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“Historie du soldat” di Stravinsky arriva al San Marco, alla Filarmonica e al Teatro d'Albiano a 50 anni dalla morte del compositore russo

Dopo aver debuttato al Festival Contavalle di Grumes, torna con due date a Trento e una ad Albiano “Histoire du soldat”, l’opera di Igor Stravinsky messa in scena dall’associazione culturale Il Volo all’interno del progetto “Teatro musicale ambulante”

Pubblicato il - 17 ottobre 2021 - 15:05

TRENTO. Nel 50esimo anniversario della morte di Igor Stravinsky, il grande compositore e direttore d'orchestra russo, autore di alcune fra le più celebri partiture del XX secolo, a Trento e ad Albiano torna la sua “Historie du soldat”: l'opera sarà lunedì 18 ottobre alle 21 al Teatro San Marco, martedì 19 alle 9 alla Sala Filarmonica e mercoledì 20 alle 20 e 30 al Teatro di Albiano.


Dopo aver debuttato al Festival Contavalle di Grumes, torna quindi con tre date l'opera del compositore russo, messa in scena dall’associazione culturale Il Volo all’interno del progetto “Teatro musicale ambulante”, in collaborazione con Ad Maiora, Il teatro delle quisquilie e Società Filarmonica di Trento, con il sostegno della Fondazione Caritro. Proprio per celebrare i 50 anni dalla morte di Stravinsky l’associazione culturale di Segonzano ha deciso di portare in scena una delle prime opere da camera del compositore, l’Histoire du soldat.

L’opera andrà in scena lunedì 18 ottobre alle 21.00 al Teatro San Marco, martedì 19 alle 9.00 alla Sala Filarmonica di Trento in una replica pensata per le scuole e per l’Università della terza età e del tempo disponibile ma aperta a tutto il pubblico, e mercoledì 20 alle 20.30 al Teatro di Albiano.

L'opera:

Histoire du soldat è un'opera da camera composta da Stravinsky nel 1918 su libretto di Charles - Ferdinand Ramuz. Viene scritta da Stravinsky in Svizzera, dove viveva da esule dopo la Rivoluzione russa.

La situazione in cui venne rappresentata ricorda per molti versi quella attuale: dopo la grave recessione economica causata dal primo conflitto mondiale e con l’infuriare di una pandemia, all’epoca la febbre spagnola.

Per far fronte alle difficoltà e alle ristrettezze economiche, Stravinsky e Ramuz decisero di creare un'opera teatrale ambulante, destinata a essere rappresentata nei villaggi di tutta la Svizzera. La formula prevedeva pochi strumenti con pochi esecutori, pochi personaggi e solo una piccola scena su cui si doveva svolgere l'azione. Dopo un fortunato debutto al Teatro di Losanna, però, l’epidemia di spagnola bloccò sul nascere il progetto itinerante di Stravinsky e Ramuz che furono costretti a cancellare la tournée.

 

La trama:

La vicenda narra di un soldato che, tornando a casa per una licenza, cede alle lusinghe del diavolo e cade nei suoi tranelli. Il diavolo gli sottrae il violino in cambio di un libro capace di realizzare ogni suo desiderio. In tre giorni tutti i suoi sogni si realizzano, ma al risveglio, tornato a casa, si rende conto che sono trascorsi tre anni, sua moglie si è risposata e il suo posto nel focolare domestico è stato rimpiazzato. 

Ridiventato povero, il soldato riprende il cammino del profugo, giunge nel regno governato da un re la cui figlia malata sposerà chi sarà capace di guarirla. Con il suo violino, riconquistato al diavolo con uno stratagemma, seduce la principessa che, danzando un tango, un valzer e un ragtime, cade fra le sue braccia.

L’idea di fondo è il dramma dello sradicamento: il soldato è metafora dell’uomo costretto a viaggiare da un luogo all’altro, come l’autore e il compositore stessi, lontano dalla propria patria a causa delle guerre. Il racconto delle sue vicissitudini è tanto fantasticante e poetico quanto nudo e diretto. È una fiaba, una parabola, che parlava all’ascoltatore durante la Grande Guerra così come parla a quello odierno dell’era Covid dell’importanza di accorgerci del bello di cui disponiamo e di accantonare le nostre sfrenate ambizioni in nome della sola, unica felicità: quella che abbiamo nel momento presente, ma di cui non ci accorgiamo.

Il progetto:

Il progetto “Teatro musicale ambulante” – proposto dall’associazione culturale Il Volo in collaborazione con Ad Maiora, Il teatro delle quisquilie e Società Filarmonica di Trento – nasce dall'esigenza e dalla voglia di musicisti e attori trentini di favorire la ripartenza dell’attività culturale in un momento particolarmente complesso sia per chi di arte e spettacolo vive e lavora, sia per il pubblico. E l’idea nasce proprio da alcuni giovani professionisti trentini della musica, formatisi - e alcuni tuttora stanziati - fuori regione o all'estero, che vogliono riportare le proprie competenze sul territorio.

Biglietti in vendita su www.teatrosanmarco.it. per gli spettacoli nel capoluogo e a ingresso libero (prenotazione allo 0461 689623) per quello di Albiano. Come previsto dalle normative in vigore, per accedere agli spettacoli è necessario essere in possesso ed esibire la certificazione verde Covid-19 (Green Pass).

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