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A Gardolo si va verso l'edificazione di via Aprile dopo 14 anni di stop. In Comune la maggioranza ha ceduto a Merler (che quando era in circoscrizione era contrario) per evitare l'ostruzionismo

L’area potrà essere edificata dopo decenni di stop. Motivato. I privati che vi investiranno cederanno una porzione di terreni al Comune. E per quanto riguarda le future costruzioni si realizzerà – in parte – una struttura di cohousing: alloggi privati corredati da spazi comuni destinati ad un uso collettivo

Di Carmine Ragozzino - 17 febbraio 2020 - 21:35

TRENTO. A pensar male si fa peccato. Ma sarebbe un peccato anche pensar bene di una scelta urbanistica inserita nell’ultima variante al piano regolatore del capoluogo. La questione riguarda Gardolo. Si tratta dell’area che in via 25 aprile sta esattamente di fronte al parco di Melta, tra la ciclo-pedonabile che porta alla piscina, le belle case popolari e una zona artigianale che abbisognerebbe di non poco riordino, logica e decoro.

 

L’area di cui si parla non è certo uno sputo: 23 mila metri quadrati. L’area di cui si parla potrà essere edificata dopo decenni di stop. Motivato. I privati che vi investiranno cederanno una porzione di terreni al Comune. E per quanto riguarda le future costruzioni si realizzerà – in parte – una struttura di cohousing: alloggi privati corredati da spazi comuni destinati ad un uso collettivo.

 

Patteggiando la proposta di “sblocco” dell’area venuta dal più coriaceo dei consiglieri di minoranza, Andrea Merler, la maggioranza comunale ha potuto mettere in bacheca, senza particolare sofferenza, il primo passaggio della variante al Prg. Che ora viaggia verso il varo definitivo in consiglio. Un varo che avverrà dopo aver raccolto i pareri – poco vincolanti quando sono negativi - delle circoscrizioni.

 

E qui emerge la prima delle tante contraddizioni legate alla vicenda dell’area di via 25 aprile. A convincere il centrosinistra al governo è stata davvero la suggestione della co-residenza così come azzarda qualche consigliere comunale tra fastidio e imbarazzo? Può essere. Ma anche no. Merler, il coriaceo consigliere di minoranza, aveva minacciato di svuotare nell’aula consigliare un camion di emendamenti. “O così, o state qui notti e notti. Mollate su quell’area e ce ne andiamo tutti a casa sereni senza perdere sonno”, deve aver spiegato ai colleghi della sponda opposta.

 

E così – così come voleva il coriaceo – è andata. Guai a perdere il sonno. Guai a far valere – legittimamente – la forza dei “numeri” in consiglio comunale. E chissenefrega se con il sì all’edificazione dell’area di via 25 aprile si liquefano principii solennemente proclamati dal sindaco e dal centrosinistra autonomista. A più riprese, fin dal lontano 2006. Sì, perché è proprio dalla storia urbanistica di quei terreni che saltano agli occhi alcune giravolte tanto curiose quanto incomprensibili.

 

Tutti possono cambiare idea ma forse è esagerato ruotare di 360 gradi. Pensare che nel 2006 alcuni proprietari dei dei terreni della zona volevano costruire case per i loro figli su una porzione di area appena un po’ più ad est: un’area che era –per altro – grande meno della metà di quella che oggi si vuole “liberare” all’edificazione.

 

Il no del Comune fu 14 anni fa lapidario, anche sulla scorta di un’ancora più decisa presa di posizione negativa del consiglio circoscrizionale di Gardolo. Il documento di allora sollecitava il Comune ad una pianificazione armonica e complessiva del comparto tra via 8 marzo e il parco di Melta”. C’era da evitare una “mini Spini”, insomma.

 

I maltrattati proprietari – (dalla circoscrizione affibbiarono loro anche l’accusa di ingordigia, “gosi”) – se la misero via. Oggi che diranno? Ma il divertente – si fa per dire – della vicenda sta nel fatto che quel documento-appello al diniego di edificazione fu firmato anche dallo stesso coriaceo consigliere Merler (allora in circoscrizione). Colui che oggi in Comune ha perorato fino ad imporla l’edificazione prevista nella variante 2019/20.

 

E con lui firmarono anche un circoscrizionale margheritino che poi divenne assessore in Comune per tornare nell’ultima giunta a fare l’ondivago consigliere semplice: Paolo Castelli. Insomma, quello del 2006 fu un infrequente documento che annullava le differenze politiche, (dalla sinistra alla destra), in nome della salvaguardia e di una gestione più razionale del territorio.

 

Una salvaguardia santificata dichiarazione dopo dichiarazione dall’attuale maggioranza del sindaco Andreatta. Quante volte si è sentito predicare da Andreatta, giunta e maggioranza che il “pilastro” urbanistico del Comune E lo stop al “consumo del territorio”? Beh, che sarà mai? In via 25 aprile a Gardolo il territorio si “può consumare”.

 

Di queste ed altre contraddizioni si farà portavoce domani sera nel consiglio circoscrizionale di Gardolo il presidente della commissione territorio, Alessandro Frontuto. Lui proporrà il “parere negativo” all’adozione della variante al Prg . Chiedendo, nel contempo, di riconsiderare la questione dell’area di via 25 aprile. Frontuto è forte del parere espresso l’11 febbraio dalla sua commissione. Gli argomenti “a sfavore” dell’urbanizzazione certo non mancano. A Gardolo non mancano aree già destinate ad edificazione dal Prg. C’è, esempio degli esempi, la famosa C3 di Canova che il catalano Busquet aveva disegnato quale esempio di urbanizzazione ad alto tasso di qualità. Ma la C3 di Canova langue e languirà per chissà quanto ancora. E di Busquet, delle sue progettazione, s’è persa traccia.

 

“Perché – dice Frantuto – non attuare quello che è già pianificato invece che pensare ad interventi estemporanei e negativi in zone per altro vicine a Canova?”. Frontuto, poi, bada anche a non farsi dipingere da oppositore del “cohousing”. Del quale è invece un fan.

 

Ma un conto è condividere una filosofia di edilizia sociale innovativa e un altro conto è chiudere gli occhi di fronte ad un progetto di coabitazione vago, troppo simile ad una foglia di fico per far digerire tutt’altri obiettivi. Frontuto ricorda al sindaco e alla maggioranza comunale, (per altro la sua maggioranza), le delibere assunte sulla materia. Delibere sintetizzabili in un concetto semplice, utile ma che nella questione C3 di Melta sembra dimenticato: “costruire – anche per il cohousing – sul costruito”.

 

Il via libera alle future edificazioni in via 25 aprile – co-residenza o meno – non è esattamente un costruire sul costruito. “Il contesto territoriale, sociale e urbanistico tra il parco di Melta e via 8 marzo – spiega Frontuto – richiederebbe ben altra e ben più attenta pianificazione”. Una pianificazione frutto di analisi e confronto puntuali sui servizi più utili alla comunità. Il fatto che la variante debba andare in adozione definitiva potrebbe introdurre un ripensamento sull’area di via 25 aprile? Potrebbe. Lo stralcio è un’opzione possibile.

 

Il coriaceo consigliere – Andrea Merler – potrebbe- certo - minacciare di riempire di emendamenti anche il rimorchio del suo camion con la scritta “opposizione trattabile”. La maggioranza che in Comune è agli ultimi atti guarderà ancora l’orologio o avrà un sussulto, accettando la sfida in nome della coerenza con le regole urbanistiche sempre sbandierate? La coerenza varrà pure qualche ora piccola. Tanto più che la coerenza dovrebbe essere anche il viatico per il centrosinistra autonomista che vuole continuare ad amministrare la città.

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