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La bianca prigione del genio del colore

Da domani, giovedì 7, a domenica la stagione di Grande Prosa del Centro Santa Chiara porta in scena Alessandro Preziosi con l'intensa rappresentazione di Van Gogh nel periodo di internamento in manicomio. I tormenti interiori del grande pittore della luce nella scrittura di Stefano Massini, l'autore teatrale più rappresentato nel mondo nel dialogo tra Vincent ed il fratello Theo

Pubblicato il - 06 febbraio 2019 - 10:05

 TRENTO. Per il sesto appuntamento con la Grande Prosa del Centro Servizi Culturali S. Chiara, arriva sul palco del Teatro Sociale di Trento Alessandro Preziosi. Il celebre attore napoletano sarà impegnato con «VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco», testo vincitore nel 2005 del Premio Pier Vittorio Tondelli Riccione Teatro, incentrato sui tormenti interiori del pittore olandese durante il suo periodo di isolamento nel manicomio di Saint Paul de Manson.

 

 Lo spettacolo è stato scritto da Stefano Massini – ad oggi l’autore teatrale italiano più rappresentato nel mondo – con la regia di Alessandro Maggi, ed è prodotto da Khora Teatro, Teatro Stabile d’Abruzzo. Sul palco, oltre a Preziosi, saliranno Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Alessio Genchi e Vincenzo Zampa. «VINCENT VAN GOGH.

 

 L’odore assordante del bianco» rimarrà al Teatro Sociale da giovedì 7 a domenica 10 febbraio, con inizio alle ore 20.30 (ad eccezione dello spettacolo domenicale che avrà inizio alle ore 16.00).

  Alessandro Preziosi fa ritorno a Trento dopo aver presentato al pubblico del “Sociale”, nel 2016, il «Don Giovanni» di Moliere, da lui diretto ed interpretato. In questa circostanza, però, il quarantacinquenne attore nato a Napoli veste i panni di Vincent Van Gogh, in una pièce scritta da Stefano Massini, dando voce ai molti tormenti che hanno caratterizzato il periodo di isolamento in manicomio di Vincent Van Gogh.

 

 Non dev’essere stato affatto facile per un genio del colore ritrovarsi rinchiuso in un luogo completamente bianco: una prigione monocromatica per chi invece amava esaltare le infinite sfumature della tavolozza.

  È il 1889 quando il pittore olandese Vincent Van Gogh si ritrova all’interno del manicomio di Saint Paul de Manson, a pochi chilometri da Arles. Il suo unico desiderio è quello di uscire da quelle austere mura, e la sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo, che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare. Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, lo spettacolo diventa una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.
        Il testo, vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria n.d.r.), mette in luce la drammaturgia di Stefano Massini, asciutta ma ricca di spunti poetici, offrendo inoltre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.


  «Sospensione, labilità, confine. Sono questi i luoghi, accidentati e mobili, suggeriti dalla traiettoria, indotti dallo scavo – spiega il regista Alessandro Maggi nelle note di regia - Soggetti interni di difficile identificazione, collocati nel complesso meccanismo dell’organicità della mente umana. Offerti e denudati dalla puntuale dinamicità e dalla concretezza del testo, aprono strade a potenziali orizzonti di ricerca.

 

  La scrittura di Massini, limpida, squisitamente intrinseca e tagliente, nella sua galoppante tensione narrativa, offre evidentemente la possibilità di questa indagine. Il serrato e tuttavia andante dialogo tra Van Gogh - internato nel manicomio di Saint Paul de Manson - e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso».
       
«FOYER DELLA PROSA». Si rinnova la collaborazione tra il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento per i «FOYER DELLA PROSA», dieci incontri di approfondimento sulla rassegna, curati dai professori Claudia Demattè e Giorgio Ieranò. Per il sesto appuntamento della Stagione, venerdì 8 febbraio, la sala “Anna Proclemer” del Teatro Sociale di Trento ospiterà l'incontro dedicato allo spettacolo. Il dibattito sarà coordinato da Denis Viva, alla presenza di Alessandro Preziosi. L'incontro è aperto al pubblico – ingresso libero -  e avrà inizio alle ore 17.30. 

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