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Coronavirus, ''Rimarrai nei nostri cuori" il Trentino piange la dottoressa Gaetana Trimarchi. Larcher: "Lavoriamo senza mezzi di prevenzione individuale''

Trimarchi viene ricordata per la sua professionalità e la sua disponibilità, la sua verve, simpatica e cordiale. "Una figura importante, un punto di riferimento" ricorda il consigliere provinciale Luca Guglielmi 

Pubblicato il - 31 marzo 2020 - 11:31

TRENTO. “Non ti dimenticheremo, rimarrai sempre nei nostri cuori” si susseguono i messaggi di cordoglio per la morte della dottoressa Gaetana Trimarchi, stimata professionista della continuità assistenziale che operava in Val di Fassa. Gaetana si è spenta ieri sera dopo aver lottato con tutte le sue forze contro il coronavirus che aveva contratto durante il suo lavoro.

 

“E' il tributo che la classe medica del territorio paga ad un evento eccezionale che ci ha visti lavorare sprovvisti di mezzi di prevenzione individuale” afferma Mauro Larcher, direttore della Scuola di formazione specifica in medicina generale di Trento nel ricordare la collega.

 

“La dottoressa Tania Trimarchi – spiega Larcher - proveniva dalla Sicilia e si era diplomata nella nostra Scuola nel 2018. La ricordiamo per la sua disponibilità e per la sua verve, simpatica e cordiale. La notizia ci rattrista e ci accomuna nel dolore per la scomparsa di una collega in prima linea nelle cure primarie”.

 

Un messaggio di cordoglio arriva anche dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento. “Esprimiamo – ha scritto il presidente Daniel Pedrotti - vicinanza e solidarietà della professione infermieristica a tutti i medici, a tutti i sanitari e operatori impegnati sul campo per assistere la nostra comunità”.

 

A non mancare sono anche i messaggi dal mondo politico. “La Valle di Fassa perde una figura importante, un punto di riferimento da tutti riconosciuto” ha scritto su Facebook il consigliere provinciale Luca Guglielmi.

 

“Una stimata professionista” scrive su Facebook il corpo della polizia locale della Val di Fassa- Fascia. “La sua scomparsa ha profondamente colpito tutta la Comunità fassana. Alla famiglia, agli amici e conoscenti vanno le nostre più sentite condoglianze”.

 

A chiedere che “dopo tante belle parole ora seguano i fatti” per garantire la sicurezza del personale sanitario è Cesare Hoffer, coordinatore Nursing up Trento. “La realtà – ha scritto in una nota - che ci viene quotidianamente rappresentata a livello istituzionale non è purtroppo quella reale, ci continuano a chiamare colleghi delle cure domiciliari e dei reparti/servizi ospedalieri e delle Apsp per segnalarci la carenza di adeguati dispositivi di protezione, in alcuni casi hanno dovuti comprarseli di persona o sono gli sono stati forniti tramite generose donazioni di privati, che ringraziamo di cuore”.

 

Per Hoffer la situazione nelle terapie intensive dell'Ospedale S.Chiara è grave: “Un infermiere è costretto a seguire fino a 6 pazienti in contemporanea, quando in tempi normale ne seguiva 2, le pneumologie di Arco e Trento sono sotto una grande pressione, così come tutti gli altri reparti covid”. Ora, spiega, con la dimissione sempre più frequente di pazienti covid, si pone anche la problematica di assisterli in isolamento a livello domiciliare. “ In quell'ambito i nostri professionisti hanno bisogno di un'adeguata formazione, idonei presidi di protezione e macchine aziendali, per questo abbiamo richiesto un confronto con i responsabili infermieristici delle cure primarie. A tutt'oggi sono oltre 100 gli operatori sanitari dell'Azienda sanitaria che hanno contratto il coronavirus, per la stragrande maggioranza infermieri, alcuni dei quali anche ricoverati, ecco chi sta pagando il prezzo più alto”.

 

“E' arrivato il momento di pensare proprio a loro, riconoscendo anche economicamente fin da subito l'immane sforzo compiuto da tutti gli infermieri trentini di tutti i comparti (Pubblico, Privato e Apsp). Per ora la Giunta ha riconosciuto un aumento economico soltanto a un dirigente provinciale, che non ha operato certo in una situazione di rischio così come lo hanno fatto tanti nostri colleghi”.

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