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Nuovo ospedale di Cavalese, prima la legge provinciale bloccava il project financing, ora la Pat preferisce la norma statale e l'opera può tornare d'attualità

C'è però ancora un nodo da sciogliere, la legge trentina prevede che "non sono comunque ammissibili proposte in contrasto con il piano urbanistico provinciale, compresa la disciplina delle invarianti, quando l'attuazione proposta impone l'adozione di una variante del piano". Intanto la Lega ha tolto un vincolo importante mentre il progetto viene valutato da Navip

Di Luca Andreazza - 04 maggio 2021 - 20:36

CAVALESE. L'iter in project financing per costruire l'ospedale di Cavalese in apparente contrasto con la norma provinciale? Poco male, ecco che la legge è stata modificata a fine aprile per recepire quella nazionale. Un impedimento è stato tolto, anche se resto ancora valido (per quanto a questo punto verrebbe da chiedersi?) quello del vincolo urbanistico. La proposta deve essere ammessa dal Pup senza varianti, quindi in linea teoria il polo sanitario dovrebbe sorgere nell'attuale sito e quindi affidarsi al progetto già approvato nella scorsa legislatura che prevede la riqualificazione e il rifacimento dell'edificio odierno.

 

Intanto, però, si registra un problema in meno sulla via del project financing. Una mossa legittima, anche se passata un po' in sordina e senza grossi proclami, quella della Provincia di adeguarsi a quanto già previsto a Roma e quindi di abrogare il comma 2 dell'articolo 28, che dispone "anche per quanto concerne le procedure di realizzazione in concessione e di partenariato avviate su iniziativa di soggetti privati trova applicazione la disciplina statale in materia".

 

Nell'informativa si legge che "le modificazioni introdotte si sono rese necessarie per superare alcune criticità derivata dall'impugnativa dinanzi alla Corte costituzionale della legge n. 2 e n. 3 del 2020 e sono coerenti con il decreto legge 16 luglio 2020 n. 76 'Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale' che introduce misure a carattere emergenziale in materia di contratti pubblici, finalizzate a incentivare gli investimenti pubblici, nonché a fronteggiare le ricadute economiche negative a seguito dell'emergenza sanitaria Covid-19 convertito in legge 11 settembre 2020".

 

La procedura e la decisione di rivedere la legge trentina sui lavori e appalti pubblici, per ricondurla a quanto disposto a livello statale, appare legittima, soprattutto alla luce di eventuali impugnative e procedure in corso; restano le ragioni di opportunità e le tempistiche di una modifica di questa portata proprio poche settimane dopo che sono emersi i primi dubbi degli ex assessori Mauro Gilmozzi (Qui articolo) e Luca Zeni (Qui articolosulla possibilità che la proposta in project financing potesse essere in contrasto con le norme provinciali e proprio quando sul tavolo c'è una proposta per costruire ex novo l'ospedale di Cavalese proprio secondo queste procedure. Forse i tempi tecnici non hanno permesso agli uffici di piazza Dante di poter intervenire prima. 

 

A ogni modo "le disposizioni entrano in vigore da sabato 8 maggio"; resta da capire se con forma retroattiva, anche se in questo momento si legge che "le modifiche apportate all'articolo 28 trovano applicazione alle procedure i cui bandi o lettere di invito sono rispettivamente pubblicati o inviati dopo la data di entrata in vigore della l.p. 6/2021 (08/05/2021) o alle proposte di privati presentate dopo la medesima data".

 

C'è comunque un altro nodo da sciogliere in questa partita, mentre la proposta di project financing viene valutata in sede di Navip: "Rimane fermo il disposto del comma 3, il quale prevede che non sono comunque ammissibili proposte in contrasto con il piano urbanistico provinciale, compresa la disciplina delle invarianti, quando l'attuazione proposta impone l'adozione di una variante del piano". Attualmente il Pup (così come il Prg del Comune di Cavalese) non prevede di delocalizzare l'ospedale che viene invece segnalato nell'attuale sede. Una modifica del Pup è naturalmente possibile, ma il passo è molto complesso per svariate ragioni e necessita di un passaggio e un accordo anche con il governo nazionale.

 

Insomma, l'iter per la costruzione di un nuovo ospedale potrebbe essere ancora in contrasto con le norme provinciali attualmente in vigore. Il polo sanitario dovrebbe essere coinvolto da un piano di rilancio da circa 34 milioni di euro, un progetto per valorizzare e ricostruire l'immobile già esistente nella sede attuale. Nel frattempo in piazza Dante è arrivata l'ipotesi che si basa sulla  finanza di progetto per la costruzione di un polo ex novo a servizio delle valli di FiemmeFassa Cembra (Qui articolo). Un'idea che, però, lascia qualche dubbio sul territorio (Qui articolo), così come tra i medici che bocciano il ricorso al project financing: "La sanità deve restare pubblica" (Qui articolo).

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