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Coronavirus, almeno il 30% della didattica alle superiori dovrà essere a distanza e forti limiti allo sport. Kompatscher annuncia nuove restrizioni

La Provincia di Bolzano ha comunicato nuove limitazioni per frenare la diffusione del virus. In una giornata segnata dal record di positivi (ben 209), Kompatscher ha annunciato che le scuole superiori dovranno fare almeno un 30% della didattica a distanza. Sport e grandi eventi, con la cancellazione dei mercatini di Natale, gli altri ambiti maggiormente interessati

Di Davide Leveghi - 20 ottobre 2020 - 17:58

BOLZANO. In un giorno caratterizzato da un numero altissimo di casi (mai registrato finora), con ben 209 nuovi positivi, l'Alto Adige si prepara ad un'ulteriore stretta per tentare di frenare i contagi. Con validità da mercoledì 21 ottobre, infatti, la provincia di Bolzano vedrà l'entrata in vigore di nuove misure in svariati settori, dalla scuola allo sport, passando per i grandi eventi e le attività economiche.

 

Sull'onda di ciò che è avvenuto a Trento, dove il sindaco Franco Ianeselli ha annunciato la cancellazione per quest'anno dei Mercatini di Natale (attirandosi le critiche della giunta provinciale), anche Bolzano non conterà sull'evento più affollato dell'inverno. “I mercatini di Natale verranno annullati – ha annunciato qualche ora prima della comunicazione delle nuove limitazioni il vicepresidente della Provincia Philipp Achammer – se vogliamo proteggere la salute, il lavoro e la scuola è necessario fare dei sacrifici rinunciando a ciò che non è necessario”.

 

Per tutte le altre manifestazioni, invece, rimangono le raccomandazioni ad annullare gli eventi, il divieto di somministrare cibo e bevande e l'obbligo di adeguarsi alle norme in vigore. Salva, almeno per ora, la tradizione autunnale del Törggelen. “Dovranno però essere rispettate le norme su distanziamento concentrazione di persone”, ha specificato il Landeshauptmann Kompatscher.

 

Nell'ambito delle nuove limitazioni, dunque, agli esercenti verrà chiesto di apporre all'ingresso una tabella con il numero massimo di persone consentite nel locale, come previsto per tutti gli esercizi pubblici. Nessuna novità, al contrario, per quanto riguarda gli orari di chiusura di bar e ristoranti, mentre l'apertura di sale da gioco e sale scommesse verrà garantita solo dalle 8 alle 18.

 

Per quanto riguarda cori e bande musicali, in assenza di una normativa nazionale, la giunta ha dichiarato che potranno proseguire la loro attività in gruppi ridotti (massimo 15 persone) e rispettando le norme sul distanziamento e sul rapporto spazio-persona. Come previsto dal Dpcm, saranno i sindaci a poter decidere di chiudere vie e piazze della movida. “Questa opportunità è già prevista dalla legge provinciale sulla Fase 2 – ha ricordato Kompatscher – spetta ai sindaci di individuare le situazioni a rischio e prendere i necessari provvedimenti”.

 

A fronte dell'aumento consistente dei contagi, anche nelle scuole, è proprio in ambito scolastico che vengono definite le limitazioni più rilevanti. “L'obiettivo prioritario – ha detto il governatore – è quello di salvaguardare le attività essenziali, cioè la scuola, le attività economiche e di conseguenza il lavoro. Per farlo dobbiamo minimizzare i rischi connessi ad altre attività, e abbiamo bisogno che tutti i cittadini di comportino in maniera responsabile rispettando le regole. L'amministrazione provinciale cercherà di dare il buon esempio incentivando lo smart working e organizzando le riunioni in video-conferenza”.

 

Ma quali saranno, dunque, le novità riguardanti il comparto scolastico? La Giunta ha definito un tetto di minimo di didattica a distanza per gli istituti superiori pari al 30% delle ore di lezione, con un focus particolare sull'ultimo triennio, dove questa percentuale potrebbe ulteriormente salire. Con questa decisione, Bolzano pare così adottare una soluzione che supera le discussioni tra Roma e i capoluoghi sul ricorso o meno ad una massiccia mole di ore di didattica in remoto.

 

Sul fronte sport, invece, Kompatscher annuncia nuovi forti limiti. “La discussione è stata particolarmente lunga e complessa – ha spiegato – e dopo aver sentito le federazioni e le associazioni abbiamo deciso di fermare, oltre alle attività amatoriali, anche tutti i campionati dilettantistici che si disputano a livello provinciale, cioè quelli nei quali risulta più difficile applicare i protocolli ed evitare gli assembramenti”.

 

Ciò significa che gare e campionati di carattere regionale, interregionale, nazionale ed internazionale potranno continuare (nella giornata di martedì 20 ottobre la squadra di hockey bolzanina ha tra l'altro comunicato la positività di ben 7 giocatori, fatto che ha portato all'annullamento della trasferta di campionato a Bratislava).

 

Lo sport di base comunque non si fermerà – ha aggiunto il governatore altoatesino – in quanto sarà possibile continuare ad allenarsi, naturalmente rispettando i protocolli di sicurezza già in vigore anche sull'utilizzo degli spogliatoi”.

 

Analizzando i dati in evidente e esponenziale crescita, il presidente della Provincia di Bolzano ha poi aggiunto che “l'alta percentuale di positivi rispetto ai tamponi effettuati è da ricercare anche nel fatto che si fanno sempre più test antigenici, i cui risultati vengono poi confermati dai test Pcr. La maggior parte delle persine attualmente infette, inoltre, si trova già in quarantena e dunque non può diffondere il virus. Non bisogna sottovalutare la crescita del numero di pazienti ricoverati negli ospedali, anche nei reparti di terapia intensiva”.

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