Contenuto sponsorizzato

"La montagna è la sua casa, l'orso deve rimanere sulla sua montagna", con queste parole si uniscono le voci del Coordinamento Ambientalista del Trentino

"Il comportamento tenuto dall'orso è stato di tipo difensivo, cioè ha reagito cercando di allontanare i due cacciatori che percepiva come elemento di pericolo: infatti anche secondo l'esperto Filippo Zibordi l'accaduto fa pensare "che l’orso sia stato sorpreso". Chiediamo una gestione che sappia intervenire in questi casi con azioni di dissuasione mirate e sollecite, no ad azione inconsulte dettate da isterismi"

Pubblicato il - 26 giugno 2020 - 11:01

TRENTO. In seguito all'ordinanza firmata dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per l'abbattimento dell'orso che si è reso responsabile dell'aggressione a padre e figlio sul Monte Peller in val di Non, tante sono le voci di protesta che si sono alzate. A prendere parola ora è anche il coordinamento ambientalista del Trentino, di cui fanno parte Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Pan-Eppaa e Wwf.

 

"Il comportamento tenuto dall'orso è stato di tipo difensivo - scrivono in comunicato stampa - cioè ha reagito cercando di allontanare i due cacciatori che percepiva come elemento di pericolo: infatti anche secondo l'esperto Filippo Zibordi l'accaduto fa pensare "che l’orso sia stato sorpreso". Ricordiamo inoltre che la zona in cui si è verificato l'incidente è popolata da femmine con cuccioli, per stessa ammissione della Pat (dati Servizio Foreste e fauna), elemento che fa pensare ancor più che si trattasse di un atteggiamento meramente difensivo".

 

"Per questo - continuano - da una parte c'è la comprensione per un'esperienza che tutti speriamo di evitare. Dall'altra c'è la sollecitazione all'ente gestore di fare quanto è in suo dovere: indagare a fondo sull'accaduto, per avere tutti gli elementi per valutare la dinamica degli eventi, e agire secondo quanto detta la scienza, perché le decisioni non devono essere dettate da reazioni inconsulte e da isterismi, bensì dal metodo e dalla razionalità".

 

Come dice ancora Zibordi: "quanti sono stati gli attacchi negli ultimi vent'anni? Quattro? Cinque? Su migliaia di incontri ravvicinati". In questo modo la statistica ci svela le proporzioni della questione: il rischio di incidenti con gli orsi è statisticamente trascurabile. Saggio e condivisibile quanto affermato da Christian Massironi, uno dei cacciatori coinvolti, che si oppone all'ordinanza preannunciata da Fugatti: "La montagna è la casa degli animali. Non credo sia necessario abbattere gli orsi. Piuttosto penso che ci sarebbe bisogno di una gestione diversa".

 

"Una gestione diversa, fondata sulle evidenze scientifiche e sulle conoscenze ed esperienze degli studiosi, nonché sulla ricerca dell'equilibrio fra le attività antropiche e la tutela della biodiversità e del patrimonio naturale, la chiedono da anni, ma inutilmente, le associazioni ambientaliste/animaliste. Una gestione che sappia intervenire in questi casi con azioni di dissuasione mirate e sollecite, correttamente definite e calibrate sulle situazioni contingenti".

 

"Gli ambientalisti, parafrasando le parole di Christian, ribadiscono: "La montagna è la sua casa, l'orso deve rimanere sulla sua montagna!"

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 03 agosto 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

04 agosto - 15:59

La comunità di frati francescani è presente nel paese dal 1685, quando occuparono l’antico podere un tempo appartenuto ai Conti del Tirolo. All'origine di questa scelta c'è la carenza di vocazioni. Don Albino ha scritto una lettera dove spiega la situazione e auspica che non ci siano interventi speculativi sulla struttura

04 agosto - 16:40

L'incidente è avvenuto lungo la strada statale 12 in Vallagarina. Sono intervenuti sul posto l'ambulanza della Stelle d'oro e l'elicottero, i vigili del fuoco di Ala e la polizia locale

03 agosto - 21:08

Sono stati approvati, in particolare, i criteri di concessione del sostegno, un intervento straordinario per fronteggiare le gravi conseguenze sociali e economiche causate dal coronavirus, che puntano soprattutto a contrastare gli effetti negativi sui livelli occupazionali e quindi sui redditi delle famiglie. Cgil, Cisl e Uil: "Ci è voluto un emendamento delle minoranze per raggiungere questo risultato"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato