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A Mattarello il presidente della circoscrizione si dimette. Michele Ravagni: "Tra tempo e soldi ci rimetto, ci dovrebbe essere almeno un rimborso spese"

Le motivazioni però sarebbero anche politiche e alcuni conflitti con il Partito democratico. Non facile trovare una soluzione: il consigliere della Lega Nord è agli arresti, mentre quello del Movimento 5 stelle si è dimesso. Restano sul campo Civica Torre Franca, Civica Trentina, Noi per Mattarello e Pd, che potrebbe però restare con il cerino in mano

Di Luca Andreazza - 04 settembre 2017 - 06:24

MATTARELLO. "Rassegno le dimissioni dalla carica di presidente della circoscrizione di Mattarello dal prossimo 1 ottobre, data scelta per consentire lo svolgimento delle attività già programmate o in via di definizione e permettere allo stesso tempo la riorganizzazione dei lavori del consiglio", queste le parole di Michele Ravagni, pronto a lasciare il ruolo da numero uno della circoscrizione del sobborgo cittadino per restare un semplice consigliere.
 

 

"Ho investito tanto entusiasmo e altrettanto tempo. Questa è una decisione maturata con sofferenza - evidenzia Ravagni - che scaturisce principalmente dall’enorme impegno in termini di tempo e concentrazione che tale carica impone e che, a mio parere, non può, e probabilmente non dovrebbe, essere svolta come forma di puro volontariato, addebitando alle finanze personali anche alcune spese vive, come accade oggi. Ho dovuto inoltre mio malgrado constatare che non è possibile conciliare questo impegno con la libera professione: gli impegni sul territorio, tutte le richieste di cittadini e associazioni, il mantenimento dei rapporti con il Comune di Trento e con i relativi organi politici, intaccano pesantemente l’orario lavorativo".

 

Laureato in ingegneria civile indirizzo edile, non è raro infatti che per rispettare le scadenze e le richieste della clientela, Ravagni si sia trovato a lavorare nelle sere libere e nei fine settimana, "sottraendo - spiega - tempo prezioso agli affetti famigliari e soprattutto alla mia bambina che, in pieno sviluppo affettivo, merita un padre più presente".

 

Eletto tra le fila della Civica Torre Franca, Michele Ravagni rappresenta quel punto di dialogo tra le diverse componenti politiche della circoscrizione, sostenuto anche dai voti di Partito democratico, Civica Trentina e Lega Nord, mentre sono solo tre le schede rimaste bianche riconducibili a Movimento 5 stelle e Noi per Mattarello (che poi ha però pienamente appoggiato il presidente). Una scelta bipartisan ricaduta sul classe 1976, figura relativamente giovane nel panorama politico trentino.

 

"Negli ultimi giorni - aggiunge - ad aggravare il mio malumore è giunto un sentimento di 'solitudine', dovuta alla poca collaborazione, sfociata talvolta in totale disinteresse, da parte di alcuni consiglieri, o perché impegnati nell’organizzazione della Sagra, o perché coinvolti in faccende esclusivamente personali".

 

Spifferi di corridoio parlano infatti anche di alcuni problemi legati a decisioni prese dall'assessore comunale Italo Gilmozzi, il quale avrebbe preferito negli ultimi tempi rapportarsi direttamente al vice-presidente della circoscrizione in orbita Pd, tagliando fuori il presidente stesso, che si sarebbe quindi trovato in panne nel portare sul territorio alcune istanze. Una difficoltà di relazione che metterebbe a rischio la governance della circoscrizione, un territorio che coinvolge circa 6 mila cittadini.

 

"Nello svolgimento del mio mandato - conclude Ravagni - facilitato forse dall’appartenenza ad una lista civica, ho sempre cercato di coinvolgere tutti i consiglieri, evitando logiche di partito e inutili scontri, favorendo il dialogo e la collaborazione nell’interesse del nostro paese. La decisione di rassegnare le dimissioni è comunque assunta in totale serenità, nella consapevolezza di aver almeno cercato di interpretare il mio ruolo con onestà, abnegazione e spirito di servizio, dedicando a Mattarello oltre al tempo, competenza e impegno. Spero di esserci riuscito. Un doveroso ringraziamento a Luca Illotto per il lavoro svolto al mio fianco come segretario e per aver supportato con competenza e precisione tutte le attività proposte dalla circoscrizione e da gruppi e associazioni di Mattarello".

 

Il dado è quindi tratto, ma la situazione a Mattarello è tutt'altro che facilmente risolvibile e resta molto fluida. Trovare infatti un altro presidente in grado di mediare e mettere d'accordo tutti i consiglieri seduti al tavolo non sembra a questo punto scontato. Una situazione non semplice dettata anche dalla composizione del consiglio stesso: il consigliere della Lega Nord è infatti agli arresti (Qui articolo), mentre quello del Movimento 5 stelle si è dimesso tempo fa.

 

Restano così sul campo nove persone divise tra quattro schieramenti, cioè Partito democratico (tre eletti), Civica Torre Franca (tre consiglieri, compreso il presidente uscente), Civica Trentina (un esponente) e Noi per Mattarello (due persone). Tutti i partiti sarebbero in procinto di proporre un proprio candidato e la quadra non appare proprio semplice da trovare, senza dimenticare il rischio per il Pd di restare al momento della conta con il cerino in mano. Non resta che aspettare il prossimo ottobre.  

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