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Anche la Sat contro il progetto della discarica a Pilcante: ''Abbandonare l'ipotesi, il territorio è già stato fin troppo penalizzato''

La Sat di Ala scende in campo contro il progetto che prevede la realizzazione della discarica a Pilcante. Una netta e assoluta contrarietà a questa ipotesi, tanto che i satini appoggiano il neo comitato "No discarica Pilcante" che ha già raccolto oltre 800 firme contro questo piano

Di L.A. - 25 giugno 2019 - 19:01

ALA. La Sat di Ala scende in campo contro il progetto che prevede la realizzazione della discarica a Pilcante. Una netta e assoluta contrarietà a questa ipotesi, tanto che i satini appoggiano il neo comitato "No discarica Pilcante" che ha già raccolto oltre 800 firme contro questo piano. "Problemi e criticità - spiega la Sat - che non serve ricordare in quanto sono stati ampiamente evidenziati nelle assemblee pubbliche tenute a Pilcante nei giorni scorsi e che hanno visto la massiccia partecipazione di cittadini di Ala e della Vallagarina".

 

L’area è quella a nord di Pilcante di Ala in zona del kartodromo. La discarica dovrebbe sorgere nelle cave in esaurimento e quindi, dopo 14 anni, dovrebbe diventare un parco pubblico o vigneto. Ma il Comitato ha avviato fin da subito una battaglia contro il progetto presentato al Via dalla ditta "Cave Pilcante sas" che prevede di colmare in 11 anni i 10 ettari scavati a valle della strada provinciale 90 con rifiuti inerti provenienti un po' da tutta la provincia: si stima una quantità di 400 mila tonnellate/anno per un totale di oltre 2 milioni di metri cubi per poi procedere alla bonifica.

 

Un’altra criticità sul tavolo riguarda poi il probabile aumento di traffico nell'area della discarica: si calcola che passeranno in zona da 64 a 128 camion al giorno, numeri da raddoppiare se si calcola anche il ritorno. A questo si aggiunge la presenza di una falda acquifera circa due metri sotto la superficie dove dovrebbe sorgere il sito di raccolta materiali e che poi finisce nell'Adige.

 

Traffico, inquinamento e controlli, sono diversi i dubbi sollevati dai cittadini tra salute, economia e paesaggio. Ora anche la Sat si schiera in modo deciso contro il progetto. "Teniamo fede ai principi statutari della società - proseguono i satini - riguardanti anche la tutela ambientale e auspichiamo che questo progetto venga accantonato o integralmente riconsiderato per non incidere ulteriormente in maniera negativa su un territorio che, nel corso del tempo, è stato ampiamente penalizzato

 

Il progetto di discarica, che deve essere valutato dal Servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali della provincia, è previsto nel piano comprensoriale fin dagli anni '90. Un'ipotesi che nessuno ha stralciati nel 2003, quando il piano rifiuti è stato aggiornato, ma anche nel 2013 nel corso dell'aggiornamento del piano cave comunale.

 

C'è da dire che la discarica inizialmente prevista era di inerti tra rocce e materiali da scavo, mentre ora si parla anche di metalli tossici, da acciaierie e bonifiche, oltre un certo limite, che su richiesta e dietro determinate garanzie, può essere triplicato. La Provincia si è già mossa per chiedere integrazioni e chiarimenti, mentre la Comunità di valle ha espresso parere negativo. Il Comune invece è chiamato a decidere sul progetto il prossimo agosto, quando è previsto un incontro tecnico.

 

I lavori per passare da cava a discarica, comunque, sarebbero divisi in sei lotti: si prevedono cinque enormi serbatoi per la raccolta del percolato. Una volta tappato il buco, poi, sarà posizionato uno strato di argilla spesso 50 centimetri come impermeabilizzante e sopra si ammasserebbe terriccio alto un metro per consentire la piantumazione di prato e arbusti, carpino bianco e tiglio, sambuco, pero selvatico e rosa canina.

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