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Un microcosmo a sociologia tra spaccio, pranzi comunitari e un artista di strada che alza il dito medio all'indirizzo del sindaco

Magari sono studenti "fuori corso", ma sembra che ognuno abbia il suo compito, c'è quello che gestisce e controlla dall'esterno, un palo all'interno per monitorare gli spostamenti degli uomini della sicurezza e quindi solitamente in cortile ecco il mercato, si contratta e acquista

Di Luca Andreazza - 26 aprile 2019 - 06:01

TRENTO. Magari sono studenti "fuori corso", ma sembra che ognuno abbia il suo compito, c'è quello che gestisce e controlla dall'esterno, un palo all'interno per monitorare gli spostamenti degli uomini della sicurezza e quindi solitamente in cortile ecco il mercato, si contratta e acquista. Insomma, c'è un microcosmo alla facoltà di sociologia in via Verdi a Trento

E ancora un "artista di strada" che opera incursioni in aula, interrompe le lezioni e tiene lectio magistralis, un personaggio che in un video alza il dito medio all'indirizzo del sindaco, Alessandro Andreatta. Ma anche pranzi nelle aree comuni e macchie di sangue nei bagni.

Un'offerta che si potrebbe definire completa tra pasti e spaccio di sostanze stupefacenti, qualcuno riuscirebbe perfino a consumare la dose all'interno dell'Università. Non manca la musica, messa a disposizione da King, gratuitamente ma dietro un'elemosina (ci tiene a sottolinearlo). Un "artista di strada" che orbita anche intorno al Cial, che in una video-intervista dalla sala nel seminterrato spiega ("Con il cappello perché segno di estrema eleganza") come "per certi quantitativi di dose serva un certo quantitativo di tabacco", e che aggiunge: "Sindaco, se senti qualche lamentela o denuncia, questo (e alza un bel dito medio) te lo ficchi nel c...".

Ora arrivano alcune festività e la facoltà chiude, quindi la banda composta da diverse unità si sarebbe presa una pausa da sociologia, mentre nella sala assegnata nuovamente agli antagonisti a fine anno scorso ci si sarebbe preparati a dormire tra sacchi a pelo e scorte di cibo. Tutto cucinato lì: tra fornelli e macchinari allacciati in qualche modo al piano seminterrato all'interno di uno spazio per giunta senza finestre. 

E' sempre da lì che partono poi i pranzi a offerta libera che vengono organizzati e consumati all'interno del cortile e degli spazi comuni, annunciati perfino sulle porte esterne della facoltà, senza che nessuno tolga i cartelli, che rimangono in bella mostra anche per giorni. Il tutto in violazione, anche, dei regolamenti universitari sugli utilizzi di aule e sale.

Una situazione sotto gli occhi di tutti da diversi mesi, ma che continua in modo più o meno indisturbato. Attività che non si rivelerebbero nelle vicine sedi di giurisprudenza, economia e lettere, così come in quelle più distanti della collina. 

 

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