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Ecco perché la battaglia dei ''cattolici conservatori'' sulla ''Messa in Latino'' non conserva la ''Messa Antica''

Viaggio tra i personaggi e i documenti che mostrano come tutti i “Testi Sacri” per il cristianesimo sono scritti in greco ed assolutamente non in latino, a partire dai 4 Vangeli Canonici, gli Atti degli Apostoli e le lettere di S. Paolo. Ecco perché la decisione di Papa Francesco sulla “Messa in latino” non rappresenta un affronto a Ratzinger o alla tradizione ma ha riportato le cose come erano state impostate prima da Paolo VI e poi da Papa Wojtila, ambedue Santi della Chiesa Cattolica
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 07 August 2021

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Vorrei fare qui di seguito alcune considerazioni conclusive in merito alla cosiddetta questione della “Messa in latino”, che Papa Bergoglio avrebbe “abolito”, circostanza che ha messo in rivolta i “cattolici conservatori” in tutto il mondo, in quanto considerata la “Messa Antica” e che sarebbe un irrimediabile sgarbo nei confronti di Joseph Ratzinger.

 

a) Con l’articolo del 31 luglio scorso su questo Blog (LEGGI QUI), abbiamo dimostrato che non è affatto vero che Papa Francesco abbia “abolito” la “Messa in latino”. Ha semplicemente riportato le cose come erano state impostate prima da Paolo VI nel 1965 e poi da Papa Wojtila nel 1988, ambedue Santi della Chiesa Cattolica.

 

b) Con l’articolo del 3 agosto scorso (LEGGI QUI), abbiamo dimostrato che:

- la “Messa in latino” non è affatto la “Messa Antica”.

-Le antiche comunità cristiane parlavano o l’ebraico o l’aramaico (in Palestina), oppure il Greco (la Koinè) o le “lingue nazionali”.

-la lingua più parlata in tutto il bacino del mediterraneo fino al IV secolo almeno era il greco (la Koinè) e non il latino.

-la lingua latina era completamente al di fuori degli “antichi” riti liturgici cristiani. Anzi era una lingua “nemica” e considerata “blasfema” dai seguaci dell’ebreo Gesù, in quanto parlata dai conquistatori romani, che avevano distrutto Gerusalemme e trucidato migliaia di ebrei.

-Tutti i “Testi Sacri” per il cristianesimo, per i motivi anzidetti, sono scritti in greco ed assolutamente non in latino, a partire dai 4 Vangeli Canonici, gli Atti degli Apostoli e le lettere di S. Paolo.

 

Ma andiamo avanti nella disamina dei personaggi e dei documenti che confermano quanto fin qui detto.

 

1) Anafora di S. Marco Apostolo” (prima metà del I secolo)

 

E’ scritta in greco e vi ritroviamo una perfetta analogia con l’intero “telaio” della Messa Cattolica alla quale ancora oggi partecipiamo. E’ considerato il più antico testo liturgico cristiano. “Anafora” è un termine greco (ἀναϕορά) che significa “ripetizione”, l’utilizzo di una parola più volte all’inizio di una frase, per sottolineare con maggiore efficacia un concetto. Ma significa anche “elevazione”. E’ utilizzata per indicare – giustappunto - la “preghiera di ringraziamento”.

E’ quindi da attribuire all’Apostolo S. Marco la nascita delle prime “liturgie cristiane”, che, come abbiamo detto, sono in greco e non in latino.

 

Marco fondò ad Alessandria d’Egitto, probabilmente già nel 42 d.C., la prima comunità seguace di Gesù, che era in ambito ebraico. Comunità completamente svincolata da quelle che Paolo (che non aveva conosciuto Gesù), aveva fondato in ambito “pagano” diversi anni dopo (a partire da Antiochia), ma utilizzando anche lui la lingua greca. Da evidenziare che Alessandria d’Egitto era insieme a Roma la città più importante di tutto il mondo allora conosciuto. Contava circa un milione di abitanti. Commerciava con tutti i paesi del Mediterraneo. Era un importantissimo centro culturale “cosmopolita”. La Biblioteca reale di Alessandria era la più grande e ricca biblioteca del mondo antico. La città ospitava una ricchissima comunità ebraica dedita al commercio e molto influente anche politicamente, che seguì gli insegnamenti evangelici di Marco. Fu ad Alessandria che la Bibbia Ebraica venne tradotta per la prima volta in greco. Giulio Cesare nel “De Bello Civili” la definisce “il sogno divenuto realtà di Alessandro Magno”, che l’aveva fondata dal 332 e il 331 a.C. (da qui il nome di Alessandria).

 

Riporto qui di seguito solo l’inizio dell’Anafora di Marco:

 

“Il Signore sia con tutti

Risposta: E con il tuo spirito.

In alto i nostri cuori!

Risposta: Li teniamo verso il Signore.

Rendiamo Grazie al Signore!

Risposta: È degno e giusto.

È veramente degno e giusto, equo e conveniente,

e utile alle nostre anime, sovrano Signore, D-o Padre onnipotente,

lodare te, celebrarti con inni, rendere grazie a te”.

 

2)Taddeo di Edessa (I secolo).

 

Il Vangelo di Luca recita così: “Dopo questi fatti il Signore designò altri 72 discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi”. Taddeo di Edessa, ebreo come tutti gli Apostoli (escluso Luca), è considerato dalla Chiesa cristiana uno di quei 72 discepoli, incaricati direttamente da Gesù di andare a diffondere il messaggio evangelico. Fu Vescovo cristiano in Siria. “Taddeo di Edessa”, in siriano chiamato “Addai”, viene ricordato insieme al Vescovo cristiano siriano “Mari” (fondatore di numerose comunità cristiane lungo il Tigri e l’Eufrate), per “l'Anafora di Addai e Mari”.

 

“L'Anafora di Addai e Mari” è considerata, dopo quella di Marco, fra le più antiche preghiere eucaristiche cristiane pervenutaci, anch’essa in greco. Interessante evidenziare che anche il termine “eucaristia” viene dal greco (εὐχαρίστω = eucharisto) e significa “rendere grazie”, “rendere merito”.

 

Anche “l'Anafora di Addai e Mari” ricalca il testo della Messa attuale. Ne riporto solo i tratti essenziali:

 

— La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, e l’amore di Dio Padre, e la comunione dello
Spirito Santo sia con tutti noi, ora e in ogni tempo, e nei secoli dei secoli.
— Amen.
— In alto siano le vostre menti!
— A te Dio di Abramo e di Isacco e di Israele, re lodabile
— L’oblazione a Dio, Signore di tutti, viene offerta!
— È conveniente e giusto.

Santo, santo, santo è il Signore Dio potente. Pieni sono il cielo e la terra delle sue lodi.Osanna nei luoghi eccelsi e osanna al Figlio di David! Benedetto colui che viene e verrà nel nome del Signore.Osanna nei luoghi eccelsi!

Nella commemorazione del corpo e del sangue del tuo Cristo, che ti offriamo sopra l’ altare puro e santo come tu ci insegnasti, concedi a noi la tua tranquillità e la tua pace per tutti i giorni del mondo,affinché conoscano tutti gli abitanti della terra che tu sei Dio, il solo vero Padre,e tu mandasti il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio tuo e diletto tuo”.

.

“L’Anafora di Addai e Mari”, non inserita nei testi “Canonici”, quindi “bollata” per due millenni come “apocrifa”, è stata riconosciuta valida dalla Chiesa cattolica in data 20.7.2001.

 

 

3) Paleoanafora Alessandrina

 

E’ un testo liturgico che anche risale al I secolo. E’ scritta anch’essa in greco, sempre ad Alessandria. E’ Contenuta nel Papiro Strasbourg gr.254, conservato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Strasburgo. Il Papiro di Strasburgo è composto da sei frammenti su di un singolo foglio. La Paoleoanafora contiene tre strofe. Inizia con una lode al Padre per la creazione del cielo e della terra, il mare e tutto ciò che vi è in essi. Prosegue con il rendimento di grazie per la vera luce, Gesù il Cristo (ovvero l’atteso Messia Ebraico) e contiene il tema dell’intercessione e del sacrificio. La preghiera non è solo per coloro che hanno partecipato alla liturgia, bensì per tutti. Anche la Paleoanafora Alessandrina costituisce dunque un’importante testo liturgico paleocristiano, scritto anch’esso, come abbiamo visto, in greco.

 

4) “Clemente Alessandrino” (150 - 215 d.C. circa)

 

Fu uno dei più rilevanti teologi, filosofi e scrittori cristiani, considerato Padre della Chiesa. Nato si ritiene ad Atene da genitori pagani, si convertì da adulto al cristianesimo. Portò la Scuola di Alessandria ai massimi livelli di diffusione ed autorevolezza in tutto il mediterraneo. Fu il mentore di “Origene”, considerato anche lui uno tra i principali scrittori e teologi cristiani nei primi tre secoli dell’era volgare.

 

I tre più importanti libri di Clemente, scritti in greco, sono:

-il Protreptico (Προτρεπτικὸς πρὸς Ἕλληνας). E’ considerata unanimemente una delle migliori “apologie del cristianesimo” (apologia = scritto a difesa ed esaltazione di una fede, nel nostro caso il cristianesimo).

-il Pedagogo (Παιδαγωγός) : è una esposizione della morale cristiana.

-gli Stromata (Στρωματεῖς): definisce il profilo del perfetto cristiano ed afferma che alla base del cristianesimo ci sono le dottrine ebraiche di Mosè e dei Profeti.

Queste tre opere di Clemente, che ebbero una grande influenza, riassumono dunque il meglio del “pensiero cristiano antico”. Pensiero che come abbiamo visto, fu trasmesso esclusivamente in greco.

 

5) Glossolalia: (dal greco γλώσσα): Indica il parlare in altre lingue. Dai cristiani delle origini era considerato un dono dato da Dio attraverso lo Spirito Santo. E’ quindi un dono “spirituale”

 

E’ legato al concetto ebraico di Shekhinah (: שְׁכִינָה‎), che è la presenza perpetua di Dio nelle vicende terrene. Ne parlano sia gli Atti degli Apostoli, che la Lettera ai Romani che la Prima lettera ai Corinzi di S. Paolo. Ma lo stesso Gesù profetizzò che sarebbero state parlate altre lingue, quelle “delle nazioni”: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome…parleranno lingue nuove, Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi (gli Apostoli) partirono e predicarono dappertutto”. Ecco chiaro il valore dell’utilizzo delle “lingue nazionali” nell’evangelizzazione, al fine di farsi comprendere da tutti i diversi popoli e da tutte le diverse culture.

 

Conclusioni

Da quanto fin qui detto emerge la verità storica, ben nota a chi si occupa di questi argomenti, che i ''cattolici conservatori” non vogliono proprio digerire.

E per questo si accaniscono nel voler a tutti i costi la “Messa in latino”.

 

La verità è che il “paleo-cristianesimo”, oltre ad essere nato in ambito ebraico, non è nato:

- né in latino

-né a Roma

-né in ambito “cattolico”

 

bensì è nato ad Alessandria di Egitto ed in Siria, nell’ambito del “Cristianesimo Ortodosso”. “Cristianesimo Ortodosso”, che è stato scomunicato nel 1054 dal legato pontificio romano di Papa Leone IX (che nel frattempo era morto), sull’altare di S. Sofia a Costantinopoli, principalmente proprio perché si rifiutava di riconoscere la supremazia del Papa di Roma e con esso l’utilizzo della lingua latina. Scomunica del “Cristianesimo Ortodosso” che è stata tolta solo dopo 1.000 anni da Papa Paolo VI nel 1965, quello stesso Papa (ora Santo della Chiesa), che nello stesso anno aveva fatto la prima messa in italiano.

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