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Cinformi, quanta confusione. Zeni: ''Non conoscono come funziona e vorrebbero governare il Trentino?''

Nelle risposte a ilDolomiti i candidati si sono espressi anche sul tema dei campi nomadi. Magagni, che con i sinti lavora da 25 anni: "Dicono che devono essere espulsi? Ma dove? Sono trentini dai tempi di Cecco Beppe"

Di Donatello Baldo - 16 ottobre 2018 - 06:01

TRENTO. "A me sembra che ci sia tanta confusione - dice Luca Zeni - ma questo è molto grave se i primi a non conoscere Cinformi e a sparare sciocchezze sono proprio quelli che vorrebbero governare il Trentino". L'assessore, che nelle sue deleghe ha la gestione delle politiche sull'immigrazione, replica così alle dichiarazioni di molti candidati che ilDolomiti.it ha raccolto nei giorni scorsi in merito al Cinformi.

 

Nel dibattito politico della campagna elettorale, il nodo dello sportello per gli stranieri è stato toccato eccome: la Lega ha detto papale papale di volerlo chiudere. Una posizione politica che può piacere o non piacere. Ma altri candidati - sia di centrodestra ma anche del Patt e di altre formazioni minori - parlano di Cinformi dando l'impressione di conoscere poco o affatto la sua funzione reale.  

 

Lorenzo Ossanna delle Stelle Alpine, consigliere provinciale uscente, spiega che il Cinformi è stata una bella intuizione quando si occupava di badanti e lavoratori stranieri, ma non va bene che oggi si occupi anche di profughi. "In Trentino - afferma Zeni - ci sono circa 50 mila stranieri perfettamente integrati, con i figli che vanno a scuola con i nostri. Di questi il Cinformi si occupava ieri e si occupa anche oggi, non è cambiato nulla". 

 

"Negli ultimi anni - ricorda l'assessore - c'è stata l'emergenza profughi. Ma prima vediamo i numeri. Ci sono 500 mila abitanti, ci sono meno di 50 mila stranieri (in calo, che rappresentano in linea con le altre regioni il 9%) e ci sono meno di 1.500 tra richiedenti asilo e rifugiati. Cinformi si occupa anche di questi, senza però smettere di occuparsi di tutto il resto.

 

Ma Ossanna dice che sarebbe meglio che non se ne occupasse: "Bene - dice - la Provincia Autonoma di Trento delega allo Stato la gestione. E poi succede come in Veneto, come in Lombardia, dove i prefetti, senza nemmeno confrontarsi con le amministrazioni, requisiscono alberghi, approntano campi profughi. Bene". 

 

Per l'assessore è molto meglio la gestione diretta, "anche per portare avanti la politica della distribuzione sul territorio e per evitare grandi concentrazioni, tesi che in passato aveva sostenuto anche Maurizio Fugatti". Ma un esponente di Forza Italia dice che sarebbe meglio evitare le zone turistiche: "Ma di cosa stiamo parlando? Si tratta di due persone ogni mille abitanti".

 

La Lega dice che bisogna chiudere Cinformi, è ormai un cavallo di battaglia. "Dicono prima i trentino, ma non sanno anche a beneficiare di Cinformi sono anche i tanti trentini che hanno a casa una badante per assistere le persone in stato di bisogno, le tante aziende trentine che hanno lavoratori stranieri. Senza Cinformi ci sono le file alle Questura, la burocrazia statale lentissima, giornate di lavoro perse. Bene".

 

Fratelli d'Italia dice poi che il Ciformi si occupa ora per il 90 per cento di stranieri e per il 10 per cento di italiani. Che il trend dovrebbe essere invertito. "Ma non hanno capito nulla, è rivolto al 100 per cento agli stranieri, cosa c'entrano gli italiani? Cinformi serve a dare informazione, è uno sportello, non gestisce erogazioni, non decide finanziamenti. Se almeno si informassero prima di parlare...". 

 

I candidati, sempre sull'articolo che ha pubblicato ilDolomiti.it, si sono espressi anche sui cosiddetti campi nomadi, che a parte qualche accampamento di rom, si riferiscono alle due aree di Trento e Rovereto dove si trovano alcuni sinti. "Devono essere espulsi se non rispettano le regole", affermano alcuni, ma sono cittadini italiani, iscritti all'anagrafe trentina. Dove si espellono?

 

"Ma sono qui da generazioni, c'erano prima di Cecco Beppe - dice ironico Gian Luca Magangi, che son i sinti ci lavora da quasi 25 anni - se passa la proposta austriaca possono fare pure la richiesta del doppio passaporto. Dove si espellono? Da nessuna parete visto che sono italiani e più trentini di certi candidati". 

 

Candidati che affermano che ogni tentativo di integrazione è fallito, anche quelli scolastici. "Non è vero - afferma Magagni, che è consigliere nazionale dell'associazione Zingari Oggi - perché in Trentino l'obbligo scolastico è stato assolto ormai quasi da tutti. E tanti frequentano le superiori. Ci sono sinti che hanno conseguito il diploma di cuoco e lavorano nei migliori ristoranti  della città". 

 

Sull'integrazione in generale, "ormai i campi sono quasi del tutto vuoti, la maggior parte abita in appartamento e non ci sono particolari disagi segnalati". Sulle richieste di pugno di ferro, di intervento di ordine pubblico avanzate da tanti rappresentanti politici, Magagni torna sul primato delle politiche sociali: "Serve una politica lungimirante che sappia creare le condizioni per l'integrazione". Il resto è solo campagna elettorale. 

 

 

 

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