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Un branco di lupi sbrana alcune pecore, Fugatti: ''E' un problema di ordine pubblico, chiesto un vertice al commissario di governo''

Il governatore in vista ad Ala attacca la precedente amministrazione provinciale: "Sono stati inconcludenti. Qui ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, noi ci prenderemo le nostre, ma i cittadini non possono correre simili rischi"

Di Luca Andreazza - 20 gennaio 2019 - 18:54

ALA. "Non è tollerabile che i lupi possano arrivare così vicini alle case, nel fondovalle, ormai si tratta di una questione di ordine pubblico", queste le parole di Maurizio Fugatti a commentare la predazione di pecore avvenuta in quel di Ala, in località Marani, nella giornata di sabato 19 gennaio. 

 

"Occorre agire con rapidità e decisione - aggiunge il presidente - per questo ho chiesto al commissario del governo la convocazione, quanto prima, del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica". L'aggressione è avvenuta intorno alle 6.30 poco lontano da un gruppo di case.

 

"Le pecore - dice Mariano Zomer, il proprietario del gregge di pecore sbranato -  erano custodite in un recinto elettrificato alto 1.45 metri e fornito dalla Provincia come prevenzione anti-lupo. Il branco si è scagliato contro il recinto, spaventando tutto il gregge, che in preda al panico ha sfondato il recinto per scappare. Alcuni agnelli sono rimasti schiacciati, altri sono rimasti incastrati nella rete elettrificata, mentre tre pecore sono state sbranate dai lupi". 

 

Le pecore sbranate sono state trovate ad una ventina di metri di distanza dalle case abitate in zona, mentre l'aggressione si è verificata nei vigneti a circa 50 metri dalle abitazioni. Oltre al presidente della Provincia, anche la deputata trentina Vanessa Cattoi, il sindaco di Ala, Claudio Soini, e l'assistente forestale Tommaso Borghetti si sono portati sul luogo dell'accaduto. 

 

"Sul problema – conclude Fugatti – la precedente amministrazione provinciale è stata del tutto inconcludente. Qui ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, noi ci prenderemo le nostre, ma i cittadini non possono correre simili rischi" (Qui articolo).

 

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