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Il lupo ad Ala non fa paura. Gatti: "I cittadini devono essere informati e sapere come ci si deve comportare"

Ad Ala il problema del lupo si risolve con l'informazione, non con l'ostilità. Il sindaco e l'assessore Gatti lanciano un ciclo di incontri formativi sull'ambiente in cui viene spiegato anche come gestire il grande carnivoro. Il lupo può essere sì un problema in alcuni casi, ma a nessuno ormai fa più paura.

Di M.Sartori - 20 gennaio 2021 - 14:28

ALA. Tre branchi per ventotto esemplari totali. Questa la situazione attuale per quanto riguarda i lupi sulle montagne di Ala. Il punto sulla presenza del carnivoro è stato al centro del primo incontro con le associazioni sui temi ambientali promosso dall’amministrazione. Un incontro pacato e senza allarmismi: il lupo può essere sì un problema in alcuni casi, ma a nessuno ormai fa più paura.

 

L'assessore Stefano Gatti, promotore dell’incontro: “Serve a fornire il quadro più completo possibile sul lupo alla popolazione, proseguendo il discorso iniziato nella scorsa legislatura: i cittadini devono essere informati e sapere come ci si deve comportare”. Ci saranno altre serate sui temi ambientali, come hanno confermato lo stesso Gatti e il sindaco Claudio Soini: “Vogliamo aprire un ciclo – ha detto in apertura il sindaco – perché ambiente vuol dire salute; i prossimi incontri potranno riguardare la raccolta rifiuti, la rete delle riserve, la banca della terra, l'interramento delle linee elettriche, le discariche, le barriere sulla ferrovia e altro ancora”.

 

Per quanto riguarda i lupi risale al 2012 la costituzione del branco in Lessinia da parte dei lupi “Slavc” e “Giulietta”, arrivati rispettivamente dalla Slovenia e dalle Alpi Occidentali. “Constatiamo un’ottima accettazione da parte della popolazione – ha detto il comandante della stazione forestale Stefano Zomer – perché è stata fatta informazione costante e sono state fatte opere di prevenzione per gli allevatori, con le quali il lupo non causa più problemi come prima. Anche i cacciatori hanno accettato la sua presenza e la popolazione sa come comportarsi”.

 

Il forestale Tommaso Borghetti ha invece fornito il quadro attuale del lupo ad Ala e dintorni. “Abbiamo sui Lessini Occidentali lo storico branco di Slavc e Giulietta, al quale si è aggiunta un'altra femmina adulta, con sette piccoli. C'è un secondo branco sul lato orientale dei Lessini (in massima parte in provincia di Verona), tra la val d'Illasi e il monte Tomba, con 3 adulti e 5 piccoli. C'è infine il branco del Carega, che conta dieci elementi: sette piccoli e 3 adulti. Questi numeri, ha precisato Borghetti, continuano a cambiare e sono destinati a ridursi nei mesi invernali, quando i giovani di un anno andranno in dispersione. In estate invece i numeri, con le nuove cucciolate, tornano di solito a salire. Infatti è a fine estate che si verifica la maggiore pressione sugli animali domestici”.

 

Le nevicate di queste settimane hanno fatto scendere di quota gli animali, facendo sì che il branco di Slavc si rendesse protagonista di predazioni di animali selvatici tra i vigneti appena sopra Borghetto. “Queste predazioni a bassa quota non sono un problema per la popolazione – ha precisato Borghetti – però si deve fare attenzione agli animali domestici: ovicaprini, bovini, equini vanno protetti, mentre i cani non vanno lasciati soli di notte e vanno tenuti al guinzaglio se si va nel bosco”. Borghetti ha ricordato i numeri da contattare in caso di necessità: il 112 per emergenze e il cellulare reperibilità grandi carnivori della Provincia, 335 7705966.

 

Erano presenti all'incontro i rappresentanti di diverse associazioni di Ala. Se per gli allevatori il lupo rimane un problema, da mitigare con recinzioni e cani da guardia, per altre associazioni è un'opportunità. Anzi, la Pro Loco di Ala, come ha testimoniato il presidente Stefano Gaiga, ha registrato un notevole aumento di curiosità e interesse nelle sue attività sui Lessini, proprio grazie al fascino della presenza del lupo. “I comportamenti degli altri animali sono cambiati – ha invece aggiunto il rettore della sezione cacciatori Stefano Tomasi – ed ora è molto più difficile avvistarli in ambienti aperti, tendono a restare nel bosco”. “La convivenza col lupo non è facile ma possibile fino a quando si farà informazione” hanno invece aggiunto Valentino Debiasi e Bepi Pinter della sezione Sat. Il lupo è anche una “risorsa fotografica” per i fotoamatori di NaturAla: “Anche noi abbiamo notato l'espansione del lupo – ha detto Roberto Zendri – grazie a recinzioni e cani da guardia le perdite di animali domestici sono state molto contenute”.

 

L'amministrazione comunale – hanno aggiunto in chiusura il sindaco Soini e l'assessore Gatti - ora lavorerà ad un pieghevole informativo da distribuire alla popolazione attraverso le associazioni, a tabelle informative sulle bacheche pubbliche e valuterà col Muse la ripresa del progetto di un sentiero del lupo”.  

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