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Esposto alla Corte dei Conti: le consulenze date alla Fondazione Mach non dovevano essere fatte da esperti iscritti all'Ordine?

Mentre l'Ordine degli agronomi e forestali si appresta a fare causa alla Fem per abuso di posizione dominante, il consigliere 5 Stelle Vergnano chiede di verificare se sia giusto o meno che il Comune di Rovereto affidi a tecnici e dottori della Fondazione compiti propri di esperti iscritti all'Ordine

Di Luca Pianesi - 09 settembre 2017 - 06:47

TRENTO. A questo punto al consigliere 5 Stelle di Rovereto Paolo Vergnano non resta che chiedere risposte direttamente alla Corte dei Conti. In dato odierna, infatti, ha depositato una segnalazione per chiedere l'esistenza di un possibile danno erariale in relazione all’incarico affidato dal Comune di Rovereto alla Fondazione Mach per l’esecuzione delle indagini fitosanitarie e statiche degli alberi di viale Trento. In realtà si tratta di un pretesto. Il danno erariale, infatti, se dimostrato sarebbe di circa 6.000 euro: tanto ha sborsato il Comune di Rovereto per questa consulenza. Ma l'obiettivo è fare finalmente chiarezza.

 

I tecnici della Fondazione Mach possono svolgere incarichi che dovrebbero essere affidati ad agronomi o dottori forestali iscritti allo specifico Ordine? "In altre parole - spiega Vergnano - un competentissimo professore di giurisprudenza può, solo perché è competentissimo, bravissimo e capacissimo esercitare la professione da avvocato senza essere iscritto all'Ordine?". La risposta sembra scontata. Eppure da anni in Trentino certe perizie, controlli, analisi vengono affidate ai tecnici della Fondazione Mach. Per questo Claudio Maurina, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Trento, ha confermato la decisione del cda di procedere legalmente contro la Fondazione Mach per abuso di posizione dominante.

 

L'ipotesi, infatti, sarebbe quella di un’indebita concorrenza esercitata dalla Fondazione in vari ambiti professionali. Una linea seguita, anche da Vergnano. "Stando alla normativa vigente - comunica il consigliere 5 Stelle - questo tipo di approfondimenti e indagini tecniche (il riferimento è alle indagini fitosanitarie e statiche degli alberi di viale Trento ndr) dovrebbero essere effettuati da soggetti regolarmente iscritti all’Ordine degli agronomi e dottori forestali. Ad oggi, tuttavia, non risulta alcuna iscrizione della Fondazione E. Mach e del dottor Giorgio Maresi, autore della consulenza (sugli alberi di viale Trento ndr), all’ordine degli agronomi. Questa non risulta nemmeno alla data di accettazione dell’incarico, né di redazione del parere".

 

Il Comune di Rovereto, come detto, sul tema si era espresso con la risposta all'interrogazione di Vergnano depositata il 3 agosto. Nello specifico sul dottor Maresi spiegavano che "è dottore forestale, abilitato alla professione, dottore di ricerca in patologia vegetale e forestale e da circa 30 anni si occupa delle valutazioni nel campo del verde urbano. Ha seguito e segue le attività di formazione svolte dalla Fondazione Edmund Mach nel settore ed ha tenuto numerose lezioni e corsi professionali sulle tematiche connesse al verde interessando anche i professionisti iscritti all'Ordine degli Agronomi e forestali della Provincia di Trento. E' altresì autore di 196 pubblicazioni in quelle scientifiche e divulgative nel campo della patologia forestale e della arboricoltura urbana". Una risposta bella ma assolutamente superflua.

 

"Se si appaltasse la progettazione di un palazzo a un professore di ingegneria che pure insegna ad ingegneri iscritti all'Ordine ma che non è a sua volta iscritto lui all'ordine verrebbe fuori uno scandalo - aggiunge Vergnano - eppure qui si finge di non capire che non si mette in dubbio la competenza e professionalità del dottor Maresi e dei tecnici della Fondazione Mach. Qui si chiede se pur non essendo iscritti all'Ordine possano svolgere compiti propri di chi iscritto all'Ordine deve essere". A questo punto la "palla" passa alla Corte dei Conti, da un lato, e alla causa che pare essere sempre più probabile, da parte dell'ordine del Trentino, alla Fondazione. "Certo che se si venisse a scoprire che davvero si sarebbero dovuti affidare a persone iscritte all'Ordine, poi si dovrà andare a rivedere tutte le delibere e gli affidamenti fatti alla Mach - conclude il consigliere 5 Stelle -. Insomma, un bel terremoto". 

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