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Vaccini, la mozione di Borga è stata bocciata come previsto. Mamma no-vax in Consiglio provinciale

La maggioranza ha votato contro, solo una parte dell'opposizione ha votato a favore. Due si sono astenuti e una componente della minoranza, Manuela Bottamedi, si è espressa negativamente. Rossi: "Decisione presa alla luce del sole con buonsenso e rispettando la legge"

Di Donatello Baldo - 12 settembre 2017 - 19:16

TRENTO. La discussione sulla mozione di Rodolfo Borga sul tema dei vaccini è cominciata ancor prima dell'avvio dei lavori del Consiglio provinciale. Davanti al palazzo, con uno striscione, le 'Famiglie per la libertà di scelta vaccinale' hanno inscenato un presidio. Molti dei presenti hanno poi raggiunto lo spazio riservato al pubblico nell'emiciclo e altri hanno assistito al dibattito nella sala al piano terra.

 

Tante mamme, alcune con la prole al seguito, hanno applaudito gli esponenti della minoranza che, co-firmatari della mozione Borga, chiedevano alla Giunta di 'fare come Bolzano', optare per una fase transitoria, evitare le scadenze fissate dalla delibera che obbliga i bambini a vaccinarsi.

 

L'illustrazione del consigliere di Civica trentina è stata fatta in punta di diritto, lui è un avvocato: “Noi vogliamo sollecitare una corretta interpretazione della norma vigente improntata al buon senso. Non a caso si prende ad esempio l’Alto Adige La questione - ha spiegato Borga - è quella dei bambini non vaccinati e la preoccupazione è di evitare che siano mandati a casa dai nidi e dalle materne”.

 

“Questa norma potrebbe essere illegittima, e in questo caso si creerebbero problemi gravi per asili nido e materne perché i bambini esclusi non potrebbero essere risarciti”. Per Borga non sembra esserci nessuna emergenza e la posticipazione di un anno per la 'messa in regola' con i vaccini potrebbe servire anche ad aumentare la consapevolezza delle famiglie”.

 

Un'illustrazione, come detto, in punta di diritto, distinguendo i casi veneti e lombardi, analizzando la legge Lorenzin e gli effetti che produce. Un argomentare capace, brillante e pacato: la situazione si è surriscaldata solo successivamente, dopo l'intervento degli altri consiglieri. E tra i consiglieri è intervenuto Filippo Degasperi dei 5 Stelle: “Questa delibera della Giunta contraddice la Costituzione che parla di scuola aperta a tutti. E contraddice anche la stessa Provincia - ha detto - che afferma di essere per una scuola inclusiva”.

 

Sono intervenuti anche altri consiglieri, tutti della minoranza. Fugatti, Fasanelli, Bezzi e Zanon. Nessuno della maggioranza. Nessuno. Nemmeno in dichiarazione di voto, senza esprimere un'opinione, senza fare una minima considerazione e spiegare la propria contrarietà. Un atteggiamento più volte stigmatizzato da chi ha preso la parola, accusato di essere supponente.

 

La maggioranza, nelle parole soprattutto di Fugatti della Lega, ha osservato che tra i banchi del Patt mancavano alcuni consiglieri, quelli che in passato hanno espresso dubbi sul tema dell'obbligatorietà vaccinale. “Sono stati obbligati a stare a casa”, ha detto espressamente il leghista. Stessa cosa, con maggior verve l'ha detta Civettini: “Ha forse l'influenza Baratter? Non ha fatto la vaccinazione?”.

 

A nome della Giunta è intervenuto il presidente Rossi. “Intervengo io perché il tema interessa anche il mio assessorato - ha risposto a chi osservava che il titolare della sanità Zeni non fosse intervenuto – penso di poter rappresentare l'intera maggioranza su questioni di questa importanza”.

 

“La posizione attuale dalla Giunta è dettata da una considerazione che siamo in una Provincia autonoma che ha saputo sviluppare la sua autonomia non sulla base di rivendicazioni estemporanee, ma sempre sulla base di un attenta analisi giuridica e del rispetto dei dettami della Costituzione. Se l’autonomia non avesse fatto così – osserva duramente - l’autonomia sarebbe a livello di altre autonomie speciali che non hanno visto uno stesso nostro sviluppo positivo”.

 

Si è arrabbiato il presidente, contro quelli che chiedono di usare le prerogative dell'autonomia per non rispettare una legge dello Stato. “L''autonomia non serve per questo, noi le regole, le leggi e la costituzione le rispettiamo. Se si mette in discussione questo principio l’autonomia speciale ha davanti una storia triste e pericolosa”.

 

Rossi spiega che la questione vaccini è stata affrontata dalla Giunta senza “riferimenti politici o ideologici”, ma soprattutto è stata affrontata “in modo trasparente adottando una delibera, mettendoci la faccia e non facendo come da altre parti (Bolzano, ndr) in cui si è lasciata la responsabilità della decisione a un dirigente”.

 

“La Giunta – ha spiegato il governatore - ha cercato di coniugare il rispetto della legge con il buonsenso. Disciplinando l’esecuzione di una legge cercando di informare, ridurre al minimo gli adempimenti, ragionare su cosa potrebbe succedere con l’applicazione pedissequa della legge che prevede che dal 12 settembre l’esclusione dei bambini. Per dare l’esecutività si è deciso di mettere in condizione il cittadino singolarmente dell’inizio del procedimento”.

 

Per questo, da domani le scuole consegneranno ai genitori il modulo con quale si avvisa che è stata individuata la difformità con la legge. Entro 21 settembre si farà un’altra verifica per verificare l’esito dell’avviso. Se sarà disatteso partirà una procedura con una raccomandata r/r che avrà dei tempi di 30 giorni. “Ciò significa – ha spiegato Rossi - che il termine di fatto scade al termine dei 30 giorni dal ricevimento della raccomandata per prenotare le vaccinazioni”.

 

I numeri oggi sono questi: da 0 a 3 anni ci sono 11 mila 432 bambini vaccinati o che hanno prenotato la richiesta di vaccinazione; ce ne sono 13.729 da 3 ai 6 anni. Circa 907 nella fascia da 0 a 3 anni risultano non conformi e 745 dai 3 a sei anni.

 

La mozione, ovviamente, non è passata, come già si sapeva ancora prima di andare in Aula. La maggioranza ha votato contro, solo una parte dell'opposizione ha votato a favore. Due si sono astenuti e una componente della minoranza, Manuela Bottamedi, si è espressa negativamente. 

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