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No Green pass, sarà caos tamponi. La Cgia: ''Difficile trovare i test necessari, in Trentino 42 mila persone senza vaccino tra i 20 e i 59 anni''

"Purtroppo, le farmacie e le strutture pubbliche/private dedicate a questo servizio non sono in grado di compiere giornalmente un numero di test sufficienti per coprire la domanda" spiega il centro studi di Mestre. Oggi sono stati fatti circa 6.500 tamponi antigenici e ieri poco più di 8.000

Di GF - 17 October 2021 - 18:59

TRENTO. Pochi tamponi e il rischio, a partire da domani, che siano moltissimi i lavoratori costretti a rimanere a casa. A lanciare l'allarme in queste ore è la Cgia di Mestre che proprio nei giorni scorsi ha effettuato uno studio che mostra come, soprattutto nel Nord-Est, una delle zone più produttive d'Italia, la percentuale di dipendenti nelle aziende senza green pass sia elevata.

 

Secondo i calcoli fatti del Centro studi, domani in Italia 2 milioni di lavoratori non potranno recarsi in fabbrica o in ufficio. Da un lato perché non hanno voluto vaccinarsi e dall'altro perché il numero di tamponi necessari sta mettendo a dura prova l'intero servizio che rischia di non soddisfare tutte le esigenze. Purtroppo, infatti, le strutture pubbliche e private dedicate a questo servizio non sono in grado di compiere giornalmente un numero di test sufficienti e alcuni lavoratori che non si sono voluti vaccinare rischiano di rimanere senza tampone e senza green pass.

 

I timori per la tenuta del sistema sono molti e riguardano il 13 per cento circa degli occupati presenti nel nostro Paese. Persone che per accedere al proprio posto di lavoro entro la fine dell’anno dovranno fare ogni 2 giorni il tampone per ottenere il green pass. Attualmente l’offerta è molto inferiore: nella prima giornata di obbligo certificato ad esempio, il numero di tamponi realizzati in Italia è stato di poco superiore a 506 mila.

“Ipotizzando un aumento della produttività da parte delle farmacie e delle strutture dedicate a fare questi test, dopodomani il numero complessivo potrebbe salire fino a 700 mila. Se a questo numero aggiungiamo le oltre 300 mila persone che per ragioni di salute non sono obbligate al possesso della certificazione, rimarrebbero senza pass circa 2 milioni di lavoratori” spiegano dalla Cgia.

 

IL TRENTINO

Dati puntuali sul numero di lavoratori non vaccinati non ce ne sono. Gli unici disponibili sono di fonte della Presidenza del Consiglio e fotografano il numero di persone in età lavorativa non ancora vaccinate all’8 ottobre scorso nella fascia di età tra i 20 e i 59 anni. Considerando i dati riferiti ai “no-vax” e prendendo in considerazione la popolazione non ancora vaccinata di età compresa tra i 20 e i 59 anni, in Trentino risultano essere oltre 42 mila persone ancora senza vaccino, circa il 15% della popolazione. Questi a fronte dei 7/8 tamponi antigenici fatti quotidianamente negli ultimi giorni (il dato di oggi è di 6.421 test e quello di ieri 8.215) in provincia di Trento che rappresentano il numero massimo, finora erogato.  

 

L'impegno già messo dalle farmacie sul territorio è già al limite. Sono numerosi i titolari che hanno deciso, per venire incontro alle esigenze della popolazione ad ampliare l'orario di apertura per consentire l'effettuazione del tampone. “I numeri che sarebbero necessari per assicurare il Green pass ai non vaccinati sono numeri importanti e anche con la migliore volontà è impossibile coprire il fabbisogno” aveva spiegato nei giorni scorsi la presidente dei farmacisti trentini Tiziana Dal Lago (QUI L'ARTICOLO).

 

Da lunedì pomeriggio sarà possibile effettuare i tamponi antigenici rapidi a pagamento anche in alcune sedi dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Visto l’incremento della richiesta di test antigenici finalizzati a ottenere la Certificazione verde Covid-19 (Green pass) Apss andrà a supportare il sistema delle Farmacie e dei laboratori privati che in questi giorni hanno registrato un notevole aumento delle richieste per l’entrata in vigore dell’obbligatorietà del Green pass sui luoghi di lavoro (QUI L'ARTICOLO).

 

Considerando le altre zone d'Italia, la regione più “no vax” è la Sicilia, la percentuale è pari al 24,3 per cento ed è costituita da 625.565 persone non vaccinate. Seguono la Calabria con un tasso del 23,4 per cento (226.745 non immunizzati), la Provincia Autonoma di Bolzano con il 22,7 per cento (63.570 non vaccinati), la Valle d’Aosta con il 21 per cento (13.017 non vax) e le Marche con il 20,4 per cento (156.724 non vaccinati).

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