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Rapporto Aifa sui vaccini: "56.110 segnalazioni di eventi avversi, ma nel 91 per cento dei casi sono completamente risolvibili"

In 309 casi ogni 100 mila dosi sono stati segnalati degli effetti avversi, ma per la maggior parte riguardano dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza e dolori muscolari. Ancora bassi i numeri dei decessi (1,23 ogni 100 mila dosi), mentre le analisi sulle trombosi dopo l'iniezione di AstraZeneca confermano i risultati dell'Ema: le più a rischio sono le donne intorno ai 48 anni 

Di Mattia Sartori - 11 May 2021 - 11:23

ROMA. Rimane sotto stretta sorveglianza la distribuzione dei vaccini, costantemente controllata dall’Aifa. L’Agenzia italiana del farmaco ha infatti pubblicato ieri, lunedì 10 maggio, il quarto rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19. Il focus della ricerca sono le sospette reazioni avverse dei pazienti alla somministrazione dei quattro vaccini attualmente in uso nel periodo compreso tra il 27 dicembre e il 26 aprile 2021.

 

Su poco più di 18 milioni di dosi somministrate (al 26 aprile, ad oggi la cifra si aggira attorno ai 24 milioni) ci sono state 56.110 segnalazioni di possibili reazioni avverse, ovvero 309 ogni 100 mila dosi. Il 91 per cento di queste però si riferisce a effetti non gravi che si risolvono completamente, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Come evidenziato dai precedenti rapporti l’85 per cento degli effetti segnalati insorge lo stesso giorno della vaccinazione o in quello successivo.

 

Per quanto riguarda le reazioni gravi esse costituiscono l’8,6 per cento del totale, arrivando quindi ad un tasso di 27 eventi gravi ogni 100 mila dosi somministrate (indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose e dal possibile ruolo causale della vaccinazione).

 

Il maggior numero di segnalazioni (75 per cento) è stata ricevuta in relazione al vaccino Pfizer, dato che però non implica necessariamente un maggiore pericolo in quanto questo è anche il vaccino più somministrato in Italia (70,9 per cento delle dosi). Seguono AstraZeneca (con il 22 per cento delle segnalazioni) e Moderna (3 per cento). Nel periodo considerato ancora non sono emerse segnalazioni per quanto riguarda Johnson&Johnson, che per il momento copre solamente una minima parte delle dosi somministrate. I tassi di segnalazione di eventi gravi relativi ad ogni vaccino sono invece i seguenti: 24 ogni 100 mila dosi per Pfizer, 18 per Moderna e 39 per AstraZeneca.

 

In ogni caso i decessi rimangono bassi, attestandosi a 1,23 casi ogni 100 mila dosi e spesso sono correlati a patologie pregresse o a fattori di rischio specifici per l’evento fatale considerato. Inoltre l’età media dei soggetti sfortunatamente coinvolti in questi casi è di 79,1 anni (con una forchetta di 15,9 anni). Si tratta quindi di persone in età avanzata, probabilmente debilitate dagli anni o da altre malattie e di conseguenza molto più propense allo sviluppo di effetti collaterali.

 

Infine la valutazione dei casi di trombosi venosa intracranica e atipica nei soggetti vaccinati con AstraZeneca si allinea alle conclusioni dell’Ema. In totale i casi di trombosi segnalati in Italia sono stati 34, di cui 29 intracraniche e 5 in sede atipica. Nel 65 per cento dei casi questi eventi hanno coinvolto donne di circa 48 anni, mentre il resto (35 per cento) sono stati uomini di circa 52 anni. Per questo motivo l’uso di AstraZeneca è stato raccomandato solo sui pazienti di età superiore ai 60 anni.

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