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Long Covid, dalla perdita di capelli ai problemi neurologici: i segni del virus rimangono per mesi. Cozzio: ''Da noi situazione che riguarda il 40% dei pazienti''

Sono un migliaio i pazienti guariti e successivamente monitorati dalla dottoressa Susanna Cozzio dell'Unità operativa medicina interna di Rovereto e dai medici che assieme a lei stanno seguendo la situazione post Covid: "Un 40-50% dei pazienti dopo essere guariti dal Covid, nei primi 6 mesi presentano ancora alcuni sintomi che possono essere di varia gravità"

Di Giuseppe Fin - 13 maggio 2021 - 06:01

TRENTO. Il Covid-19 in molti casi non finisce, purtroppo, con il risultato del tampone negativo. L'onda lunga del virus non fa differenza di età e di genere. “Possiamo dire che da quanto analizzato sul campo abbiamo un 40-50% di pazienti che, dopo essere guariti dal Covid, presentano nei primi 6 mesi ancora alcuni sintomi che possono essere di varia gravità” spiega a Il Dolomiti la dottoressa Susanna Cozzio direttrice dell'Unità operativa medicina interna di Rovereto. Lei, assieme ad altri medici internisti, infettivologi, collaboratori di neurologia e pneumologia, sta seguendo diversi soggetti nella fase post Covid.

 

“Da marzo dello scorso anno – ci spiega – abbiamo stabilito un protocollo da seguire per i pazienti che vengono dimessi con una visita a 6 e a 12 mesi dalla guarigione. Ci siamo fissati questi termini per capire se ci sono, e ovviamente quali possono essere, le sequele post Covid”. Uno studio sul campo, insomma, che ha permesso alla dottoressa Cozzio e agli altri medici che assieme a lei stanno portando avanti questa analisi, di ottenere importanti informazioni che vanno a confermare la letteratura scientifica presente.

 

Il primo aspetto importante riguarda la correlazione tra gravità della malattia e gli effetti post Covid. Non è detto, infatti, che i soggetti che hanno avuto una forma grave abbiano poi sintomi nel lungo periodo. “Abbiamo verificato – afferma la direttrice dell'Unità operativa medicina interna di Rovereto – che ad avere alcuni sintomi nel lungo periodo sono anche soggetti che non sono nemmeno stati intubati e hanno avuto una forma lieve di malattia”.

 

Sono circa un migliaio i pazienti seguiti dopo la guarigione con tampone negativo. Entro i primi sei mesi si è potuto verificare che circa la metà presenta ancora degli strascichi causati dal virus. Ma quali sono questi sintomi? “Quello che si presenta con la maggior frequenza è l'astenia” sottolinea Cozzio. Si tratta di uno stato di debolezza generale che va a colpire i soggetti post Covid e che può durare per diverso tempo.

 

Ci sono poi i sintomi che vanno a riguardare il sistema respiratorio. Stiamo parlando di una tosse secca persistente oppure, una certa quota di pazienti inizia a soffrire di dispnea, la cosiddetta “fame di aria” soprattutto quando si trovava a fare particolari sforzi. Anche in questo caso queste situazioni possono durare per diversi mesi. Può accadere poi che non si risolva l'assenza di percezione di gusto e olfatto che per molti sorge già durante la vera e propria malattia. Ci sono stati casi di pazienti con sintomi nell'apparto cardio-vascolare con dolore al torace e tachicardia.

 

“Stiamo guardando con molta attenzione – ricorda Cozzio – le problematiche che sorgono e che riguardano il sistema neurologico e psicologico. Le abbiamo riscontrate in un numero minore di pazienti e riguardano la perdita di concentrazione oppure di memoria, cefalea, insonnia, sensazioni di vertigini e formicolii. Ci sono poi le sindromi depressive”.

 

Tra le manifestazioni tardive dell’infezione da Sars Cov-2 c'è quella a carico dei capelli. Sono stati, infatti, registrati casi di perdita dei capelli ma anche di alopecia, soprattutto nei primi sei mesi dalla guarigione. Sempre in questo arco temporale ci possono essere anche forme di dermatite e sintomi gastrointestinali. Condizioni che non si risolvono nel breve periodo e che richiedono un monitoraggio continuo e cure costanti.

 

Riconoscere, rassicurare, monitorare sono le parole chiave messe in campo dalla dottoressa Susanna Cozzio e dai medici che assieme a lei stanno seguendo la situazione. “È importante e vincente la collaborazione con i medici di base – ha concluso la direttrice dell'Unità operativa medicina interna di Rovereto – e dare ai pazienti la possibilità di fare controlli ai polmoni, al cuore, al cervello e di essere seguiti in un percorso di completa guarigione”.

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