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Orti come beni comuni: al via il laboratorio che insegna come creare un orto urbano aperto ai cittadini

L'iniziativa si inserisce nel recupero dei beni comuni del Comune di Trento, che permette ai cittadini di proporre progetti all'amministrazione pubblica per sfruttare gli spazi comuni. Il laboratorio ha l'obiettivo di avvicinare la cittadinanza all'idea di orto collettivo, un'area di coltivazione situata nello spazio urbano, anche per costruire relazioni tra i partecipanti

Di Cinzia Patruno - 22 settembre 2017 - 21:07

TRENTO. Al via venerdì 22 settembre e gran finale a marzo del prossimo anno, sono tante le iniziative nel programma di 'Orto come bene comune: tra territorio e comunità'. 

 

Un'opportunità per la cittadinanza, quella del recupero dei beni comuni: "C'è una nuova sensibilità – spiega Marta Sansoni, dirigente del Servizio beni comuni del Comune di Trento – per la ricerca di luoghi dove sperimentare un senso di appartenenza che è venuto a mancare. Quando i cittadini si prendono cura degli spazi della città mettono a disposizione tempo, esperienze e competenze".

 

Rientrano nei beni comuni tutti i beni materiali, immateriali e digitali riconosciuti dai cittadini come funzionali al benessere collettivo. Il regolamento sui beni comuni era stato approvato dal Comune di Trento nel 2015. 

 

"Negli ultimi due anni – chiarisce l'assessora alla partecipazione, innovazione, formazione e progetti europei del Comune di Trento Chiara Maule - abbiamo cercato di dare concretezza al nuovo regolamento dei beni comuni e ai patti di collaborazione tra amministrazione comunale e cittadinanza, che hanno come obiettivo la cura condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Il tema dell'orto collettivo è stato evocato più volte".

 

Un'iniziativa che parte dal basso, tante infatti le richieste della cittadinanza all'amministrazione pubblica, e in particolare del comitato di Canova, che ha fortemente sollecitato un progetto dedicato agli orti collettivi culminato in questi laboratori supportati anche da Csv Trentino-Non profit network, Muse e Sibec-scuola italiana beni comuni.

Il laboratorio ha l'obiettivo di dare concretezza alla tendenza a creare orti collettivi negli spazi comuni del comune e comprende tre moduli teorici e pratici, una visita ad un orto ed un festival dedicato all'argomento. Il primo modulo, dal titolo 'Un orto è tanti orti: uno spazio tra la comunità tra territorio e cittadinanza attiva', ha chiarito quali sono gli ingredienti per fare di uno spazio pubblico un bene comune e, in particolare, come praticare una definizione condivisa e innovativa di orto collettivo.

 

Un progetto che coinvolge, in qualità di testimoni di progetti analoghi già avviati e di successo, Hillary Solly, coordinatrice dell'orto multiculturale Semi Rurali Garden di Bolzano, e Mariella Bussolati, responsabile del progetto OrtoDiffuso a Milano.

 

"Le adesioni a quest'iniziativa – spiega Angelica Polegato, esperta in orti comunitari e fondatrice del primo orto collettivo in provincia a Rovereto - ha di gran lunga superato le aspettative. Nel giro di una settimana i posti disponibili erano esauriti. Tra gli iscritti abbiamo moltissimi giovani tra i 25 i 30 anni". L'orto comunitario è dunque di tendenza e l'obiettivo dei laboratori è un'azione concreta: "Non esiste un modello unico di orto collettivo ma ce ne sono a migliaia. E' molto positivo che questi laboratori forniscano le informazioni necessarie alla cittadinanza, nella speranza che la tendenza alla costituzione e fruizione di orti urbani e collettivi si concretizzi".

 

Il laboratorio, composto da tre moduli e una visita facoltativa all'orto comunitario del parco Nelson Mandela di Arco, culminerà nel Festival degli orti urbani comunitari, che si terrà sabato 24 marzo al Muse: "Sarà una festa aperta a tutti i cittadini – continua Angelica Polegato - nella quale verranno proposti laboratori e workshop con esperti di orti sociali e comunitari per favorire lo scambio di esperienze".

 

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