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Personale precario degli enti museali in finanziaria nessun provvedimento. La Cgil: ''Fugatti e Bisesti non stanno mantenendo le promesse''

Stefano Galvagni della Funzione pubblica Cgil spiega: "Abbiamo fatto incontri con la Pat e queste persone da anni sono precari dopo aver fatto concorsi e occupando posti vacanti. Una situazione ancora più odiosa perché era stato promesso un intervento in finanziaria ma non c'è nulla"

Pubblicato il - 13 dicembre 2019 - 05:01

TRENTO. Non sembra essere ancora stata trovata una soluzione per la stabilizzazione di circa una trentina di lavoratori degli enti museali trentini. Tutte persone che sono riuscite ad ottenere il proprio posto attraverso dei concorsi e che attualmente si trovano ancora in condizioni di precariato dopo anni di lavoro.

 

“Come Cgil - spiega Stefano Galvagni – abbiamo chiesto da tempo di prorogare la normativa che consente la possibilità di stabilizzare i precari del pubblico impiego anche alla luce del fatto che a livello nazionale esiste una norma che sarà approvata a breve che porterà al 2021 il termine delle stabilizzazioni”.

 

La priorità assoluta, da questo punto di vista, era stata data ai lavoratori precari dei musei. “Ci sono una quindicina di loro al Mart, al Muse e San Michele, ma arrivano ad essere una trentina in tutto il Trentino, quelli che sono rimasti esclusi dalla possibilità di stabilizzazione del 2018. Vi era però un piano per integrarli che sarebbe dovuto essere messo in atto un passo alla volta”.

 

Questo però non è successo. Da parte della Provincia sono state date anche delle rassicurazioni negli scorsi mesi sia negli incontri fatti con il presidente Maurizio Fugatti che con l'assessore Mirko Bisesti, come spiega Galvagni. “Due mesi fa avevamo fatto un incontro con Fugatti e il presidente aveva dato mandato di verificare numeri e costi. Il successivo passaggio era stato un incontro con l'assessore Bisesti nel quale erano stati ribaditi i termini che avrebbero, poi, dovuto mettere nella legge”.

 

Incontri e parole che però pare non siano serviti. Nella finanziaria, infatti, al momento nemmeno l'ombra per la stabilizzazione di questi lavoratori. “Sono tutte persone che hanno fatto un concorso - spiega il sindacalista - stanno occupando posti vacanti e quindi non rappresentano alcun costo in più e da anni lavorano in questo modo. La situazione che si è venuta a creare è ancora più odiosa perché non sono state mantenute le promesse date”.

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