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Una valanga di firme per il Bio-distretto: “In soli 2 mesi raccolte 12.848 firme, quasi 5000 più del necessario”

Il comitato per il Bio-distretto è riuscito a completare in anticipo la raccolta delle firme, nonostante l’emergenza coronavirus: “La nostra provincia ha dimostrato di essere pronta a una conversione ecologica che proprio alla luce di questo periodo di difficoltà si conferma ancora più necessaria, non dobbiamo dimenticare che l’emergenza climatica incombe, rischiando di colpirci in maniera ancora più dirompente”

Di Tiziano Grottolo - 18 marzo 2020 - 14:45

TRENTO. Sono stati 60 giorni intensi di febbrile attività con 112 autenticatori impegnati, per un totale di 84 gazebo, 13 serate di presentazione e 11 incontri formativi, questi in sintesi i numeri del successo del comitato per il Bio-distretto che, nonostante l’emergenza coronavirus e chiudendo in anticipo la raccolta, è riuscito a raccogliere 12.848 firme più che sufficienti per far si che si tenga il referendum.

 

Il numero delle firme da raccogliere è stato ampiamente superato, ne bastavano 8000 alla fine sono state quasi 5000 mila in più, per questo il presidente del comitato Fabio Giuliani si è detto estremamente soddisfatto: “Voglio ringraziare tutti i volontari per lo sforzo compiuto, per la verità – precisa – mancherebbero persino delle firme provenienti dai comuni, la dimostrazione che siamo riusciti a mobilitare moltissima gente nonostante le condizioni avverse”.

 

La raccolta firme però è stata anche l’occasione per incontrare moltissime realtà produttive, associative, culturali con le quali si è aperto un confronto dialettico, talvolta anche su punti di vista diversi, ma mai di chiusura: “Tutto il Trentino si è mobilitato – spiega Andreas Fernandez membro del Comitato – la nostra provincia ha dimostrato di essere pronta a una conversione ecologica che proprio alla luce di questo periodo di difficoltà si conferma ancora più necessaria. Non bisogna dimenticare – continua – che all’emergenza Covid-19 si affianca quella climatica che rischia di abbattersi su di noi in maniera ancora più dirompente”.

 

Ora però inizia la parte difficile, predisporre il terreno per spingere le persone ad andare a votare “il prossimo passo sarà quello di andare a definire la campagna elettorale che permetta di sensibilizzare le persone a votare per il sì”. Prossimamente le persone saranno chiamate a votare sul seguente quesito: “Volete che, al fine di tutelare la salute, l’ambiente e la biodiversità, la Provincia Autonoma di Trento disciplini l’istituzione su tutto il territorio agricolo provinciale di un distretto biologico, adottando le iniziative legislative e i provvedimenti amministrativi - nel rispetto delle competenze nazionali ed europee - finalizzati a promuovere la coltivazione, l’allevamento, la trasformazione, la preparazione alimentare e agroindustriale dei prodotti agricoli prevalentemente con i metodi biologici, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 228/2001, e compatibilmente con i distretti biologici esistenti?”.

 

Sulle tempistiche però c’è un nodo da risolvere, infatti la legge provinciale di riferimento, la numero 3 del 5 marzo 2003 (aggiornata il 5 novembre 2019), conterrebbe al suo interno un passaggio contraddittorio: da un lato si afferma che il referendum dovrà aver luogo entro sei mesi dalla comunicazione, ma al contempo si dice anche I referendum popolari previsti da questa legge si effettuano una volta all'anno in una domenica compresa tra il 1° febbraio e il 31 maggio. Un cavillo che per il Comitato andrebbe risolto in tempi brevi “anche se – fanno sapere – crediamo che alla fine si opti per votare nella primavera del 2021”.

 

Ad ogni modo, qualora l’istanza del comitato per il Bio-distretto dovesse ottenere la maggioranza, e superare il quorum del 40% si dovrà aprire la fase legislativa e qui sicuramente si dovrà raggiungere una maggiore sinergia fra Comitato, associazioni di categoria e politica per arrivare a un disegno di legge che sia rispettoso del risultato referendario.

 

Durante la campagna di raccolta firme, ricordano dal Comitato: “Si è venuta costruendo una rete di contatti che intendiamo mantenere e soprattutto allargare alle tante persone, aziende, organizzazioni che non siamo riusciti finora a conoscere e che speriamo vogliano partecipare al percorso verso il referendum e nella direzione di un Trentino a prevalente vocazione biologica, assieme a quanti hanno già aderito”. Infine l’augurio è quello di veder conclusa al più presto l’emergenza coronavirus: “A quel punto – promettono – festeggeremo come merita il nostro risultato e poi ci rimetteremo in pista per preparaci al Referendum propositivo”.

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