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Covid-19, pochi vaccini e in Romania è in atto la peggior ondata dall'inizio della pandemia. Picco di contagi e morti anche in Russia

Per la prima volta i morti da Covid-19 in Russia hanno superato i 1000 in sole 24 ore mentre in Romania, dove gli ospedali sono stati travolti dalla peggior ondata dall'inizio della pandemia, la Commissione europea ha deciso di mobilitare il meccanismo Ue di Protezione civile, fornendo al Paese ossigeno e anticorpi monoclonali (anche dall'Italia)

Di Filippo Schwachtje - 16 ottobre 2021 - 16:21

TRENTO. “La popolazione in Romania si è convinta che dietro la pandemia ci sia una sorta di cospirazione: le fake news che girano in rete sono montate ad arte e la gente ha cominciato a crederci”. Il risultato? Oggi la Romania è uno dei Paesi con il tasso di vaccinazione più basso nel continente europeo (arriva circa al 30%) e si trova ad affrontare in questo momento la peggior ondata di Covid-19 dall'inizio della pandemia. A spiegare a il Dolomiti la situazione nel suo Paese è l'avvocato Razvan Paunescu, laureato alla Bocconi e spesso in viaggio tra Italia e Romania.

 

Nelle ultime ventiquattro ore i nuovi infetti in Romania sono stati più di 15mila, con 350 morti. La situazione all'interno degli ospedali è drammatica tanto che, dice Euronews, la Commissione europea ha deciso di mobilitare il meccanismo Ue di Protezione civile, fornendo al Paese ossigeno e anticorpi monoclonali provenienti anche dall'Italia. “Questa forma di comunicazione 'alternativa' – spiega Paunescu – ha fatto sì che la gente non tenesse conto delle raccomandazioni delle autorità, anche se negli ultimi mesi è stata portata avanti una grande pubblicità da parte del governo”.

 

Inizialmente infatti, spiega l'avvocato, in Romania la campagna vaccinale era partita con il piede giusto, prima di 'incepparsi' a causa di una serie di ritardi e, soprattutto, a causa della scarsa adesione della popolazione. “In estate abbiamo avuto pochi casi – continua Paunescu – ma poi, con l'arrivo di settembre, ci sono stati una serie di grandi raduni, tra eventi musicali e sportivi, che hanno richiamato moltissime persone. Tanti in Romania hanno creduto, anche a distanza di 8 o 9 mesi dall'infezione, di essere immuni avendo superato il Covid-19, ed hanno abbassato così la guardia”. Per tutto quello che riguarda la pandemia, conclude l'avvocato: “Buona parte della popolazione non crede alle autorità e, grazie alla circolazione di fake news online, tutto il lavoro portato avanti nel corso dei mesi è stato demolito. La ragione più profonda della scarsa adesione alla campagna vaccinale è questa: l'idea che alla base di tutto ci sia una sorta di complotto”.

 

La situazione intanto è drammatica anche in Russia dove, al pari della Romania, l'adesione della popolazione alla campagna vaccinale è stata molto marginale. Solo poco più del 30% dei cittadini russi ha infatti deciso di utilizzare Spuntik V e nelle ultime ventiquattro ore le autorità hanno segnalato che, per la prima volta, il numero di morti giornalieri ha superato le 1.000 unità (1.002 per la precisione) e anche i contagiati hanno toccato un nuovo record con 33.208 nuovi infetti mentre in alcune zone del Paese si sta valutando l'introduzione di un pass sanitario per l'accesso in alcuni luoghi pubblici, su modello di quanto già fatto per esempio in Italia.

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