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Coronavirus, calano le nascite, i decessi aumentano del 18% e l'immigrazione tocca il minimo. I numeri della pandemia

Pubblicato il report Istat sulla popolazione italiana del 2020. La natalità è in calo, mentre i decessi aumentano a causa del Coronavirus. L'immigrazione è il valore minimo dal 2000 e la popolazione totale residente tocca un minimo relativo per gli ultimi 12 anni. La regione più prolifica è il Trentino Alto-Adige

Di Mattia Sartori - 03 maggio 2021 - 18:58

TRENTO. Se già la natalità era in calo prima dello scatenarsi della pandemia, quest’ultima non ha di certo innescato un cambio di tendenza. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat riguardo al 2020 infatti, i decessi (746 mila) superano ancora una volta le nascite (404 mila), creando un effetto totale negativo di 342 mila unità. Sostanzialmente ogni mille abitanti si registrano 7 neonati e 13 morti.

 

Le nascite (404 mila) sono il 30 per cento in meno rispetto al 2008, quando se ne sono registrate 577 mila, un picco relativo per gli ultimi 12 anni. È inoltre interessante osservare il tasso di fecondità, che cala a 1,24 figli per donna dall’1,27 del 2019, anno in cui i neonati sono stati 420 mila. Alla contrazione dei progetti riproduttivi rappresentata dal calo del tasso di fecondità si accompagna però anche un deficit dimensionale e strutturale della popolazione femminile in età feconda, che si riduce nel tempo e ha un’età media in aumento.

 

Infatti, se applichiamo alla popolazione del 2020 il tasso di fecondità del 2019, le nascite sarebbero state 413 mila, non 404 mila. Dunque il salto da 420 mila a 404 mila è da attribuirsi a due effetti: un effetto negativo di 7 mila unità da attribuirsi all’invecchiamento della popolazione femminile e quindi alla diminuzione di donne in età feconda; un effetto negativo di 9 mila unità da attribuirsi all’alterazione dei progetti riproduttivi, rappresentata dalla contrazione dei tassi di fecondità.

 

Gli effetti della pandemia sulle nascite sono osservabili solamente per il mese di dicembre, infatti l’impatto del Covid e delle restrizioni sulle scelte riproduttive delle famiglie sono iniziati solo a marzo, andando di conseguenza a influenzare solo i numeri delle nascite dell’ultimo mese dell’anno. Infatti nel 2020 i numeri sono quelli che ci si aspetterebbe fino a dicembre, quando si registra la maggior differenza con il numero di nascite nello stesso mese del 2019 (-3.500 unità). Questa tendenza sembra confermarsi anche nei dati di gennaio 2021, quando si contano 5 mila neonati in meno rispetto allo stesso mese del 2020.

 

Al contrario i decessi sono in aumento. Nel 2020 si contano 746 mila morti, 112 mila in più rispetto ai dati dell’anno precedente. Di questi, circa 75 mila sarebbero da attribuire direttamente al Covid-19, lasciando quindi un ulteriore eccesso di 37 mila decessi, che possono essere attribuiti o a casi di Covid non rilevati, oppure ad altre patologie mortali, che il sistema sanitario in crisi non è riuscito a curare.

 

I morti in eccesso rispetto al 2019 inoltre sarebbero per la maggior parte uomini al di sopra dei 50 anni. Questo dato confermerebbe quindi la minor suscettibilità dei giovani al virus, nonché la “predilezione” di quest’ultimo verso il genere maschile, che è stato più colpito.

 

In ogni caso su tutto il territorio nazionale non si riscontra una crescita demografica, tanto quanto una decrescita. L’unica regione a fare eccezione è il Trentino Alto-Adige, che registra una crescita dello 0,4 per mille. In particolare la Provincia di Bolzano ottiene il record con una crescita del 2 per mille. Stessa dinamica anche per il tasso di fecondità, dove il Trentino Alto-Adige si conferma la regione migliore con un tasso 1,52 figli per donna, in calo rispetto all’1,57 del 2019. Anche qui Bolzano fa record con 1,69 figli per donna, anche se in questo caso non è la sola Provincia sopra la media nazionale di 1,24: sono 45 su 107 totali.

 

Altri fenomeni relativi alla popolazione registrati sono il saldo migratorio, che nel 2020 rimane positivo a 79 mila, nonostante sia il valore più basso di tutti gli anni 2000. Al contrario, gli allineamenti e le revisioni anagrafiche sono negativi (-121 mila unità) e portano il totale della popolazione a 59 milioni e 258 mila unità, in calo per il settimo anno consecutivo e un minimo relativo per gli ultimi 12 anni.

 

Qui il report completo:

 

 

 

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