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Coronavirus, record di test e oltre 65mila vaccini somministrati. Kompatscher: "Contagi in calo, ma attenzione alle varianti"

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher e l'assessore alla Salute Thomas Widmann hanno ribadito la bontà della "via altoatesina" per contenere il virus. Lanciato intanto il progetto pilota per testare gli alunni delle scuole elementari

Di Davide Leveghi - 02 March 2021 - 13:50

BOLZANO. “La situazione dell'Alto Adige è un po' in controtendenza rispetto al resto d'Italia. Nonostante il record nei test effettuati, sia i numeri assoluti che il tasso di positività, che è il numero che conta di più, registrano un calo”. E' ottimista, il Landeshauptmann Arno Kompatscher. Nella consueta conferenza post-giunta, il presidente e l'assessore alla Salute Thomas Widmann hanno illustrato la situazione in Alto Adige, dopo che nella giornata di lunedì 1 marzo erano stati rilevati nuovi casi di variante sudafricana – con tanto di decisione di estendere le misure ad hoc per il contenimento dei contagi anche al Comune di Scena, nel Burgraviato.

 

“Abbiamo lavorato ancora una volta sul pacchetto di misure a sostegno di famiglie e imprese – ha esordito Kompatscher – lo presenteremo al Consiglio provinciale e conterà su poco più di mezzo miliardo di euro. Ad ogni modo terremo una conferenza stampa apposita venerdì per presentarlo. Un secondo tema che abbiamo affrontato ha riguardato invece i contributi ai Comuni che hanno iniziato una collaborazione per svolgere assieme delle attività”.

 

Il tema centrale, nondimeno, è sempre stato quello della pandemia. “Sono appena uscito da un incontro con i ministri Gelmini, Speranza e Bianchi, riguardante il nuovo Dpcm – ha spiegato – all'inizio il dottor Brusaferro ha fatto una relazione sulla tematica delle varianti, spiegando come anche in Italia quella inglese sia predominante. Una variante più contagiosa, come visto dai dati nel resto d'Italia, l'Alto Adige, da questo punto di vista, è un po' in controtendenza. E questo è un elemento che nel medio termine dovrebbe portare ad un miglioramento della situazione degli ospedali”.

 

Grande attenzione, però, va dedicata alle mutazioni, le cui conseguenze presentano ancora delle incognite. “Brusaferro ha ribadito la preoccupazione per la variante brasiliana, che è stata rilevata già in alcune Regioni del centro Italia. Lì i focolai sono in espansione. La variante è infatti più contagiosa dell'inglese e non si sa se un'infezione da Covid precedente garantisca l'immunizzazione. Per quanto riguarda la sudafricana, che interessa anche noi, Brusaferro ha spiegato che è stata rilevata in poche Regioni. Sulla presenza in Alto Adige ha sicuramente inciso la vicinanza con il Tirolo, ma grazie alle misure tempestive per ora i numeri sono limitati. Non si può escludere però che la situazione cambi e per questo faccio un altro appello. Facciamo uno sforzo comune per confermare questa tendenza calante dei contagi”.

 

Sulla situazione del contagio e le strategie per gestire la pandemia, la parola è poi passata all'assessore Widmann. “Nella giornata di ieri abbiamo raggiunto il valore più alto di test, effettuandone 21.258. Pensiamo che all'inizio della pandemia ne facevamo 30. Ci siamo organizzati e la nostra strategia di testare molto ci ha permesso di trovare più infetti e di agire di conseguenza. Nelle scuole, ora, ci sono più infezioni. La scuola però deve proseguire e allora abbiamo deciso di fare test. Il progetto pilota dei test antigenici rapidi nasali prenderà avvio in 18 scuole elementari. Si parte giovedì, il test è facile e se i risultati sono buoni puntiamo a estendere l'autotest a tutte e 380 le scuole della provincia e poi chissà anche in altri ambiti. Seguiamo l'esempio austriaco e siamo in contatto con il Ministero della Salute, che si è dimostrato molto interessato a questo test”.

 

Oltre a testare molto, per individuare gli infetti ed isolarli, tagliando così le catene del contagio, Widmann indica la soluzione dei vaccini. Dopo la denuncia dell'Azienda sanitaria di una decina di medici e infermieri, autori e protagonisti di un video contrario, l'assessore illustra invece la buona velocità con cui la vaccinazione procede in Alto Adige.

 

Più si vaccina, prima la pressione sugli ospedali non ci sarà più – ha spiegato – abbiamo l'esempio di Israele. Attualmente noi abbiamo somministrato 65.016 dosi, di cui 41.472 prime e 23.536 seconde. Il 74,2% dei vaccini somministrati è di Pfizer, mentre 1352 sono di Moderna e 8407 di AstraZeneca. Per quanto riguarda gli over 80 ne abbiamo vaccinati 29.367, con 13.440 prime dosi, 7305 seconde e 5066 persone in lista d'attesa. In questo bilancio non si contano gli ospiti delle Rsa”.

 

Entro 3 settimane massimo puntiamo ad aver vaccinato tutte le persone sopra gli 80 anni che vogliano. Per il personale docente, della scuole, degli asili e dell'università, sono state vaccinate 21.346 persone, di contro alle previsioni. La fornitura a marzo, infine, prevede l'arrivo di 60.500 dosi, di cui 23.400 di Pfizer, 7770 di Moderne e 29.400 di AstraZeneca. In tutta Europa, l'Italia è tra i Paesi che hanno vaccinato di più, circa l'8% della cittadinanza”.

 

E come procederà l'Alto Adige? “Da una parte ci aspetta testare ancora molto – ha concluso Widmann – viste anche le varianti, come concordato con il Ministero, abbiamo chiuso dei Comuni imponendo l'obbligo di tampone per entrare e uscire e questo ci ha permesso di trovare degli asintomatici. Al tempo stesso dobbiamo proseguire nella vaccinazione. Perché come dimostrato in altri casi, sopra gli 80 anni la percentuale di infezioni cala. E così cala la pressione sugli ospedali”.

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