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Nessun via libera all'abbattimento dei lupi, solo una richiesta da Trento e Bolzano all'Ispra per nuove linee guida ma manca un piano di gestione organico e condiviso

Oggi l'assessora Zanotelli e l'assessore Schuler hanno elaborato le nuove linee guida relative alla gestione del lupo che ora dovranno essere approvate dall'Ispra. Il modello è quello che si ispira alla gestione dell'orso con possibilità di prelievo e abbattimento ma in quel caso c'è un Pacobace chiaro e condiviso, che prevede tali evenienza solo come extrema ratio, mentre qui manca un Piano 

Di Luca Pianesi - 23 February 2021 - 17:27

TRENTO. Cambia poco, cambia niente, se non sul piano mediatico. Le Province di Trento e quella di Bolzano hanno fissato le nuove linee guida relative alla gestione del lupo con l'obiettivo, di fatto, di poter esercitare ''l’autonomia delle due Province nell’applicare le deroghe previste dalla normativa europea su lupi e plantigradi. Le leggi - scrive la Provincia - attribuiscono ai presidenti delle Province autonome la competenza ad autorizzare il prelievo, la cattura e l’uccisione dell’orso (Ursus arctos) e del lupo (Canis lupus), nel perseguimento delle finalità della direttiva Habitat, previo parere dell’Ispra, qualora non sussistano altre soluzioni valide e non venga messa a rischio la conservazione della specie''.

 

Insomma la missione, al momento, è far passare il messaggio nell'opinione pubblica che si sia arrivati a una sorta di via libera al prelievo e uccisione dei lupi ma non è così, non c'è molto di nuovo se non una richiesta all'Ispra. ''Il documento – scrive ancora la Pat - che segue la predisposizione di regole similari relative all’orso è stato inviato ad Ispra per l’acquisizione del necessario parere''. Ebbene qui si pone il secondo problema: se anche arrivasse un via libera servirà predisporre un vero piano lupo che possa rendere operative tali linee guida.

 

Dire che il documento ''segue la predisposizione di regole similari relative all'orso'' è dire che in quel caso c'è un Pacobace condiviso e chiaro che prevede tutte le azioni possibili e necessarie da porre in essere prima di procedere all'extrema ratio della cattura o abbattimento e in assenza di un piano di gestione dei lupi altrettanto strutturato e condiviso si potrà fare ben poco.

 

Cosa vuol dire? Ve lo spighiamo con queste immagini tratte proprio dal Pacobace. La prima mostra il grado di pericolosità di un orso in base ai suoi comportamenti, la seconda i tipi di azioni suggerite, la terza i tipi di interventi. E il Pacobace nasce dalla collaborazione di tutte le regioni coinvolte nel progetto, il ministero dell'ambiente, l'istituto nazionale per la fauna selvatica e in armonia con le norme europee come la direttiva Habitat. Anzi da Piano il ministero dell'ambiente è tenuto ogni due anni a trasmettere alla Commissione europea una relazione sulle eventuali deroghe.

 

 

 

 

 

 

 

Come si può vedere cattura e abbattimento per l'orso sono l'ultima delle ultime soluzioni dopo una miriade di altri interventi che, comunque, la Provincia non si può certo dire abbia messo in campo in maniera strutturale ed infatti le catture degli orsi detenuti al Casteller sono stati oggetto di ricorsi e cause, anche per questa ragione. Per i lupi bisognerà fare una cosa simile, un piano organico e condiviso ancor più che con il Pacobace visto che il lupo gravita su molti più territori italiani e pare difficile che il ministero permetta, per esempio, il prelievo e l'abbattimento in Trentino Alto Adige dove gli esemplari, ad oggi, sono molto limitati, e non in Toscana, Umbria o Abruzzo, dove i lupi sono davvero numerosi o ancora sulle altre regioni alpine.

 

I due assessori delle due province autonome, però, si sono detti molto soddisfatti e da comunicato si spiega che ''l'obiettivo è quello di garantire l’applicazione delle rispettive leggi provinciali che hanno stabilito l’autonomia delle due Province nell’applicare le deroghe previste dalla normativa europea su lupi e plantigradi. Le leggi - prosegue il comunicato - attribuiscono ai presidenti delle Province autonome la competenza ad autorizzare il prelievo, la cattura e l’uccisione dell’orso (Ursus arctos) e del lupo (Canis lupus), nel perseguimento delle finalità della direttiva Habitat, previo parere dell’Ispra, qualora non sussistano altre soluzioni valide e non venga messa a rischio la conservazione della specie.''

 

“Si tratta di un passaggio importante e fondamentale, che consentirà alla Provincia di intervenire in maniera tempestiva e decisa nel caso in cui qualche esemplare assuma comportamenti che ne evidenzino la problematicità - sono state le parole dell’assessora della Provincia di Trento Giulia Zanotelli -. L’obiettivo che ci siamo prefissati con i colleghi della Provincia di Bolzano è quello di garantire l’incolumità delle persone, oltre alla sopravvivenza e al rilancio delle attività agricole di montagna, che svolgono un prezioso lavoro di manutenzione del paesaggio e che in alcuni casi si trovano ad operare in situazioni di forte disagio legate alla presenza di grandi carnivori”. Va ricordato sempre che non ci sono stati rischi per l'incolumità delle persone negli ultimi 150 anni in Italia per questioni legate al lupo ed è importante sottolinearlo visto che l'assessora paventa una tale situazione.

L’assessore all’agricoltura e foreste, turismo e protezione civile della Provincia di Bolzano Arnold Schuler conferma: “Assieme alla Provincia di Trento vogliamo raggiungere questo obiettivo fondamentale. Abbiamo bisogno di questo parere per poter applicare le rispettive leggi provinciali, solo così riusciamo a tutelare la conservazione dell'agricoltura su piccola scala nelle aree montane e la preservazione del paesaggio collegata al settore”.

Le linee guida sono state inviate ad Ispra per l’acquisizione del parere, obbligatorio ma non vincolante, previsto dalle leggi provinciali. Il parere servirà a fornire un supporto scientifico e a garantire il rispetto di livelli di protezione uniformi sul territorio nazionale.

Ogni azione condotta in deroga sarà rendicontata dalle Amministrazioni provinciali ad Ispra, la quale potrà verificare il rigoroso rispetto dei criteri e delle modalità attuative. Le linee guida descrivono lo stato di conservazione della popolazione, illustrano e definiscono le azioni di conservazione e di gestione, affrontano ed approfondiscono la gestione degli esemplari confidenti o dannosi e le azioni che le Amministrazioni intendono intraprendere per gestirli.

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