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Fratto X: quando la follia è tridimensionale

Questa sera, 6 febbario, il Melotti di Rovereto ospita lo spettacolo ormai celeberrimo di Antonio Rezza e Flavia Mastrella inserito nella rassegna Altre Tendenze del Centro Santa Chiara. Il sodalizio tra l'attore più imprevedibile del teatro nazionale e l'artista visiva è un susseguirsi di personaggi strampalati  in un ritmo incessante di parole, movimenti e scie luminose che si materializzano

Pubblicato il - 06 febbraio 2019 - 10:24

ROVERETO. Sono due Leoni d’Oro alla carriera i protagonisti del terzo appuntamento della stagione di Altre Tendenze. Questa sera, mercoledì 6 febbraio, il Centro Servizi Culturali Santa Chiara porta sul palco dell’Auditorium Melotti di Rovereto il talento della coppia formata da Antonio Rezza e Flavia Mastrella, impegnati con «FRATTO_X», spettacolo scritto e interpretato dal celebre perfomer piemontese (affiancato sul palco da Ivan Bellavista), pronto a muoversi all’interno di un geniale habitat creato dall’artista Mastrella. «Fratto_X» è prodotto da RezzaMastrella, Fondazione TPE e TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello.

  Antonio Rezza arriva per la prima volta a Rovereto con uno spettacolo travolgente, di grande impatto visivo, in grado di far ridere e pensare. Sul palco il corpo del “più grande performer vivente” – come lui stesso si definisce -, dà vita a personaggi strampalati che, con ritmo incessante, portano a riflettere su teatro, cinema, rapporti di coppia, amore e odio verso la società

 

 In scena, Rezza è un ciclone di parole e movimenti che si muove all’interno di un geniale habitat creato ancora una volta da Flavia Mastrella, al suo fianco da trent’anni e premiata insieme a lui lo scorso luglio con il Leone d'Oro alla carriera alla Biennale Teatro di Venezia. Un’installazione che l’artista e scultrice laziale ha creato come conseguenza di una riflessione sul buio, riempiendo il palco con ostacoli da superare, scie luminose che si materializzano, e quella “X” fatta con teli che si tendono.

 

 «L’habitat Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche – spiega Flavia Mastrella - Le immagini raccontano la strada che corre e l’impossibilità di agire. Scie luminose si materializzano con l’inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino. E’ un ideogramma, insegue la leggera freschezza vibrante del tratto e il colore saturo dell’immagine in 3d. Una distesa di pelle calda organizza figure antropomorfe, sommerse dalla carne e dalla carnalità, vittime disponibili alla persuasione di massa. L’inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X. La Sedia, mezzo mutante color azzurro, pelle e ruggine, è presa in prestito dal teatro di narrazione. Il Telecomandato geneticamente alterato e il Miracolo dell’urbanizzazione sono sculture mobili dipendenti. La carcassa del guerriero viene riproposta come presenza epica solo nella forma e nell’atteggiamento».


  Uno spettacolo surreale, provocatorio, che mette in luce tutto il talento del cinquantatreenne performer Antonio Rezza. «La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. – scrive lo stesso attore nelle note di regia dello spettacolo – Per l’ennesima volta si cambia forma attraverso la violenza espressiva. Mai come in questo caso o, per meglio dire, ancora come in questo caso, l’odio verso la mistificazione del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile. Il potere sta nel sopravvivere a chi muore. Noi siamo pronti a regnare. Bisognerebbe morire appena un po’ di più».

   Fratto_X» ha esordito nel dicembre del 2012, mantenendo intatto, negli anni, quel velo di follia creativa che ha fatto di Rezza-Mastrella una delle coppie più innovative e sperimentali in Italia. «Può essere la follia così folle da generare un’equazione quasi perfetta? – si chiedeva Francesca De Sanctis nel 2012 sulle pagine de l’Unità – Fratto_X, a quanto pare, sembra dirci proprio questo: che la genialità scaturisce dalla più totale mancanza di regole, o meglio dalla decostruzione delle nostre regole, quelle che ci diamo per vivere nella realtà. Perché non c’è neanche un pizzico di logica – o si potrebbe dire anche il contrario, tutto è così consequenziale – nello spettacolo di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, assurdo quanto provocatorio, come sempre del resto». 

 

 

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