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Coronavirus, è allarme rosso nelle Rsa. Aumenta il focolaio nella Apsp di Malè e manca personale, il presidente: ''Una dozzina di operatori contagiati''

I nuovi dati forniti dalla Provincia e dall'Azienda sanitaria dimostrano come l'allerta nelle Rsa rimane alta. Il direttore dell'Apss "Il focolaio maggiore è nella struttura di Malè" e accanto all'emergenza sanitaria c'è anche quella del personale  

Di GF - 26 ottobre 2020 - 18:58

TRENTO. Non solo la preoccupazione per la situazione sempre più critica degli anziani che sono colpiti dal coronavirus ma anche gli operatori che si ammalano e rimangono a casa. Tutto questo sta mettendo a dura prova l'organizzazione dell'intero sistema.

 

A lanciare l'allarme è Antonio Daprà, presidente dell'Apsp di Malé dove proprio quest'oggi si contano, secondo i dati forniti dall'Azienda sanitaria e dalla Provincia, un'altra ventina di positivi.  “Il focolaio maggiore – ha spiegato il direttore dell'Apss Benetollo – è alla Rsa di Malè. Sulla situazione presente nel nostro territorio, tra gli operatori abbiamo 19 nuovi contagi sparsi in 7 o 8 strutture. Quando tocca persone anziane sappiamo che la probabilità di complicanze aumenta. Chiediamo quindi un'attenzione particolare al mondo degli anziani. Ci stiamo avvicinando alla commemorazione dei defunti ed è fondamentale che le persone anziane vengano protette dai giovani. Baci e abbracci quest'anno potrebbero diventare veicolo di contagio”.

 

L'attenzione nelle case di riposo rimane alta. Tra i problemi principali che si stanno affrontando proprio in queste ore è la mancanza di operatori. Problema, questo, che lo stesso presidente dell'Ordine degli Infermieri, ha evidenziato in alcune dichiarazione rilasciate a ildolomiti.it. (QUI L'ARTICOLO)

 

Particolarmente critica, come già detto, è la situazione dell'Apsp di Malé. Proprio questa sera il presidente Daprà ha chiesto alla Provincia, ed in particolare all'assessorato alla Salute guidato da Stefania Segnana, un aiuto dal punto di vista del personale. “Abbiamo una dozzina di operatori che sono risultati positivi a seguito tampone – ha spiegato il direttore – e in questa situazione è diventato difficile fare i turni”. Difficile anche riuscire a fornire un servizio adeguato per gli utenti. “Abbiamo chiesto alle strutture vicine un aiuto ma purtroppo nella situazione di emergenza che stiamo vivendo è difficile avere delle risposte positive. Reperire operatori è diventato quasi impossibile”.

 

Nelle prossime ore l'intervento della Comunità di Valle dovrebbe portare all'arrivo di un paio di operatori. “Di certo – ha spiegato infine il presidente – quello che mi sento di fare ora è un ringraziamento per l'impegno che il personale sta mettendo”.

Intanto, già a partire dai primi casi, l'intera struttura di Malé ha bloccato le visite.

 

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