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Lupi, la circolare di Salvini dà l'ok all'abbattimento? Falso, rimette tutto nelle mani dell'Ispra. Ancora fumo negli occhi per i cittadini

In queste ore anche la stampa nazionale parla di via libera alle uccisioni ma leggendo la circolare è chiaro che non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Come anche la proposta di piano lupo di Costa al momento è in completo stallo e così com'è non verrà mai approvato da tutte le regioni. La politica continua a speculare sul tema lupo

Di Luca Pianesi - 13 aprile 2019 - 14:48

TRENTO. Dicesi fumo negli occhi: per confondere, per far vedere a ogni cittadino quello che crede di voler vedere. La questione lupo, purtroppo, sta venendo trattata a livello politico in modo sempre più strumentale. Ognuno con il suo stile, Costa con un approccio scientifico e professionale, Salvini in maniera muscolare ed emotiva, ma entrambi con lo stesso risultato: nulla di nuovo sotto il sole

 

La circolare di Salvini che ieri è stata descritta anche dalla stampa nazionale come un via libera all'uccisione dei lupi considerati ''pericolosi'' e che è anche in Trentino è stata commentata dal presidente Fugatti come ''un grande passo avanti'' in questo senso, in realtà non cambia nulla (come, va detto, al momento nulla ha cambiato l'ipotesi di piano lupo presentata dal ministro Costa che tra le 22 azioni da mettere in campo ''esclude gli abbattimenti'' QUI ARTICOLO visto che, al momento, è stata respinta senza appello dalle regioni e che per essere approvata dovrebbe prima convincere tutti i governatori cosa, ad oggi, praticamente impossibile). 

 

Anzi, a ben vedere, la circolare di Salvini (firmata dal capo di gabinetto del ministro dell'interno Matteo Piantedosi e inviata in particolare a Provincia di Bolzano, Provincia di Trento e Valle d'Aosta) se sul piano comunicativo può essere letta come un successo per le giunte anti-lupo nei fatti rappresenta un autogol perché rimette tutto nelle mani dell'Ispra di fatto togliendo possibilità di azione ai prefetti.

 

Se, infatti, da un lato, nella circolare si rileva che "di recente, in alcune aree del territorio nazionale" c'è stato ''un aumento della presenza di lupi (che sappiamo essere fisiologica come specificava il ministro Costa nel suo documento che spiegava che anzi sulle Alpi ancora i lupi sono pochi per parlare di sopravvivenza della specie ndr) che, avvicinandosi in branco agli abitati, provocano allarme nella popolazione ovvero causano importanti danni economici agli allevatori, attaccando ovini, caprini e talvolta bovini nelle zone di pascolo e di ricovero. Ne deriva l'esigenza di adottare interventi di carattere preventivo ai fini della tutela della pubblica incolumità e della salvaguardia delle attività tradizionalmente legate alla montagna, all'agricoltura e alla zootecnia". 

 

Frasi queste che servono a scaldare la ''torcida'' degli anti-lupo ma smentite, dai dati visto che gli ''importanti danni economici agli allevatori'' in tutta la regione ammontano a meno di 100.000 euro all'anno e addirittura in Alto Adige (dove di fatto il problema lupo non esiste essendo praticamente privi di esemplari stanziali) questi danni sono diminuite: se nel 2017 ammontavano a 9.800 euro (QUI ARTICOLO), nel 2018, sono calati a 6.960 euro (dati ufficiali Provincia di Bolzano). Insomma un classico investimento di capriolo ad opera di una singola automobile, causa più più danni della presenza annuale del lupo in provincia di Bolzano. E in Valle d'Aosta? I risarcimenti per i danni da lupo nel 2018 ammontano a 9.691 euro: anche in questo caso il nulla.

 

Ma torniamo alla circolare di Salvini che prosegue parlando di ''analisi da condurre con il più ampio coinvolgimento dei soggetti istituzionali e degli enti a vario titolo competenti nella materia e con particolare riguardo alle possibili ripercussioni sul piano della sicurezza pubblica e dell'incolumità dei cittadini e dei loro beni''. Poi si invitano le amministrazioni a convocare ''apposite sedute del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica'' cui partecipino le aziende sanitarie, quelle per la protezione ambientale e ''in base alla disponibilità manifestata dal ministero dell'ambiente'' anche l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale). A quel punto, in quella sede - prosegue il documento - verranno analizzate le possibili iniziative ''privilegiando, in ogni caso, il profilo della prevenzione, attraverso, ad esempio, attività di monitoraggio dei lupi e delle situazioni di conflitto, interventi di messa in sicurezza del bestiame e di dissuasione sui lupi particolarmente confidenti''.

 

Poi, se gli interventi suddetti non dovessero bastare a garantire ''la pubblica incolumità'' si può procedere a coinvolgere le autorità regionali e provinciali per chiedere una deroga ''secondo l'articolo 11'' del dpr 8 settembre 1997 (quindi nulla di nuovo e questo è il riferimento alla possibilità di abbattimento). ''Una simile richiesta - prosegue il testo - valutata con il parere dell'Ispra, dovrà avere carattere di eccezionalità e potrà essere considerata solo a condizione che sia stata verificata l'assenza di altre soluzioni praticabili''. Insomma è l'ultima, ultimissima spiaggia e va percorsa solo dopo vari incontri e con l'ok dell'Ispra. Il prefetto è, in questo modo, depotenziato e anche la stessa politica si ritrova, comunque, a doversi muovere solo previo parere dell'Ispra.

 

Insomma nulla di nuovo sotto il sole. Salvini strizza l'occhio ai suoi elettori facendo passare il messaggio che ci sarà un via libera agli abbattimenti. Costa strizza l'occhio al mondo degli ambientalisti e animalisti eliminando dalle ''azioni di intervento'' il concetto stesso di abbattimento. Ma intanto tutto è bloccato. I progetti di studio e monitoraggio del lupo vanno avanti per come erano stati impostati in passato salvo ciò che si sta esaurendo e si è esaurito e che necessita di nuova spinta politica e istituzionale.

 

Il rischio che questo immobilismo politico, che questo teatrino delle parti al quale assistiamo ormai quotidianamente, provochi gravi conseguenze anche in ambito faunistico e forestale è molto alto. Sicuramente molto più concreto del fantomatico rischio per la ''pubblica incolumità'' che sarebbe accostato al lupo che, ad oggi, non ha mai messo in pericolo nessun essere umano in tutto il Paese.

 

 

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