma l'importante è votare, la campagna elettorale è cominciata da un bel pezzo, lo spazio della riflessione e delle decisioni prese per il bene del Paese (come si una dire) non c'è più. “Elezioni!, Elezioni!”. Se poi nessuno vincerà chi se ne importa. Per gli autonomisti l'importante è la pattuglia eletta con l'uninominale, per tutti gli altri che si voti subito: “Voto Subito!, Voto Subito!”.

 

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