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Cavalese, ecco l'ospedale da 25 milioni di euro. Zanon: "Se tutto va bene nel 2022 avremo la nuova struttura". Intanto speranze aperte per il punto nascita

Il concorso di progettazione è stato vinto (provvisoriamente) dallo studio Morosini di Milano. La struttura avrà una forma a C con una piazza che darà sul paese e sarà perfettamente immersa nel paesaggio. Il presidente della Comunità: "Questa settimana apriremo un altro concorso per i pediatri"

Di Luca Pianesi - 09 settembre 2017 - 20:06

CAVALESE. Punto nascite e nuovo ospedale. C'è molto fermento nelle Valli di Fiemme e Fassa per quanto riguarda la sanità. Mentre da un lato si continua a sperare e credere nella possibilità di riaprire il punto nascita (questa settimana ci sarà il concorso per i pediatri mentre la scorsa fa si è aperta la mobilità per ginecologi) dall'altro si pensa al futuro e al nuovo ospedale che verrà. Un'opera da quasi 25 milioni di euro che il 24 agosto ha visto l'aggiudicazione (al momento ancora provvisoria) allo studio Morosini di Milano del concorso di progettazione. 

 

"Abbiamo visto alcune slide (che sono quelle che vi proponiamo noi oggi ndr) - spiega il presidente della Comunità di Valle Giovanni Zanon - ed il progetto sembra molto interessante e bello. Sarà una struttura moderna con delle novità, come quella dell'unità di degenza tutta su uno stesso piano. La sanità cambia molto velocemente e quindi bisogna essere al passo e avere strutture moderne. Ora se tutto andrà bene e non ci saranno i soliti intoppi da ricorsi e i fermi burocratici ai primi mesi del 2018 dovremmo partire con il progetto definitivo, quindi con l'appalto nel 2019 e tra il 2021 e il 2022 potremmo avere la nuova struttura".

 

 

Il concorso di progettazione era stato bandito a dicembre 2015 con l'obiettivo di dare alla zona, finalmente, una struttura modello e in grado di rispondere alle più moderne esigenze sanitarie e mediche visto che l'attuale ospedale di Fiemme e Fassa è molto datato (una buona parte risale addirittura agli anni '50). Tra gli elementi cardine del progetto dello studio Morosini (che si è occupato di realizzare il dipartimento d'emergenza e accettazione del Fatebenefratelli di Milano e l'ampliamento del grande ospedale di Rimini) vi è la forma a "C" e lo sviluppo degli edifici in armonia con il paesaggio. Dentro la struttura una piazza interna aperta che guarda verso l'abitato di Cavalese. L'edificio, quindi, è scomposto in più parti, in modo da essere meno impattante e così da presentare diverse facciate che saranno caratterizzate da cambi di tonalità e giochi di colore.

 

 

Come l'edificio è "spezzato" così il tetto che ripropone, con alti e bassi, il paesaggio circostante e le sagome delle montagne. Sul piano tecnico la struttura è tale da garantire una flessibilità modulare. Forti della consapevolezza che, appunto, il sistema sanitario è in costante e rapidissima evoluzione, sia in quanto a norme che a tecnologie, l'apparato permette che avvengano rapidi ampliamenti di alcuni reparti o veloci riduzioni. Ovviamente l'opera garantirà elevati standard di prestazioni energetiche con emissioni prossime allo zero. 

 

 

"Insomma una struttura di nuova concezione che pare essere davvero bella e funzionale - completa il presidente Zanon - e speriamo davvero che tutto si svolga nei tempi più rapidi possibili".

La domanda, però, è d'obbligo: dentro è previsto un punto nascite? "La struttura è modulare e quindi ancora non siamo entrati nel dettaglio tecnico dei reparti -  risponde Zanon -. Certo è che la nostra preoccupazione è che con la scusa di aspettare la nuova struttura si perda di vista l'immediato e quindi la necessità di arrivare a riaprire il nostro punto nascite. In questo senso restiamo fiduciosi. Di positivo c'è che Roma è pronta a rivedere i parametri e noi, grazie anche all'importante aiuto del comitato 'Parto per Fiemme' stiamo continuando a cercare il personale necessario. La scorsa settimana è partita la mobilità per i ginecologi (se andrà deserta poi scatterà il concorso ndr) e questa procederemo con il concorso per pediatri. Quel che è certo è che paghiamo anche scelte strutturali sbagliate, fatte in passato. Su tutte quella del numero chiuso alle università di medicina. Adesso ci troviamo con pochissima disponibilità di medici e quelli che ci sono hanno un'età molto alta. Ma anche per noi è una priorità avere personale di alto livello e preparato".

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