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I cedri del Prati saranno controllati ogni tre anni. Bisesti: ''Nessun taglio, ma messa in sicurezza delle piante''

L'assessore risponde all'interrogazione dei consiglieri Cinque stelle Degasperi e Marini. La perizia di Piazza Dante: ''Alberi senza difetti strutturali significativi. Il rischio per questa specie è la possibile rottura in caso di neve''

Pubblicato il - 13 marzo 2019 - 10:49

TRENTO. I cedri del giardino del liceo Prati sono salvi, almeno per tre anni. Un periodo al termine del quale si procederà con un'ulteriore "rivalutazione". È questo il risultato della perizia condotta per Piazza Dante dall'Istituto agrario di San Michele all'Adige, riferito nella risposta dell'assessore Mirko Bisesti all'interrogazione firmata da Filippo Degasperi e Alex Marini (Cinque stelle).

 

L'interrogazione dei consiglieri provinciali Degasperi e Marini è datata 23 gennaio 2019. Una richiesta di chiarimento legata a quella, analoga, presentata in precedenza a Palazzo Thun dal capogruppo del Movimento Cinque stelle, Andrea Maschio.

 

La vicenda aveva avuto inizio nel dicembre 2017, quando alcuni rami, piuttosto pesanti, crollarono a terra nel giardino del liceo. Un evento potenzialmente pericoloso che aveva portato la dirigente dell'istituto a chiedere l'abbattimento delle piante. Un passaggio che aveva trovato la contrarietà non solo della politica, ma anche e soprattutto di diversi docenti e studenti che avevano promosso una raccolta di firme contro il taglio dei cedri. Un'iniziativa che in poche ore aveva superato il centinaio di adesioni.

 

Quindi la richiesta di una perizia alla Provincia. "Considerato il pregio delle due piante, la mancanza di ulteriori informazioni insieme a una decisione che pare assunta senza alcun coinvolgimento della comunità scolastica, riteniamo utile invitare la Provincia ad un supplemento di istruttoria che va innanzitutto condiviso con chi la scuola la vive" recita l'interrogazione presentata dai consiglieri provinciali a gennaio.

 

In particolare Degasperi e Maschio chiedevano al presidente della Provincia di rendere noti "i dettagli della richiesta di abbattimento dei due cedri citati comprese le ragioni alla base della stessa"; "l’esito delle verifiche effettuate dalla Provincia" e "se non si ritiene opportuno sospendere temporaneamente l’iniziativa in attesa di ulteriori approfondimenti anche per consentire l’apertura di un confronto all'interno della comunità scolastica".

Con data 11 marzo 2019 arriva la risposta dell'assessore Bisesti: "A seguito della caduta di una branca pesante di uno dei due cedri che non ha fatto danni né a persone né a cose e vista la posizione dei due cedri, la dirigente scolastica ha manifestato con lettera la sua forte preoccupazione per la sicurezza degli utenti della scuola. Pertanto la Provincia autonoma di Trento, condividendo questa preoccupazione, ha proceduto con le valutazioni di competenza, prendendo anche in considerazione l’ipotesi di tagliare le due piante e di sostituirle con altre di diversa specie, meno "pericolose"".

 

Ma la perizia tecnica elaborata dall'Istituto agrario di San Michele all'Adige il 25 gennaio 2019 non ha evidenziato la necessità di un taglio, si legge: "La perizia tecnica del dottor G. Maresi (...) non ha però evidenziato difetti strutturali significativi tali da rendere giustificabile il taglio delle piante, sottolineando che il rischio per i cedri è rappresentato principalmente dalla possibile rottura di rami in caso di nevicata. La caduta dei rami del cedro è un evento non raro perché purtroppo questo tipo di pianta mostra scarsa tenuta statica delle branche, specie in presenza di neve bagnata; la caduta non è prevedibile in base alla posizione dei rami stessi, ma avviene in maniera apparentemente molto casuale e molto spesso senza concause come marciumi o altri difetti".

 

Quindi la decisione: "La Provincia procederà, visto l’esito della perizia, alla messa in sicurezza di queste piante effettuando un deciso intervento di potatura e di consolidamento dei rami, secondo le modalità riportate nella perizia medesima e sotto la supervisione del tecnico esperto di cui sopra. Sempre nella perizia si sottolinea che : "Ovviamente il rischio neve non verrà completamente annullato, ma comunque fortemente ridotto; è opportuno mantenere l’accorgimento di evitare parcheggi o passaggi sotto le piante qualora fossero previste nevicate intense o eventi temporaleschi di particolare forza. Sarà inoltre buona norma evitare qualsiasi scavo od alterazione del livello del suolo e segnalare immediatamente eventuali comparse di sintomi anomali. Vista la loro posizione sopra bersagli significativi e le dimensioni raggiunte, i soggetti andranno rivalutati ogni tre anni da parte di un tecnico esperto".

 

Nessun taglio per ora, dunque: "L’iniziativa lamentata non ha mai avuto corso; alla luce di quanto sopra detto, la Provincia autonoma di Trento procederà in tempi brevi alla contrattualizzazione dell’intervento con una ditta specializzata; alla fine dell’intervento l’esperto verificherà la corretta esecuzione della potatura e riduzione arborea e rilascerà documentazione in tal senso".

 

Un primo intervento, non chiaro al momento se già risolutivo o meno o se quello citato, è già stato messo in atto lo scorso 25 febbraio (qui l'articolo).

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