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I sindacati annunciano maxi manifestazione: ''Il tempo scaduto: la Pat non ha più alibi". In piazza pubblico impiego, sanità, case di riposo, scuola e ricerca

Manifestazione martedì 26 ottobre per chiedere la giusta attenzione ai comparti pubblici, alla sanità, alla scuola e alla formazione professionale, per lo stanziamento di tutte le risorse necessarie nell’imminente manovra di bilancio: "Lo Stato sta lavorando coi sindacati per il rinnovo dei contratti, con aumenti medi del 4%, ma il Trentino non stanzia nemmeno un euro. A livello italiano si lavora anche della revisione degli ordinamenti professionali, ma qui nulla"

Pubblicato il - 15 ottobre 2021 - 22:06

TRENTO. I sindacati del pubblico impiego, sanità, case di riposo, scuola e ricerca manifestano assieme martedì 26 ottobre. "La Giunta Fugatti è ferma nel suo pregiudizio verso i lavoratori pubblici", spiegano Luigi Diaspro (Fp Cgil) e Cinzia Mazzacca (Flc Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Stefania Galli (Cisl Scuola), Giuseppe Varagone (Uil Sanità), Maurizio Valentinotti (Fenalt), Cesare Hoffer (Nursing Up) e Ennio Montefusco (Satos).  "Lo Stato sta lavorando coi sindacati per il rinnovo dei contratti, con aumenti medi del 4%, ma il Trentino non stanzia nemmeno un euro. A livello italiano si lavora anche della revisione degli ordinamenti professionali, ma qui nulla". 

 

I sindacati annunciano così una maxi manifestazione. "Spesso Fugatti - dicono le parti sociali - parla di impossibilità di mettere mano ai contratti, spiegando che l’intervento sarebbe economicamente insostenibile. Ma questa tesi non ha fondamento, infatti lo Stato ha coperto il minor gettito 2020 e 2021, sono importanti le ultime manovre provinciali (600 milioni tra bilancio e assestamento nel solo 2021), segnali di ripresa sono giunti nel secondo trimestre 2021 (fatturato complessivo +36,5%), vanno tenuti in conto i finanziamenti straordinari dal Pnrr. Quello dell’insostenibilità è dunque un alibi per quella che, al contrario, è una scelta politica".

 

Un alibi che, per le parti sociali, celerebbe una grave debolezza: "Se fosse vero che manca la sostenibilità per i rinnovi si porrebbe il tema della sostenibilità politico-istituzionale della stessa Autonomia, per i servizi da assicurare in forza dello Statuto e per le tante funzioni delegate dello Stato. I lavoratori delle Autonomie locali (Pat, Comuni, Apsp), sanità, scuola e formazione professionale, ricerca - da oltre 18 mesi - sentono forte la pressione per assicurare servizi che durante l’emergenza sanitaria hanno manifestato ancora più fortemente il loro carattere universale e insostituibile: salute, scuola, sostegno alle fasce più deboli. Nuovi importanti carichi di lavoro arriveranno per dare vita ai progetti legati al Pnrr. "Sarà una fase cruciale per la ripresa, che va affrontata riconoscendo il ruolo del servizio pubblico, rafforzandolo e sostenendolo in un processo di innovazione culturale, tecnologico e digitale".

 

Una pubblica amministrazione che si trova ai vertici a livello italiano ma che non verrebbe considerata nella giusta misura. "Sulla qualità del lavoro: molti autorevoli studi e istituti certificano, a livello nazionale e internazionale, i risultati della Pubblica amministrazione trentina. In quei casi, solitamente Fugatti incassa, applaude pubblicamente ma poi persevera nel suo atteggiamento. E' tempo di cambiare rotta, evitare un periodo di conflittualità di cui non c’è davvero bisogno, e assicurare al territorio coesione sociale e le necessarie risorse per affrontare adeguatamente le sfide storiche (e le opportunità) che abbiamo di fronte, rivedendo reclutamento e fabbisogni, accesso alle professioni, valorizzando il lavoro dei tanti professionisti dei settori pubblici affinché il settore pubblico eserciti appieno il proprio ruolo di volano per la ripresa sanitaria, economica e sociale del territorio. Il Trentino rischia di perdere attrattività con condizioni giuridiche ed economiche – per i lavoratori - inferiori a quelle del resto del Paese. Non secondaria la questione salariale che riguarda tutti i comparti del sistema pubblico provinciale".

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