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Ignazio Moser è entrato nella Casa del GFVip. L'intervista prima di partire: "Non vado a fare il fenomeno. Pippo Pozzato e Brumotti mi hanno dato l'ok"

Il figlio più piccolo del campione Francesco Moser da ieri sera è un concorrente del programma di Canale 5 (è in nomination e si giocherà la permanenza). Prima di partire gli abbiamo chiesto perché ha accettato, cosa si aspetta da questa esperienza e come l'ha presa suo padre quando gli ha detto che avrebbe fatto il Gf

Di Luca Pianesi - 11 settembre 2017 - 22:53

TRENTO. "Non vado nella casa per fare il bomberone. Anche perché dentro ci sono personaggi che conoscono la Tv e lo spettacolo benissimo quindi io non posso confrontarmi su quel piano. Io voglio essere me stesso. Non vado lì per fare lo show ma per emergere con la mia personalità, in maniera semplice". Ignazio Moser è entrato, ieri, nella casa del Grande Fratello Vip. Tra luci, paillettes, applausi, sorrisi, Signorini e Blasi i riflettori ora sono tutti puntati sui suoi primi giorni nella casa tra "mostri" sacri dello spettacolo come Malgioglio (che di lui ha detto "Mai visto. Tutti mi parlano della sua bellezza.. vedremo dal vivo"), bellezze uniche come Aida Yespica (che lo stesso Ignazio ha definito "bona") e Giulia De Lellis (che, sempre sorridendo, il nostro ha definito "pericolosa").

 

Lui in questo GfVip "gioca" il ruolo di quello bello e aitante. Sorriso magnetico, fisico da corazziere ha superato brillantemente la prima serata anche se è finito in nomination e ora si dovrà giocare la permanenza. Ma prima di chiudersi a Cinecittà nella casa più famosa della televisione ha concesso un'intervista a il Dolomiti per spiegare ragioni, dubbi e aspettative che lo hanno spinto a fare questa esperienza che, senza dubbio, segnerà un solco nella vita del 25enne figlio del grande campione Francesco Moser.

 

Ignazio, la prima domanda è perché?

Perché ho accettato di partecipare al GFViP? Perché tutti lo criticano, tutti fanno i superiori, ma alla fine sarei curioso di vedere chi rifiuterebbe una possibilità del genere. Io non l'ho cercata. Me l'hanno proposto, c'ho riflettuto e poi ho fatto i provini che dovevo fare. Ma alla fine alla domanda 'perché' potrei rispondere 'perché non avrei dovuto farlo?'.

 

E tuo papà Francesco come l'ha presa quando gli hai detto: vado a fare il GfVip?

Non si è scomposto. Molti me l'hanno chiesto pensando a chissà quale reazione avesse potuto avuto. Invece è stato uno di quelli meno critici. Mi ha detto che 'l'è 'n po' na monada' ma più o meno era stata la stessa reazione che aveva avuto quando gli avevo parlato delle bici a scatto fisso (Ignazio è un grande appassionato ed è già stato uno dei protagonisti del Red Hook Criterium Rockstar un circuito che va da Brooklyn a Milano). E in fondo sono giovane e qualche 'monada' posso ancora permettermela. Io comunque non vado nella casa per stravolgere la mia vita. Voglio che questa sia un'esperienza di gioventù. Un'esperienza che capita a pochissime persone al mondo di fare e io ho questa fortuna. Non potevo lasciarmela scappare.

 

Com'è arrivata la proposta?

Una degli autori de "La Grande Corsa" (la trasmissione di Rai2 sul Giro d'Italia al quale anche Ignazio ha preso parte come commentatore ndr) è anche autore del GfVip. Sono piaciuto, tenevo bene la telecamera e allora mi ha detto 'perché non provi a fare il casting'. Ho quindi fatto due casting ed è andata bene. So che sono uno dei volti nuovi di questa casa. Da qui si può costruire, piano piano, con calma e senza strafare. Finora sono sempre funzionato così come sono. Non voglio cambiare. Non vado a fare il bomberone.

 

Non hai paura di 'bruciarti' in qualche modo? Quello è un 'palco' che può schiacciare.

Ne ho parlato molto anche con amici del mondo del ciclismo, da Pippo Pozzato a Vittorio Brumotti. Entrambi mi hanno consigliato di fare questa esperienza. Il concetto è che ho 25 anni. Se anche dovesse succedere qualcosa di sconvolgente, che non mi auguro succeda e non prevedo succeda, tornerei alla mia vita, alla campagna, alle corse, a quello che faccio quotidianamente e che mi piace e in pochi anni tutto sarebbe azzerato. Avessi avuto dieci anni di più forse non lo avrei fatto ma adesso sì, il momento è quello giusto. E anche il mondo del ciclismo mi sostiene. Questa è visibilità, comunque, positiva. 

 

Cosa ti aspetti da questa esperienza?

Io so stare in mezzo alla gente, so gestirmi abbastanza bene, ma questa è un'esperienza unica che non ha nessun paragone con nient'altro. Non so davvero cosa succederà, come reagirò. So che dovrò mantenere altissima l'attenzione e tenere la testa libera il più possibile. Conosco Veronica Angeloni (pallavolista della nazionale e una dei concorrenti della Casa ndr) e con lei sono già in confidenza. Penso che cercheremo di fare squadra e spero di trovare in lei una piccola alleata nella casa.  

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