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''Book club-Tutto può succedere'', ma solo al cinema

Quattro mostri sacri del cinema americano, quattro attrici affermate, senza veli, nonostante gli innumerevoli interventi estetici. Il film si proietta al cinema Astra di Trento
Dal blog di Alda Baglioni - 10 aprile 2019 - 20:47

Care donne, se volete tirarvi su il morale, andate a vederlo. “Book Club-Tutto può succedere” del regista Bill Holderman, è in sala in questi giorni.

 

Quattro mostri sacri del cinema americano, quattro attrici affermate, senza veli, nonostante gli innumerevoli interventi estetici. Jane Fonda, un replicante, si muove come se avesse paura di rovinarsi qualche trattamento, tanti, è una donna di successo.

Diane Keaton, tante foto del passato confermano i cambiamenti, con le rughe  che segnano il vissuto e nascondono la purezza dello sguardo (Woody Allen al suo fianco, “Io ed Annie”, sono un ricordo lontano).

 

La terza amica, Mary Steenburgen (forte l’interpretazione in “Buon compleanno mr. Grape”, con lo strepitoso Leonardo DiCaprio agli albori), anch’essa premio Oscar, è l’unica con marito.

 

Candice Bergen, la quarta amica, si ricorda la sua bellezza immensa in “Soldato blu” film contro lo sterminio degli indiani d’America. La più normale fra le quattro, con i suoi chili di troppo, sesso represso da quando il marito se ne andò, diciotto anni fa. Ovviamente lui sta con una ventenne prosperosa.

 

Insomma il sesso  è il soggetto prorompente del film. Il sesso si può fare dopo i sessant’anni? Se ci sono problemi contingenti come si risolvono? Nulla di nuovo, le commedie americane hanno ormai detto tutto. Sul sesso e l’amicizia tra donne, “Sex and the city” ci aveva raccontato ormai i retroscena.

 

Ma la narrazione è diversa: incontrarsi fra amiche per discutere su un libro, guarda caso, “Cinque sfumature di grigio”, con tutte le sue edizioni. Cosa si scopre? Il vorrei ma non posso viene superato dall’emancipazione o dalla disperazione? O da un libro? Lo stereotipo continua: gli uomini affascinanti fanno sempre una bella figura. 

 

Andy Garcia, faccia d’angelo, famoso per film su “affari sporchi”. Don Johnson, il bello, lanciato con “Miami vice”, ha la figlia Dakota (avuta dall’attrice Melanie Griffith), attrice emergente proprio del film “Cinquanta sfumature di grigio”. Richard Dreyfuss, rifletteva e ricordava in “Stand by me” la sua adolescenza, film culto per più generazioni, qui è un sessantenne alla ricerca di una donna su internet. Craig T. Nelson, sguardo assente, il quarto uomo coinvolto, l’unico marito. 

 

Tutti si mettono in gioco, inutile dire come sarà il finale. Si ride, tanto, per un film lontano anni luce dalla realtà. Ridere fa bene. Lo diceva anche Dario Fo "e sempre allegri bisogna stare…". Il film si proietta al cinema Astra di Trento.

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