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A Tempesta la spiaggia che non c'è. "Sarebbe pubblica ma un privato l'ha chiusa con un cancello e s'è fatto il trampolino. Il Comune la restituisca alla comunità"

A parlare è l'architetto Briani che già nel 2015 denunciò all'amministrazione il comparire di un lucchetto che aveva chiuso l'area. In quel caso il sindaco intervenne e in 20 giorni ripristinò l'accesso pubblico. Ora il Comune si trova a dover trattare in consiglio la cosa. "Se la chiuderanno definitivamente al pubblico fare esposto alla Procura" 

Di Luca Pianesi - 12 settembre 2017 - 06:56

NAGO TORBOLE. Da un lato c'è un privato, dall'altra la comunità. In mezzo l'amministrazione e il sindaco Gianni Morandi e un consiglio comunale, quello di Nago Torbole, che a giorni potrebbe decidere di farla finita. Con cosa? Stiamo parlando di una spiaggia: quella a sud della casa cantoniera posta lungo lago, a pochi metri dalla statale 249 che collega il Comune di Nago Torbole al confine con il Veneto e a Navene. Quella che per un po' di tempo si pensava di trasformare nella prima vera spiaggia per naturisti del Garda. Ebbene in quel punto si trova un pezzo di terreno che si ferma ad alcuni metri di altezza dal lago. "Un posto bellissimo per le persone della zona - racconta l'architetto Giorgio Briani -. Io ci andavo a 13 anni con gli amici con le prime biciclette. Ma potrebbe essere un'area fruibile da tutti. Basterebbe ripulirla e realizzare un semplicissimo ingresso in acqua con scalette. Noi lo avevamo già anche progettato".

 

 

E invece? "Invece l'area è praticamente inutilizzabile - prosegue Briani - un privato si è costruito un cancello e ha cominciato ad utilizzare la spiaggia a uso privato. Si è addirittura costruito due trampolini sfruttando i muretti che si trovano a ridosso del lago. E' un tedesco che ha acquistato la casa cantonale e ha pensato bene di appropriarsi anche dell'area esterna che è terreno pubblico demaniale. Ma tutto era cominciato nel 2015 quando sul cancello d'ingresso all'area, che 30-40 anni fa era stata sistemata dallo stradino della casa cantoniera che aveva anche costruito un primitivo trampolino, è apparso un lucchetto. Con sommo stupore di tutti l'area era diventata inaccessibile. Allora ci siamo rivolti al sindaco che in 20 giorni era riuscito a far togliere il lucchetto e ci aveva consigliato di costituirci in associazione per poter poi gestire l'area".

 

 

Briani e altre persone si sono così costituite in Arad (Associazione recupero aree dismesse) nella speranza che la spiaggia potesse essere, finalmente, recuperata. "Bisognerebbe disboscare - spiega - curare il verde, riqualificare il sottobosco e soprattutto sistemare l'accesso al lago perché la vecchia scala in cemento armato realizzata a suo tempo dallo stradino ha i gradoni sfasati ed è molto deteriorata. Per questo come Arad avevamo anche predisposto un progetto. Ma dopo l'iniziale sostegno del sindaco e di altri componenti della giunta tutto s'è sgonfiato. Abbiamo avuto vari incontri e tutte le volte alle promesse non seguiva niente. Anzi. Nell'agosto 2016 mi disse che avrebbe fatto preparare la concessione alla segretaria comunale appena fosse rientrata dalle ferie ma poi nulla accadde, poi ci disse che servivano interventi di messa in sicurezza ma la spiaggia in questione non ha nulla di diverso da tante altre del Garda. Poi dichiarò di chiudere al pubblico l'area e giustificò la cosa dicendo che la Fondazione Mach sarebbe intervenuta per la gestione degli olivi che ci sono sull'area. Ebbene io poi avevo provato a chiedere al direttore della Fem che però mi disse di non sapere nulla".

 

 

A quel punto Briani si è rivolto al difensore civico. "Noi abbiamo pagato i nostri 700 euro di costituzione dell'associazione - spiega ancora l'architetto - e ci siamo fidati della parola del sindaco. E invece, piano piano, è sembrato avvicinarsi sempre più al tedesco che pareva voler utilizzare a scopo esclusivo l'area pubblica. E' stato, quindi, convocato dal difensore civico Agnoli e a lui ha detto che era disponibilissimo a fissare un appuntamento per chiarire tutto. Ma l'appuntamento non è mai stato fissato. Infine - conclude Briani - alla mia richiesta di accesso agli atti per verificare su richiesta del dottor Agnoli, alcuni particolari documenti della proprietà confinante con la ex casa cantoniera, mi ha fatto rispondere come segue: 'devo chiedere l'autorizzazione del proprietario'. Assolutamente assurdo. Io, allora, ho presentato esposto alla procura della repubblica presso il tribunale di Rovereto".

 

Adesso, però, sembra si stia arrivando alle battute finali di questa vicenda che da anni si trascina (con addirittura un momento di tensione, avvenuto i primi di settembre dell'anno scorso, dovuto a un vero e proprio scontro fisico tra il proprietario della casa e Briani). "Giovedì pare che in consiglio comunale vogliano definitivamente chiudere al pubblico la spiaggia - completa Briani - ma se ciò avverrà sono già pronto a fare ricorso alla Procura della Repubblica". Intanto una raccolta firme è stata aperta per sostenere l'associazione e per tenere libera la spiaggia. Per firmare ci si può recare alla pelletteria L'Ora di Nago-Torbole. 

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